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19 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 15:05 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXII - Numero 3/2004 - MARZO 2004

Porti

Aumentano nuovamente i volumi di Melbourne

Melbourne, il principale porto containerizzato d’Australia, ha riferito di avere nuovamente realizzato, lo scorso anno, livelli produttivi record. Nel 2002 il porto ha raggiunto i 1.516.387 TEU, con un incremento del 12,85%. A tutto il mese di febbraio, i calcoli relativi al confronto tra i volumi del 2002 e del 2003 già parlavano di un progresso del 6,5% rispetto allo scorso anno e Ashley Dinning, direttore generale dello sviluppo attività della PoMC (Port of Melbourne Corporation), afferma che la crescita attesa dovrebbe raggiungere gli 1,67 milioni di TEU circa, "nonostante gli effetti della siccità" di cui l’Australia ha sofferto lo scorso anno. "Tuttavia" dichiara "si sono verificati significativi incrementi dei volumi di importazione dall’Asia orientale che hanno posto rimedio agli effetti della siccità.

La crescita in Cina è stata assolutamente fenomenale e si tratta di un enorme mercato per un sacco di porti" precisa Dinning.

Dinning attribuisce la crescita di Melbourne a diversi fattori, non ultimo dei quali la sua aggressiva strategia di marketing. Esso dispone di uffici ad Adelaide - la sede del suo principale concorrente, Port Adelaide - e con il centro rurale del Nuovo Galles del Sud, dove lavora a stretto contatto con i caricatori che movimentano merci alla volta di Melbourne. "Port Adelaide è la maggiore minaccia per Melbourne" ammette Dinnings. "Ogni carico che ha origine in Asia, o vi è diretto, ovvero va e viene con le coste orientale ed occidentale del Nord America, viaggia attraverso Melbourne. Essi devono solo attirare le linee di navigazione ad iniziare a fare scalo presso di loro.

Adelaide è davvero una grossa minaccia e noi la prendiamo molto seriamente. Noi facciamo di tutto per assicurarci buone e felici relazioni con tutte le linee di navigazione e per far sì che esse siano contente di tutti i servizi, i prezzi ecc. relativi al Porto di Melbourne. Noi apprezziamo le attività della P&O e della Patrick, ma abbiamo bisogno di far sì che siano soddisfatte le necessità dei proprietari dei carichi. Proprio quei servizi sono sotto la costante minaccia di essere trasferiti ad Adelaide".

A febbraio, il porto ha ricevuto la notizia secondo cui era riuscito a far tornare indietro da Adelaide le attività relative alla costa occidentale del Nord America. Le merci dirette ad Adelaide, invece, sarebbero state instradate per ferrovia alla volta dei terminals di Adelaide dalla Patrick, che a detta di Dinning "fornisce un eccellente servizio ferroviario giornaliero alla volta di Melbourne, che arriva sempre in orario o al massimo con 15 minuti di ritardo".

Il servizio riguadagnato, era stato perduto a favore di Adelaide a giugno del 2003.

Tuttavia, Adeaide ha un nuovo vantaggio sotto le sembianze della ferrovia FreightLink che la connette con il porto di Darwin, dove i carichi possono essere spediti in Asia. Ma la PoMC non dorme certo sui propri allori. Data la crescita dei suoi risultati al tasso di circa il 13% all’anno, non può certamente permetterselo. Anche se Dinning afferma di non subire in questo momento conseguenze dovute alla congestione, "al ritmo al quale stiamo crescendo, le subiremo, se adesso non agiremo d’iniziativa.

Stiamo esplorando diverse opzioni: costruire un nuovo terminal adesso? Puntare su altre opportunità?" dichiara.

Nel mese di gennaio, la PoMC ha annunciato che la Westgate Ports - un consorzio formato da Westgate Logistics, Salta Properties, CC Containers, Hobart Ports Corporation e Freight Australia - aveva vinto l’appalto per il nuovo sviluppo del Victoria Dock. "Confidiamo che la Westgate Ports possa apportare notevoli vantaggi ai proprietari dei carichi" afferma Dinnings. "Nei prossimi due mesi predisporranno i loro piani di sviluppo per noi. Sarà uno sforzo di marketing congiunto al fine di riuscire ad immettere attività nel sito. Queste occasioni di lavoro dovranno essere nuova attività, e non attività portata via ad altri terminals interni".

La proposta dovrebbe essere presentata a marzo, mentre i lavori di costruzione dovrebbero cominciare a maggio/giugno.

La PoMC sta al momento lavorando con gli operatori terminalistici P&O e Patrick per sviluppare una strategia di investimento che comprende ormeggi, gru, straddle carriers ecc. L’automazione rappresenta una possibilità per qualcuno dei terminals? "Non è una cosa cui puntiamo" ammette Dinning, "ma se dalle trattative con gli operatori dovesse venir fuori che quella potrebbe diventare un’opzione, allora non lo escluderemmo. Tuttavia, penso proprio che il sistema adottato possa essere lo RTG".
(da: CargoSystems, febbraio 2004)




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Anno XXII
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