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25 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10:13 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVIII - Numero 12/2010 - DICEMBRE 2010

Porti

Campioni cinesi

La crescente quota della Cina nel mercato containerizzato globale non mostra alcun segnale di indebolimento, dato che le cifre recentemente pubblicate dal governo cinese mostrano che oltre 107,5 milioni di TEU sono stati movimentati nei terminal fluviali e nei porti costieri del paese nel periodo da gennaio a fine settembre di quest'anno.

Si tratta di un dato in aumento del 20,6% rispetto al corrispondente periodo del 2009; esso è risultato praticamente il doppio rispetto alla stima di crescita globale dell'11-13% effettuata dalle organizzazioni di analisi e ricerca, quali la Drewry Shipping Consultants e la Clarkson Research Services.

Se questa linea di tendenza dovesse persistere nel quarto trimestre 2010, allora la quota cinese delle attività globali di movimentazione di contenitori per l'intera annata sarebbe stimata nel 25%, in aumento rispetto al 23% del 2008.

Le cifre relative ai primi nove mesi rivelano come quella crescita sia stata registrata in tutto quanto il settore, dato che le principali porte d'accesso costiere hanno lavorato quasi 97 milioni di TEU con un aumento del 20,7%, mentre i porti fluviali hanno movimentato 10,6 milioni di TEU con una crescita del 20,5%.

Sia le importazioni che le esportazioni sono cresciute in modo sostenuto, con le prime ad eclissare le seconde in diversi mesi dell'anno.

Infatti, la benestante classe media cinese che è in rapida crescita risucchia merci principalmente dall'Asia, ma anche dall'Europa e dal Nordamerica.

Nel corso di settembre il valore delle importazioni del paese è aumentato del 25,3% e, anche se gran parte di tale aumento è stato costituito da prodotti inerenti all'energia ed a materie prime, gli articoli di moda, gli alimentari e le bevande ed altri beni durevoli di consumo sono aumentati repentinamente.

Nondimeno, le esportazioni restano assai significative e sono aumentate del 22,9% a settembre di quest'anno rispetto allo stesso mese del 2009.

Di conseguenza, la Cina ha fatto ancora registrare uno dei suoi maggiori surplus commerciali mensili di sempre, attirandosi molte critiche dai governi di tutto il mondo per il fatto che la sua valuta resta sottovalutata.

Sarà difficile assistere entro breve alla rinuncia da parte della Cina della propria posizione di capitale produttiva mondiale, date le dimensioni degli investimenti nel paese ad opera delle imprese multinazionali e la ancora facile risorsa in termini di costo del lavoro economico, costi dei terreni e costi di sviluppo e costruzione assai competitivi, specialmente nell'interno.

Chiaramente, saranno i corridoi logistici che collegano i principali porti internazionali con le città dell'interno ad assistere ad una abbondante crescita nei prossimi cinque anni, dal momento che sono in fase di sviluppo terminal fluviali e piattaforme logistiche integrate in città quali Nanjing, Wuhu, Wuhan e Chongqing.

Inoltre, data la crescente influenza della Cina in Asia, è probabile che vengano inaugurate linee di navigazione a scalo diretto, dando così ulteriore impulso ai livelli di traffico containerizzato presso i terminal fluviali.

Tornando al presente, i primi 10 porti cinesi containerizzati hanno movimentato 87,2 milioni di TEU nel periodo gennaio-fine settembre 2010, con un aumento del 20,8% rispetto ai 72,2 milioni di TEU lavorati nel corrispondente periodo del 2009.

Principali porti in Cina 2008-2010 (in TEU)

Porto

2009

2008

Camb.
%

Gen/Set
2010

Gen/Set
2009

Camb.
%

Shanghai

25.002.000

27.980.000

-10,6%

21.597.800

18.226.000

18,5%

Shenzhen

18.250.100

24.248.000

-24,7%

16.892.400

13.156.100

28,4%

Guangzhou

11.190.000

11.001.300

1,7%

9.131.500

8.153.100

12,0%

Ningbo-Zhousan

10.502.800

11.226.000

-6,4%

9.846.600

7.662.700

28,5%

Qingdao

10.260.000

10.320.000

-0,6%

8.847.200

7.673.200

15,3%

Tianjin

8.700.000

8.500.000

2,4%

7.375.400

6.374.600

15,7%

Xiamen

4.680.400

5.035.000

-7,0%

4.282.700

3.385.500

26,5%

Dalian

4.552.000

4.503.000

1,1%

3.847.600

3.369.200

14,2%

Lianyungang

3.020.800

2.965.000

1,9%

2.884.700

2.183.700

32,1%

Yingkou

2.537.000

1.008.300

151,6%

2.466.000

1.979.100

24,6%

Totale

98.695.100

106.786.600

-7,6%

87.171.900

72.163.200

20,8%

Fonte. www.portcontainer.cn e liner intelligence (www.ci-online.co.uk)

