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28 September 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 21:00 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVIII - Numero 1/2010 - GENNAIO 2010

Legislazione

La ESPO insiste per direttive più chiare sugli aiuti di stato

La ESPO (Organizzazione dei Porti Marittimi Europei) ha ribadito la propria richiesta di direttive più chiare in ordine a come le Autorità possano impiegare gli aiuti di stato senza violare le regole anti-trust.

A tali regole viene richiesto di far sì che tutti i principali porti dell'Unione Europea possano competere su un terreno di gioco livellato in futuro.

In una lettera ai membri del Parlamento Europeo, il gruppo lobbistico afferma: "Non è un segreto il fatto che le interpretazioni sull'applicazione delle regole sugli aiuti di stato ai porti differiscano in seno alla Commissione.

Questa è stata la ragione del persistente ritardo nella produzione di queste direttiva che in origine era stata annunciata per il 2008".

La ESPO teme che l'incertezza possa portare alla sospensione del supporto finanziario pubblico ai porti nel momento in cui esso servirebbe di più.

Il periodo della sua richiesta coincide con il prossimo intervento del nuovo commissario ai trasporti Siim Kallas presso il Parlamento Europeo il 14 gennaio 2010.

La ESPO fondamentalmente vorrebbe che i membri del Parlamento Europeo inducessero Kallas a mostrarsi favorevolmente disposto nei confronti delle sue opinioni, segnatamente in questo senso:

  • le direttive sugli aiuti di stato dovrebbero riguardare solo l'area portuale come tale, vale a dire l'area di cui l'autorità portuale è pienamente responsabile, per quanto attiene le sole attività economiche;
  • nell'ambito dell'area portuale, si dovrebbe ulteriormente distinguere fra infrastrutture di accesso e protezione, infrastrutture correlate ai progetti e sovrastrutture;
  • i finanziamenti pubblici relativi alla messa a disposizione ed all'operatività (manutenzione compresa) delle infrastrutture di accesso e protezione non costituiscono aiuti di stato e non dovrebbero essere notificati alla Commissione a meno che tali lavori non vadano a vantaggio di un singolo utente od operatore;
  • i finanziamenti pubblici per la messa a disposizione e l'operatività (manutenzione compresa) delle infrastrutture correlate a progetti e delle sovrastrutture (cioè i terminal contenitori dedicati a vettori marittimi) dovrebbero in linea di principio costituire aiuti di stato e quindi dovrebbero essere notificati alla Commissione;
  • i finanziamenti pubblici per la messa a disposizione delle infrastrutture correlate a progetti, tuttavia, non costituiscono aiuti di stato e, pertanto, non dovrebbero essere notificati, nei casi in cui il principio di un'economia di mercato è raggiunto in base a condizioni specifiche;
  • i finanziamenti pubblici per le operazioni (manutenzione compresa) delle infrastrutture correlate a progetti e delle sovrastrutture e la messa a disposizione e l'operatività delle sovrastrutture, nel caso vengano notificate alla Commissione, possono essere dichiarate compatibili con l'art. 86, comma 2, del Trattato;
  • le direttive sugli aiuti di stato dovrebbero riguardare solamente i futuri programmi di finanziamento ed essere applicate in linea di principio a tutti i porti.

    Non dovrebbe esserci alcuna distinzione fra le diverse categorie di porti, con l'eccezione dei porti assolutamente periferici che non siano impegnati nella competizione internazionale con altri porti;
  • le direttive sugli aiuti di stato non sono in grado di funzionare in assenza del principio secondo cui le autorità portuali dovrebbero poter disporre di autonomia finanziaria.
La ESPO fondamentalmente ritiene che, a meno che tale regolamentazione non venga concordata, la Commissione Europea potrebbe essere sommersa dalle richieste delle autorità portuali preoccupate dal fatto che gli investimenti necessari ai loro porti possano comportare sanzioni dovute ai reclami per concorrenza sleale presentati da porte d'accesso vicine.
(da: ci-online.co.uk, 12.01.2010)



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