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19 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:11 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVI - Numero 8/2008 - AGOSTO 2008

Legislazione

Dissidio fra ESC e Commissione Europea per i costi aggiuntivi sull'autotrasporto

Lo ESC (Consiglio dei Caricatori Europei) si è nuovamente appellato alla Commissione Europea affinché tenga conto del punto di vista dell'industria europea prima di pervenire alla normativa definitiva sugli oneri da applicare all'autotrasporto, fra i quali, per la prima volta, dovrebbero essere compresi i costi esterni relativi alla pulizia.

La Commissione Europea si accinge a pubblicare un Libro Bianco sull'argomento, basato sulla ricerca condotta a partire dal 2006, dopo che il Parlamento Europeo le aveva chiesto di produrre “un modello generalmente applicabile, trasparente e comprensibile per la valutazione di tutti i costi esterni che servisse da base per i futuri calcoli degli oneri sulle infrastrutture”.

Le argomentazioni a favore dell'interiorizzazione dei costi esterni, quali quelli correlati all'inquinamento, agli incidenti ed alla riduzione del rumore, si fondano sulla constatazione del fatto che, a meno che ciascuna modalità di trasporto non paghi la propria giusta quota, il trasferimento dei traffici verso modalità più attraenti dal punto di vista ambientale non potrà avvenire nel modo corretto.

Peraltro, Nicolette van der Jagt, segretario generale dello ESC, sostiene: “Anche se il principio secondo cui “colui che inquina di più, paga di più” potrebbe sembrare corretto a prima vista, in realtà non rappresenta una risposta adeguata al problema e finirà per tradursi in un modo facile per raccogliere tasse dal settore.

Esso non si fonda su una qualche seria analisi dei costi/benefici, ma renderà solamente più costosi i trasporti stradali affidabili, efficaci ed essenziali.

Questo approccio potrà fare poco per ridurre l'impatto ambientale od i costi derivanti dal trasporto merci stradale, a meno che i proventi che ne derivano non vengano reimpiegati in programmi finalizzati all'eliminazione della congestione, alla riduzione del rumore, alla riduzione dell'inquinamento ed alla prevenzione degli incidenti sulle strade in cui vengono raccolti gli oneri”.

Lo ESC ha altresì richiesto alla Commissione Europea di includere i veicoli privati nelle sue linee-guida in ordine alla quantificazione dei costi esterni da ribaltare sugli utenti del trasporto.

Ed è proprio uno dei tanti gruppi di utenti a sollevare queste obiezioni: l'Associazione Europea dei Produttori di Automobili, ad esempio, si è addirittura spinta ad affermare che i costi correlati alla congestione sono già sostenuti dagli automobilisti che li hanno causati.

Lo stesso vale per circa i due/terzi dei costi relativi agli incidenti, che sono coperti dalle compagnie di assicurazioni.

L'associazione afferma inoltre che i costi correlati al rumore sono in parte interiorizzati, dal momento che gli automobilisti vengono utilizzati per finanziare i provvedimenti per la protezione dal rumore.

Anche i residenti danneggiati ricevono una parziale compensazione sotto forma di canoni di affitto più bassi per le proprie abitazioni.

Partendo da tali presupposti, restano da interiorizzare solo i costi inerenti all'inquinamento atmosferico ed al clima e, in percentuale, quelli relativi al rumore ed agli incidenti.
(da: Containerisation International, luglio 2008, pag. 23)


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Anno XXVI
Numero 8/2008

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