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19 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 14:05 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVI - Numero 6/2008 - GIUGNO 2008

Legislazione

I vettori marittimi ed il nuovo scenario europeo anti-trust

Nel mese di febbraio del 2006, un gran numero di vettori aerei in Europa, negli Stati Uniti ed in Asia ricevettero visite sgradite da parte della Commissione Europea, del Dipartimento della Giustizia e dal FBI degli Stati Uniti, nonché dalla Commissione sudcoreana sulla concorrenza commerciale leale.

Lo scopo delle irruzioni coordinate era quello di portare alla luce le prove inerenti al sospetto di iniziative di cartello nel settore del trasporto merci aereo.

Le indagini nel settore del trasporto merci aereo rappresentano un importante promemoria sullo scenario normativo inerente alla concorrenza di cui le linee di navigazione dovranno tener conto a partire dal prossimo mese di ottobre, allorquando verrà abolita l'immunità anti-trust per le conferenze di linea marittima nell'Unione Europea.

Ciò, peraltro, non sta a significare che qualsiasi forma di cooperazione fra concorrenti comporterà tremende conseguenze.

Il settore, infatti, sotto gli auspici dell'Associazione Europea Affari di Linea, si è impegnato in approfondite discussioni con la Commissione Europea allo scopo di garantirsi un sistema di scambio di informazioni che sia compatibile con la normativa sulla concorrenza.

Le linee-guida della Commissione Europea di prossima pubblicazione sull'applicazione della normativa sulla concorrenza con riferimento al settore marittimo faranno ulteriore luce sull'argomento.

Tuttavia, è importante essere vigili sui limiti posti dalla normativa sulla concorrenza per far sì che la cooperazione legale fra soggetti del mercato che comporta servizi sia più numerosi che migliori per i clienti non oltrepassi i limiti trasformandosi in comportamenti illegali di cartello, assoggettando così i vettori marittimi ad indagini approfondite e costose in termini sia di denaro che di tempo.

Coloro che sono addetti a far rispettare le regole vigileranno con molta attenzione.

Nel caso dei vettori aerei, le autorità avevano ricevuto informazioni - da quel che si dice, da un vettore che collaborava con le autorità ai sensi dei cosiddetti programmi di clemenza od amnistia - secondo cui alcune società stavano colludendo in ordine all'applicazione di sovrapprezzi, come quelli che bilanciavano l'aumento dei prezzi del carburante, le misure di sicurezza ed i premi assicurativi.

Le potenziali conseguenze sarebbero gravi.

La British Airways e la Korean Air hanno già concordato il pagamento di multe di 200 milioni di dollari USA ciascuna nell'ambito dei procedimenti statunitensi, e si trattava solo dell'inizio.

Numerose indagini in diversi mercati e le conseguenti cause da parte dei clienti per danni rischiano di causare guai ancora maggiori alle già finanziariamente disastrate linee aeree.

Al centro delle indagini delle autorità sulla concorrenza vi sono i sospetti sul fatto che le società in questione abbiano coordinato l'introduzione, il metodo di calcolo e la programmazione dei tempi dei conseguenti incrementi e decrementi di tali sovrapprezzi.

Subito dopo divenuta pubblica la notizia secondo cui gli uffici dei vettori aerei di merci erano stati visitati per sospetta "cartellizzazione" dei sovrapprezzi sui carichi, i caricatori di tutto il mondo diedero il via ad azioni legali contro le linee aeree, reclamando la compensazione per i danni sofferti in conseguenza delle presunte attività illegali di coordinamento dei prezzi.

In via di principio, la normativa sulla concorrenza dell'Unione Europea proibisce gli accordi che abbiano quale proprio obiettivo qualsivoglia limitazione della concorrenza (come la fissazione di prezzi) o abbiano un effetto restrittivo, anche se l'obiettivo dell'accordo sia del tutto legittimo.

Tuttavia, come avviene per tutti i principi, esistono delle eccezioni.

In particolare, un accordo che non sia mirato a limitare la concorrenza ma abbia un effetto restrittivo può sfuggire al divieto se si può dimostrare che esso induca importanti vantaggi per il cliente, come nel caso di nuovi, maggiori o migliori servizi che non possano essere offerti in mancanza dell'accordo.

Nondimeno, non era questo il caso degli accordi illegali che secondo le competenti autorità esistevano nel settore del trasporto aereo di merci, dove l'obiettivo era quello di coordinare i sovrapprezzi allo scopo di evitare che i vettori vendessero reciprocamente sottoprezzo in quel campo.

Pertanto, che cosa può apprendere il settore della navigazione di linea dalle indagini in corso?

La risposta può essere così riassunta:

  • la proibizione della fissazione dei prezzi fra concorrenti non si riferisce solo alle tariffe di nolo vere e proprie, ma copre anche tutte le altre componenti che fanno il prezzo complessivo, come i CAF, BAF e THC;
  • non è necessario alcun accordo scritto e nemmeno orale in relazione ai comportamenti che possono ricadere sotto la scure della Commissione Europea; è sufficiente una semplice intesa;
  • lo scambio di informazioni è spesso una parte-chiave delle operazioni di qualsiasi cartello; ovviamente, lo scambio di informazioni sensibili per le attività o di informazioni riservate è chiaramente anticoncorrenziale, poiché si tratta di informazioni che un soggetto del mercato non vorrebbe che i suoi concorrenti avessero in circostanze normali.

    Lo scopo di tale scambio è, perciò, quasi certamente quello di consentire che il concorrente adatti il proprio comportamento concorrenziale nel mercato in modo che sia reciprocamente vantaggioso;
  • lo scambio di informazioni pubbliche così come proposto dai vettori marittimi appartenenti all'Associazione Europea Affari di Linea, al contrario, è in via di principio consentito ai sensi della normativa sulla concorrenza, a meno che non faccia parte di un più ampio accordo anticoncorrenza.

    Questo caso mostra come le modifiche normative debbano essere attentamente implementate a tutti i livelli di una società, per timore che ci sia il grosso rischio che uno o pochi "peccatori" finiscano per coinvolgere l'intera società;
  • infine, una società scoperta a partecipare ad un cartello illegale può essere assoggettata a multe di importo rilevante, sino al 10% del proprio fatturato globale nella sola Unione Europea.
Tuttavia, le conseguenze di un coinvolgimento in attività di cartello non finiscono qui.

Un verdetto di condanna per attività di cartello invariabilmente inducono a liti con i clienti che reclamano indennità per i danni subiti in conseguenza del comportamento illegale.

L'eliminazione dei cartelli riceve particolare attenzione da parte delle autorità per la concorrenza di tutto il mondo; esse collaborano allo scopo di portare alla luce gli accordi collusivi in modo sempre più professionale - alcuni direbbero aggressivo - al fine di conseguire la propria meta comune.

I programmi di clemenza, ai sensi dei quali al primo membro di un cartello che avvisa le autorità dell'esistenza del cartello medesimo viene concessa l'immunità dalle sanzioni, si sono dimostrati strumenti assai efficaci ai fini della scoperta delle attività di cartello.

Ed una volta che le attività di cartello in un determinato settore sono giunte all'attenzione delle autorità, è probabile che queste ultime mantengano sotto stretto controllo il settore medesimo.
(da: Containerisation International, maggio 2008, pag. 37)


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Anno XXVI
Numero 6/2008

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