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28 mars 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 09:55 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNÉE XXVII - Numéro 6/2009 - JUIN 2009

Safety & security

Ancora in alto mare la scansione al 100% dei box

Nel corso di un gruppo di lavoro sulla sicurezza in occasione della conferenza della IAPH (International Association of Ports and Harbours) svoltasi recentemente a Genova è stato sconsigliato ai porti di commissionare in questo momento le installazioni finalizzate all'adeguamento alla cosiddetta normativa statunitense sulla scansione al 100%.

La legge della Commissione 9/11 del 2007 impone ai porti stranieri di effettuare la scansione su tutti i carichi in entrata negli Stati Uniti a partire dal 2012, sebbene la sua flessibile formulazione consenta la dilazione di questa data a determinate condizioni.

I porti di tutto il mondo hanno già espresso la propria preoccupazione in ordine alle implicazioni in termini di costo ed alla fattibilità di tale legislazione.

Kevin Orchard, direttore sviluppo attività della QinetiQ per quanto attiene la sicurezza della filiera delle forniture, nonché socio della GenOrigin, afferma: "Sarebbe davvero poco saggio per qualsiasi porto fare qualcosa mirata ad adeguarsi fin d'ora alla normativa sulla scansione al 100%".

Orchard ha indicato gli importantissimi per gli Stati Uniti traffici con la Cina - che rappresentano oltre il 50% delle importazioni statunitensi - quale segnale decisivo per l'evoluzione della normativa sulla scansione.

"Se il governo cinese non vuole averci a che fare, è molto difficile immaginare che questa normativa possa mai decollare.

Pertanto, i porti di tutto il mondo dovranno tenere d'occhio le relazioni sino-americane circa la scansione al 100%" ha dichiarato.

Michael Schmitz, direttore della divisione agevolazioni alla clientela della WCO (Organizzazione Mondiale delle Dogane), aggiunge: "L'America non è in condizione di esigere la reciprocità e gli Stati Uniti sembrano dimenticare di essere considerati una minaccia per molti paesi.

Il santo graal consiste nel mutuo riconoscimento e sino a questo momento gli Stati Uniti hanno siglato un accordo solo con la Nuova Zelanda - e ci sono voluti cinque anni di trattative - il Canada e la Giordania".

Il gruppo di lavoro sulla sicurezza ha inoltre esortato i funzionari e gli organismi commerciali ad affrontare la questione degli standard di sicurezza al fine di instillare le migliori prassi possibili nel settore.

"Tutto sta negli standard" ha detto Orchard.

"C'è tanta normativa al riguardo, ma non esistono sforzi coordinati in ordine agli standard di sicurezza.

Mi piacerebbe vedere organizzazioni come la IAPH lavorare sugli standard e le migliori prassi".

Schmitz ha aggiunto che la WCO sta cercando di mettere "assieme la gente giusta" per mettere assieme questi standard, piuttosto che consentire che gli standard vengano delineati dalle normative nazionali.
(da: portstrategy.com, 28.05.2009)



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