Lianyungang - che si trova al capolinea marittimo della rete cinese di ponte terrestre - ed il complesso portuale di Ningbo-Zhousan hanno fatto registrare la crescita più rapida nel corso del periodo, con i rispettivi volumi in aumento di oltre il 32% e ben oltre il 28%.

Entrambi i porti hanno tratto vantaggio dagli elevati livelli di investimenti esteri diretti nei propri hinterland che hanno dato impulso ai risultati di produzione e hanno comportato un aumento dei volumi dei traffici containerizzati.

Essi hanno tratto altresì profitto da un profilo commerciale maggiormente strutturato sui mercati emergenti, fra cui i traffici inter-asiatici, dove i tassi di crescita quest'anno sono stati fra i loro più sostenuti di sempre.

Anche Shanghai si è comportata molto bene nei primi nove mesi del 2009, con il suo tasso di crescita del 18,5% che ha comportato un traffico complessivo di 21,6 milioni di TEU.

Shanghai punta ora fortemente a superare Singapore per diventare il primo porto containerizzato del mondo avendo conseguito un risultato di oltre 30 milioni di TEU attesi per l'intera annata.

In confronto, i traffici containerizzati relativi a gennaio-fine settembre di Singapore sono aumentati del 12,2% sino a 21,2 milioni di TEU.

Perciò, Singapore è attardato rispetto al maggior porto cinese di 400.000 TEU circa.

Nel 2009, esso aveva battuto Shanghai di oltre 800.000 TEU.

Inoltre, Shenzhen quasi certamente scalzerà il suo vicino Hong Kong dalla terza posizione, dato che si prevede che i suoi volumi torneranno ad essere almeno a livello di quelli del 2008, per complessivi più di 24,2 milioni di TEU quest'anno.

Altrove, è probabile che anche i porti di Qingdao, Xiamen e Yingkou migliorino le loro posizioni nella classifica dei traffici dei porti containerizzati del 2010 rispetto a quella del 2009.

Mentre Xiamen si è assicurato un notevole impulso dai traffici di attraversamento dello stretto con Taiwan e dalla sua inclusione da parte di diversi vettori marittimi sui traffici di linea primaria da e per l'Europa ed il Nordamerica, Qingdao e Yingkou - attualmente il porto containerizzato dalla crescita più rapida in Cina - hanno tratto vantaggio dalla loro localizzazione nella baia di Bohai.

Il tasso di crescita di Guangzhou del 12% è stato di poco minore di quello sperimentato nei giorni antecedenti alla recessione, di modo che il porto potrebbe avere serie difficoltà a conservare quest'anno la propria posizione di terzo porto containerizzato della Cina, data la resurrezione di Ningbo-Zhousan.

Nondimeno, il porto della Cina meridionale, ed in particolare il suo complesso del Nansha Container Terminal, continua ad attirare nuovi servizi.

Esso trae altresì vantaggio dalla sua localizzazione nella parte occidentale del delta del Fiume delle Perle, che resta uno dei principali centri manifatturieri della Cina.

Quest'anno esso ha realizzato ulteriori guadagni in termini di traffici dal suo status di porto doganale, concessogli a settembre del 2009, nonché dalle sue gesta più all'interno.

Ad esempio, servizi regolari di treni-blocco collegano Guangzhou con l'interno, incluse città come Kunming e Changsha.

Senza dubbio, i porti containerizzati della Cina sono in una solida posizione e, di pari passo con l'aspirazione del paese a diventare la maggiore economia del mondo, allo stesso modo essi domineranno l'attività di movimentazione dei contenitori nel prossimo futuro.
(da: Containerisation International, 01.12.2010)



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