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20 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 19:03 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVIII - Numero 1/2010 - GENNAIO 2010

Studi e ricerche

L'ESC e l'ambiente

Le problematiche ambientali stanno condizionando il modo in cui tutti quanti conducono le proprie attività nel settore dei trasporti e non è più accettabile ignorare tale fattore.

I consumatori non accetteranno più un atteggiamento di questo tipo né lo vorranno sia i politici, sia i legislatori.

Ciononostante, occorre bilanciare la crescita economica con gli obiettivi ambientali.

Lo ESC (Consiglio dei Caricatori Europei) svolge un ruolo sempre più importante e tenta di influenzare la direzione ed i particolari delle politiche e delle iniziative provenienti da organismi quali la Commissione, il Parlamento, il Consiglio dei Ministri europei e da entità internazionali come l'IMO (Organizzazione Marittima Internazionale).

Anche se fra i compiti dell'ESC non c'è la frapposizione di ostacoli al conseguimento degli obiettivi ambientali, l'ESC tenterà di far sì che essi comportino effetti minimi, o inesistenti, sulle attività dei suoi membri.

Il fatto che il settore stesso stia tentando di ridurre la produzione di rifiuti derivanti dalle sue attività e dalle sue filiere della fornitura è evidente per tutti.

Il vero scopo, in questo caso, è quello di ridurre i costi e far fronte alla domanda del mercato.

I vantaggi in ultima analisi ambientali e gli obiettivi ambientali motivati dal punto di vista politico diventano più facili da conseguire.

I due obiettivi sono inestricabilmente collegati: la rimozione dell'inefficienza e la riduzione delle emissioni potrebbe e dovrebbe ridurre i costi.

Occorre che i fornitori di servizi di trasporto merci lavorino con i propri clienti allo scopo di reperire soluzioni economicamente ed ambientalmente sostenibili.

In particolare i clienti devono adottare una cultura in base alla quale le norme ambientali siano radicate in tutto ciò che fanno, compresa la gestione della catena di approvvigionamento e la fornitura dei loro servizi di trasporto merci.

È opportuno, a questo punto, attirare l'attenzione su un recente esempio in cui le questioni della sostenibilità stanno assumendo un ruolo sempre maggiore nell'ambito delle procedure di acquisizione.

La Mars (nei paesi Bassi), la Heinz e la InterfaceFlor hanno dato il via ad un'iniziativa denominata “Green Tender”.

Si tratta di un'iniziativa unica, nel senso che le tre società condividono la propria visione in ordine al modo in cui esse vogliono collaborare con i propri fornitori di servizi nell'affrontare i programmi ambientali sostenibili.

Il “Green Tender” rappresenta essenzialmente una metodologia finalizzata ad integrare la sostenibilità nell'acquisizione di servizi di logistica.

La sostenibilità è un obiettivo intersettoriale che non è pensato in termini di concorrenza, bensì in termini di dialogo, cooperazione e fiducia.

Questo è solo un esempio di come i caricatori possano dare un contributo significativo al raggiungimento degli obiettivi ambientali, bilanciando nel contempo le esigenze economiche e commerciali.

Ci sono molti altri provvedimenti anti-inquinamento che vengono utilizzate e sviluppate.

Molti di loro si concentrano sul dialogo tra imprenditori, fornitori e venditori.

Inoltre, un numero crescente di aziende sta usando la collaborazione orizzontale per tagliare i costi della propria filiera di approvvigionamento e migliorare i livelli di servizio.

Fondamentale per una maggiore collaborazione è la migliore visibilità nei processi aziendali, delle scorte e del rifornimento, nonché le modalità di esecuzione delle attività da parte di elementi assai diversi nell'ambito della filiera, in termini sia di ottimizzazione della produttività, sia di riduzione dell'impatto ambientale.

Il mantra del settore “se non lo si può misurare, non lo si può gestire” si applica tanto alle emissioni di anidride carbonica quanto a prestazioni e costi.

Molte aziende calcolano e pubblicano regolarmente una stima delle proprie emissioni di carbonio.

Alcune società, peraltro, sono più avanti di altre e, attualmente, non esiste una metodologia unica standard di misura a questo riguardo.

Si tratta di un'area settoriale fondamentale che lo ESC sta esaminando, al fine di aiutare i legislatori nell'opera di soluzione del problema.

Molti dei membri dell'ESC, cioè i caricatori, chiedono che vangano sviluppate misure standard delle emissioni e dell'inquinamento.

Ciò li aiuterebbe a identificare la soglia delle loro emissioni di anidride carbonica in relazione ai diversi modelli per la logistica e la filiera delle forniture.

Dato che in futuro un numero sempre maggiore di scelte, tasse od oneri potrà essere determinato sulla base di tali fattori, si tratta di un problema urgente che occorre risolvere.

Solo quando i provvedimenti vengono standardizzati possono essere valutate ed adottate decisioni e scelte efficaci.

Diversi settori (come ad esempio il settore chimico e le attività correlate ai prodotti forestali) già adottano e sviluppano misure, creando una parità di condizioni tra le imprese interessate.

Altrove, sono stati recentemente compiuti dei progressi con la standardizzazione delle direttive per la misurazione delle emissioni di carbonio da parte del World Economic Forum's Logistics & Transport Industry Group.

Tuttavia, non si può non pensare che sarebbe meglio se esistesse un solo standard compresibile ed accettabile per tutti, consumatori compresi.

Tuttavia, possiamo imparare da questi altri tentativi per sviluppare standard, e forse anche copiarli piuttosto che reinventarli, utilizzando le direttive internazionali.

Lo ESC è più che disposto ad aiutare in modo proattivo l'agevolazione dello sviluppo di standard intersettoriali.

È chiaro che l'intensità di carbonio delle catene della fornitura sarà sempre più importante nel determinare il proprio fornitore di logistica.

I fornitori di servizi di trasporto merci sono destinati ad adattare le loro attività al fine di soddisfare continuamente le esigenze dei clienti e le efficienze di cui hanno bisogno.

Lavorando insieme, i fornitori e clienti possono reperire soluzioni sostenibili sotto il profilo economico e ambientale.

Un'altra questione importante che mette a confronto le spedizioni e le catene della fornitura è l'impatto di attuazione delle nuove norme in materia di emissione di zolfo.

Pur accogliendo con favore lo scopo di ridurre le emissioni di ossidi di zolfo inerenti alle pericolose emissioni delle navi, l'attuazione delel norme locali nel Nord Euiropa SECA (per il Mare del Nord, il Canale della Manica ed il Mar Baltico) potrebbe comportare l'aumento dei costi del carburante per le navi di ben il 80%, la chiusura di alcuni servizi di trasporto e l'incremento di ben il 40% delle tariffe di nolo per i caricatori attivi nei servizi residui.
(da: Containerisation International, 01.04.2010)



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