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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS JAHR XXIV - Anzahl 5/2006 - MAI 2006

Trasporto marittimo

Calo delle tariffe nei traffici transpacifici

Diversi relatori di rilievo, in occasione della 6a conferenza marittima transpacifica del Journal of Commerce, svoltasi a Long Beach nello scorso mese di marzo, hanno dichiarato ad un vasto uditorio di caricatori che le tariffe di nolo marittimo nei traffici transpacifici quest’anno sarebbero calate in misura significativa.

Anche se questa potrebbe rappresentare una buona notizia per i caricatori che si trovano nel mezzo delle trattative annuali per la definizione delle tariffe, è ovvio che invece ciò costituisca una brutta notizia per i vettori marittimi, dato il clima di aumento dei costi. La maggioranza dei vettori marittimi ha dichiarato risultati record nel 2004 e 2005, ma sarà colpita nelle tasche quest’anno.

Mark Page, direttore della ricerca presso la Drewry Shipping Consultants, prevede che l’aggiunta netta di cinque nuovi allacciamenti transpacifici quest’anno comporterà ad un calo dell’8,5% delle tariffe di nolo marittimo per i traffici transpacifici.

Spiega Page: "In relazione alle destinazioni della Costa Occidentale USA, ci sarà una diminuzione del 10%, mentre, in relazione alla più salda Costa Orientale USA, servita attraverso il Canale di Panama, si assisterà ad una riduzione del solo 5%. Le tariffe in direzione ovest sono così basse che c’è poco margine per un ulteriore calo".

Page ha aggiunto che, malgrado la minaccia di congestione dello scorso anno, le tariffe di nolo medie sono rimaste costanti, ed i vettori marittimi hanno ottenuto incrementi significativi solamente sui sovrapprezzi BAFs.

Raymond Maguire, capo della ricerca sui trasporti globali alla UBS, ha fornito una prospettiva più pessimistica per il 2006, prevedendo una riduzione media del 15% delle tariffe sui traffici transpacifici: "Data la previsione del 5% sulla domanda per quest’anno, e data la quasi assenza di dismissioni di navi, ci aspettiamo un calo del 15% delle tariffe, ovvero un calo del 3% per ciascun punto percentuale di offerta in eccesso. Quest’anno comporterà ancora profitti per i vettori marittimi, ma l’apprezzamento del costo unitario crescerà del 3%. Tuttavia, se il prezzo del petrolio dovesse aumentare, i costi unitari potrebbe crescere di qualcosa come il 6%".

Le voci ricorrenti nel settore indicano già che la tariffa da banchina a banchina per il 2006 della Wal-Mart, che viene generalmente considerata un punto di riferimento per questi traffici, è dell’ordine di 1.500 dollari USA/40 piedi da Hong Kong a Los Angeles. Due anni fa, la tariffa di mercato disponibile per la massa dei dettaglianti era superiore ai 1.900 dollari USA/40 piedi.

Per il secondo anno di fila, le linee di navigazione partecipanti al TSA (Accordo Stabilizzazione Transpacifico) concentreranno sul recupero dei costi le proprie trattative relative a quest’anno e hanno raccomandato soli incrementi tariffari modesti per i porti della Costa Occidentale USA. E’ molto più probabile che i caricatori possano assistere ad aumenti delle tariffe per i mini ponti terrestri alla volta della Costa Orientale USA, laddove le tariffe intermodali cresceranno in modo significativo.

Il direttore esecutivo del TSA, Albert A. Pierce, aggiunge al riguardo: "Assistiamo ad un incremento del 7% dei costi operativi fissi, il che si traduce in 150 dollari USA/40 piedi per le destinazioni della Costa Occidentale USA. Si tratta di un punto di riferimento per i vettori marittimi ed il traffico nel complesso, piuttosto che un tentativo di istituire un incremento tariffario generico che possa servire da livello massimo da cui partire per trattative al ribasso. Noi prevediamo un incremento del 25% degli oneri ferroviari e camionistici dal momento che quei settori stanno aumentando le proprie capacità e devono coprire gli aumenti dei costi del carburante e degli autisti".

In un successivo comunicato stampa, Pierce ha abbandonato le pessimistiche previsioni secondo cui l’eccesso di capacità avrebbe comportato una pressione verso il basso sulle tariffe. Ha infatti affermato che i costi in aumento avrebbero spinto le tariffe verso l’alto il prossimo anno.
(da: Containerisation International, aprile 2006, pag. 21)




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