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27 novembre 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 20:43 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNÉE XXIV - Numéro 9/2006 - SEPTEMBRE 2006

Legislazione

La ELAA presenta la revisione della propria proposta alla Commissione Europea

Dopo mesi di colloqui con le varie parti interessate, la ELAA (Associazione Europea per gli Affari di Linea) ha riveduto e corretto la propria proposta alla Commissione Europea in ordine a ciò cui dovrebbe essere consentito di rimpiazzare le conferenze di linea, allorquando verrà abrogato il Regolamento 4056/86.

La ELAA ha rinunciato alla proposta di un organismo indipendente al quale sia consentito di fissare i livelli dei sovrapprezzi alla luce di una formula più trasparente, così come alla richiesta di monitorare il livello attuale delle tariffe di nolo in relazione a ciascuna direttrice di traffico.

Invece, i vettori marittimi hanno chiesto che alla loro associazione dei traffici di linea proposta in precedenza sia consentito di pubblicare "informazione di dominio pubblico che incrementeranno la trasparenza di costi quali il bunkeraggio, gli oneri da canale, i prezzi portuali e l’esposizione al cambio di valuta" e di registrare "gli indici semplici dei prezzi aggregati per direzione della direttrice di traffico". Gli indici dovrebbero essere stabiliti da un organismo indipendente che si serva delle tariffe di nolo realmente ottenute da ciascun vettore marittimo; peraltro, a nessun vettore marittimo sarebbe consentito di vedere le tariffe degli altri.

La ELAA ha confermato la propria opinione circa la necessità per tutti quanti di essere in grado di monitorare i flussi dei carichi aggregati da porto a porto sulla base delle cifre fornite dai vettori ad un servizio-dati indipendente. Lo stesso vale per l’ipotesi di una "previsione sulla domanda ed offerta del settore realizzata con il supporto di un esperto indipendente".

Chris Bourne, direttore esecutivo della ELAA, ha dichiarato: "E’ importante che tutti noi del settore, vettori, caricatori ed amministratori, rammentiamo di avere una responsabilità decisiva nel far sì che questo importante settore disponga di un sistema normativo efficace e flessibile, in grado di far fronte alle future domande dell’economia globale".

Il timore è che l’abrogazione del Regolamento 4056/86 possa comportare un "liberi tutti" per i vettori marittimi, scaraventando i caricatori in un ambiente meno stabile. Ciò potrebbe farli ritrovare con livelli di servizio inferiori.

Tuttavia, il Consiglio dei Caricatori Europei, il Consiglio dei Caricatori Asiatici e la Lega Nazionale Trasporto Industriale degli Stati Uniti continuano ad affermare il contrario, sostenendo che il trasporto di linea dovrebbe essere trattato in modo non diverso da qualsiasi altro settore industriale ed assoggettato alle stesse forze di libero mercato dell’offerta e della domanda.

La risposta della Commissione Europea a queste argomentazioni dovrebbero essere pubblicate a settembre. Alla richiesta di fare una previsione su quale sarà la proposta della Commissione Europea ai membri dell’Unione Europea, Bourne ha risposto: "Sulla base dei colloqui che abbiamo avuto sinora con la Direzione sulla Concorrenza della Commissione Europea, io credo che essa andrà ampiamente a supporto di ciò che abbiamo proposto noi.

In ogni caso, facciamo appello a tutti i caricatori affinché riflettano seriamente sulle conseguenze di ciò che accadrebbe se il settore di linea fosse costretto ad una concorrenza al buio in futuro, poiché ogni guadagno a breve termine sulle tariffe di nolo che venisse conseguito sarebbe sicuramente annullato da altre conseguenze contrarie".

Probabilmente anticipando gli eventi che verranno, la ESAC (Conferenza Europa Sud Africa) - dopo mesi di discussioni infinite con i caricatori - ha recentemente annunciato che i suoi membri hanno deciso di non pubblicare più un sovrapprezzo comune sul carburante. Ciascuna linea partecipante, perciò, in futuro determinerà il proprio BAF.
(da: Containerisation International, agosto 2006, pag. 18)




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Année XXIV
Numéro 9/2006

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