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25 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09:47 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVIII - Numero 12/2010 - DICEMBRE 2010

Studi e ricerche

L'automazione nei terminal non è una panacea

I terminal container automatizzati si comportano meglio della media mondiale in termini di TEU per metri di banchina all'anno, di TEU per gru e di TEU per ettaro, ma non conseguono cifre altrettanto di rilievo come quelle dei grandi terminal in generale.

Queste sono state le risultanze di una nuova analisi condotta dalla Drewry Shipping Consultants, che ha scoperto altresì come l'automazione non comporti necessariamente un uso più intensivo dell'area di terreno del terminal.

Il nuovo rapporto della Drewry "Container Terminal Capacity and Performance Benchmarks" comprende una dettagliata analisi dell'automazione nei terminal, in cui si osserva che l'adozione dell'automazione in questo settore è stata "lenta e difficoltosa".

Secondo la Drewry, fra tutti i terminal del mondo, non più di 15 possono essere descritti come automatizzati, e anche fra questi esiste una distinzione fra completamente automatizzati (dove sono automatizzate tutte le movimentazioni dalla banchina attraverso il piazzale fino alla consegna al camion) e semi-automatizzati (dove è automatizzato solo l'impilaggio nel piazzale).

"È chiaro che la motivazione primaria per l'automazione del terminal contenitori non può essere considerata l'incremento della produttività" afferma Neil Davidson, consulente della Drewry per i porti ed autore del rapporto.

"Piuttosto, si tratta della sostituzione dei costi del lavoro con costi di capitale, e, di conseguenza, ciò è stato perseguito con maggiore interesse nei paesi e nelle regioni dove i salari sono alti come l'Europa, il Nordamerica ed il Giappone".

Oltre ad una speciale disamina di come i terminal automatizzati si confrontano con le medie del settore, il rapporto si è concentrato sulla valutazione del livello delle prestazioni conseguite dal settore nel periodo 2007-2009, così come sulla definizione e l'impostazione di parametri di riferimento generico per la valutazione della capacità.

L'analisi si basa su un campione di circa 500 terminal a livello mondiale che movimentano almeno 100.000 TEU all'anno e sono equipaggiati con gru a cavaliere da banchina.

Il settore è stato esaminato in vari modi utilizzando questi dati, ad esempio utilizzando confronti su base "regione per regione", su base "dimensioni del terminal", su base "tipo di traffico", ad esempio terminal di trasbordo rispetto alla media del settore.

Essendo una ricerca basata su campioni, il rapporto include una dettagliata analisi da cima a fondo della capacità con dati di riferimento per l'utilizzazione e le movimentazioni annue per tutti i tipi di equipaggiamento adibito alla movimentazione, unitamente alla capacità di magazzinaggio di diversi sistemi per piazzali, fra cui le gru d'impilaggio automatizzate.

I requisiti di riferimento degli equipaggiamenti sono stati posti per varie dimensioni dei terminal.

"Il settore dei terminal container è complesso, con la sua enorme varietà di tipi e caratteri di terminal sparsi in tutto il mondo" dichiara Davidson.

"C'è spesso confusione circa il livello di capacità e prestazioni che ogni dato terminal può aspettarsi di ricevere.

Quel terminal si sta solo comportando male, o esistono concrete ragioni per cui esso è diverso da quelli situati altrove?

Quali sono i fattori-chiave in ordine alle differenze fra livelli di prestazioni fra terminal?

Il nostro rapporto fornisce una dettagliata introspettiva in questi argomenti per contribuire a dissipare la nebbia che spesso avvolge tali discussioni".

La ricerca ha stabilito che i terminal asiatici e del Medio Oriente in genere conseguono un uso maggiormente intensivo delle proprie risorse - banchine, gru e terreno - rispetto a quello dei terminal europei.

I terminal nordamericani sono rimasti in genere in fondo alla scala, particolarmente in termini di intensità di utilizzazione del terreno.

Le caratteristiche inerenti alla capacità delle linee di banchina hanno spaziato da 800 a 1.700 TEU per metro di banchina all'anno, a seconda della natura del terminal e della sua base di clienti.

Le effettive prestazioni del settore hanno conseguito in media circa 900 TEU per metro di banchina all'anno; i terminal più grandi hanno ottenuto cifre notevolmente più alte di quelle più piccole, mentre anche i terminal di trasbordo si sono tenuti al di sopra della media.

I volumi annui medi movimentati per gru a cavaliere in tutto il settore sono stati solo circa il

Le RTG sono state l'equipaggiamento più comunemente impiegato nei terminal container per le operazioni da piazzale, rappresentando più della metà del totale.

I piccoli terminal hanno fatto maggiore affidamento su equipaggiamento di base quali le impilatrici.

I terminal basati su straddle carrier restano per lo più un fenomeno europeo.

La media globale dei risultati per ettaro del piazzale si è attestata a poco più do 20.000 TEU all'anno.

I grandi terminal hanno fatto registrare quasi il 50% in più, mentre quelli piccoli hanno realizzato in media solo 8.000 TEU per ettaro all'anno.

I terminal di trasbordo hanno oltrepassato i 40.000 TEU per ettaro all'anno.
(da: cargosystems.net, 07.01.2010)



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