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28 mars 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 10:21 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNÉE XXVII - Numéro 6/2009 - JUIN 2009

Progresso e tecnologia

OCR e RFID: l'importanza dell'integrazione fra fattore tecnologico e fattore umano

L'infrastruttura per la movimentazione di contenitori Pier 400 della APM Terminals nel porto di Los Angeles ha conseguito nel tempo una notevole esperienza nell'uso del riconoscimento a caratteri ottici (OCR) e dell'identificazione per frequenza radio (RFID) nell'ambito del proprio sistema di varchi principale.

Secondo Alan McCorkle, vice presidente anziano del Pier 400, l'introduzione di tali tecnologie offre vantaggi quanto all'efficienza operativa in ragione dei minori errori di battitura e del maggiore numero di aggiornamenti tempestivi dei sistemi di database.

"Ciò che è più importante, esse ci hanno fornito una migliore visione delle dinamiche del piazzale del terminal contenitori, il che ha comportato operazioni più sicure" afferma.

Lo OCR viene utilizzato per registrare preso il varco sia i numeri dei contenitori, sia i numeri delle patenti, sebbene la prima sia la funzione primaria.

Questa tecnologia, insiste McCorkle, si è dimostrata estremamente affidabile, dal momento che l'OCR ha funzionato nella sostanza nel 95% ed oltre dei casi.

"I fattori che tendono ad indurre false letture sono rappresentati per lo più da verniciature deteriorate ovvero dalla presenza di sporcizia sul contenitore.

Inoltre, alcuni nuovi equipaggiamenti mostrano i numeri del contenitore in posizioni inaccettabili, che, pertanto, impediscono l'effettuazione di una lettura precisa".

Alla domanda se la tecnologia OCR presso il varco sia maggiormente affidabile rispetto ai semplici controlli umani. McCorkle sottolinea come né i sistemi OCR né i controllori umani siano precisi al 100% in tutti i casi.

"Riteniamo che la tecnologia OCR lavori meglio quando i controllori umani vengano impiegati per risolvere quei pochi errori che il sistema ingenera.

Questo è, di gran lunga il migliore sistema possibile per far sì che il nostro varco mantenga fluide le operazioni" ha dichiarato.

Alla domanda relativa a come si possa calcolare un ritorno sugli investimenti rispetto all'impiego dell'OCR, McCorkle risponde che questo dipende molto dalle singole applicazioni e procedure di ciascun terminal.

Al Pier 400, ad esempio, presso il varco ci sono 56 corsie in entrata ed in uscita, 14 gru ed un portale che utilizzano tutti quanti l'OCR per movimentare tutti i contenitori che entrano ed escono dall'infrastruttura.

"Al Pier 400, pertanto, il ritorno sugli investimenti è stato generoso come in pochi altri anni" dichiara.

"E' altresì importante sottolineare i vantaggi operativi della qualità accurata ed in tempo reale dei dati che l'OCR produce, così come l'incommensurabile valore dell'aumentata sicurezza per i nostri lavoratori che viene assicurata dal mettere controllori a gestire le eccezioni nel contesto di un ambiente interno più sicuro".

Anche le targhette RFID vengono applicate di consueto al parabrezza di tutti i camion che entrano nel terminal.

Le targhette sono state introdotte nell'ambito dell'iniziativa ambientale "Camion Puliti" del Porto di Los Angeles/Long Beach.

Tuttavia, le targhette di per sé contengono solo un ID seriale.

Il porto gestisce un database di informazioni relative alla qualità ambientale del camion; all'operatore terminalistico viene richiesto di incrociare questi dati inerenti all'accesso e riferire l'informazione che ne consegue al porto.

"Inoltre, noi in effetti utilizziamo la targhetta per seguire i movimenti del camion all'interno del terminal.

Quest'attività di tracking ci consente di pianificare la consegna dei carichi in importazione secondo l'ordine dei camion che sono in attesa di ricevere un contenitore.

Questa è una procedura molto più efficiente sia per il camionista che per il terminal rispetto al più tradizionale sistema < primo dentro/primo fuori > al varco" afferma McCorkle, aggiungendo che il costo delle targhette è stato assunto direttamente dall'autorità portuale e non dalla APM Terminals.

Quanto alle lezioni che la APM Terminals ha appreso dall'introduzione della nuova tecnologia presso il varco, McCorkle osserva che l'implementazione del progetto tende a richiedere più tempo e ad essere più costosa di quanto non ci si aspettasse in precedenza.

"E' molto difficile introdurre nuove infrastrutture presso i punti-chiave delle proprie operazioni, continuando nel contempo ad effettuare operazioni secondo l'efficienza ottimale.

Questa, di solito, è la ragione per cui si oltrepassa di gran lunga il termine previsto.

Occorre imparare come lavorare ed installare questi nuovi sistemi attorno ad un'operazione assai dinamica, affrontando nel contempo le difficoltà più ardue al fine di conseguire vantaggi" dichiara McCorkle.

Infine, in relazione al futuro sviluppo della biometrica presso il varco, McCorkle ritiene che essa possa essere senz'altro imposta alla fine dal Dipartimento per la Sicurezza Nazionale nell'ambito del proprio programma TWIC (Credenziali di identificazione dei Lavoratori del Trasporto), la cui implementazione è stata del tutto completata a Los Angeles il 14 aprile di quest'anno.

McCorkle sostiene che, quale che sia la tecnologia che alla fine verrà certificata dalle autorità, essa sarà introdotta presso il Pier 400.

Al momento, l'attuale programma inerente alla carta TWIC ha optato per la validazione dell'identità mediante impronta digitale, ma ai terminal non è stato ancora richiesta l'installazione di scannerizzatori delle impronte digitali.
(da: portstrategy.com, 19.06.2009)



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