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5 giugno 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 00:50 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXI - Numero 15 MAGGIO 2013

TRASPORTI ED AMBIENTE

L'ESPANSIONE DEL CANALE DI PANAMA RENDERÀ PIÙ VERDE IL TRASPORTO MARITTIMO?

Sulla carta, sembrerebbe che una rotta di viaggio per mare più corta debba comportare un impatto positivo sull'ambiente.

Peraltro, diversi scienziati ribattono che il dirottamento di alcune merci dalla costa occidentale a quella orientale degli Stati Uniti non rappresenterà qualcosa di più di una “spinta”, quando si tratta di pulizia dell'aria e di affrontare i cambiamenti climatici.

Infatti, nello studio delle relazioni fra i cambiamenti climatici ed il settore del trasporto merci marittimo si scopre immediatamente una serie di evidenti contraddizioni, afferma Elena Craft, illustre scienziata in materia di salute personale presso il Fondo Difesa Ambientale.

“Di tutte le modalità di trasporto, quella del trasporto marittimo containerizzato utilizza i carburanti fossili più grezzi, costituendo però in effetti il modo meno impegnativo quanto a CO2 di movimentare le merci attorno al pianeta” ha dichiarato.

In una recente intervista, la Craft sottolinea che il trasporto marittimo containerizzato ha una tradizione di successo in relazione alla propulsione che utilizza fonti rinnovabili, e peraltro resta legato ai carburanti fossili anche in epoca moderna.

Esso contribuisce a circa il 3% delle emissioni di CO2 a livello globale mentre, storicamente, il suo contributo al cambiamento climatico ha prodotto un effetto raffreddante.

E, malgrado sia strettamente associato “all'orgoglio ed all'identità nazionale”, esso resta escluso dagli sforzi nazionali per affrontare la questione delle emissioni di gas serra nelle nazioni in cui la riduzione è fra i primi argomenti in agenda.

È nel contesto di tale scenario che la Craft ha fornito il proprio contributo per mezzo di una speciale pubblicazione del Carbon Management Journal dal titolo: “Espansione del Canale di Panama: cambiamenti delle emissioni da un possibile dirottamento modale sulla Costa Occidentale degli Stati Uniti”.

L'espansione del Canale di Panama presenta - a suo dire - molte opportunità per il settore del trasporto intermodale di contenitori; le navi più grandi saranno in grado di transitare nel canale traendo vantaggio dalle economie di scala e riducendo in parte le emissioni di CO2 ed i criteri di valutazione dell'inquinamento correlati alla movimentazione delle merci.

Peraltro, la quantificazione dei cambiamenti delle emissioni correlate all'espansione del Canale di Panama dipende dalle rotte, dalle dimensioni delle navi, dall'integrazione con il trasporto marittimo a corto raggio, dal profilo delle attrezzature e dalla decisione del porto d'ingresso (Costa Orientale, Costa del Golfo o Costa Occidentale).

Pertanto, mentre la sostituzione con navi più grandi può ridurre l'impronta di CO2 dei carichi trasportati da portacontainer attraverso un Canale ampliato, il dirottamento degli attuali carichi dalle modalità già note per essere responsabili di emissioni più elevate per TEU-miglio potrebbe non assicurare vantaggi inerenti alle emissioni laddove le distanze delle rotte marittime compensano le efficienze modali.

Questa è la conclusione cui perviene il Carbon Management Journal: “Partendo dai nostri presupposti in ordine ai volumi dei carichi e da un dirottamento del 10% dalla Costa Occidentale a quella Orientale, gli effetti dell'espansione del Canale di Panama sulle emissioni di CO2 sono trascurabili a causa delle lunghe distanze del viaggio”.

I ricercatori aggiungono che la distanza del dirottamento compensa i guadagni in termini di efficienza delle dimensioni delle navi e le riduzioni in termini di miglia di trasporto terrestre; i cambiamenti nelle emissioni dei fattori di inquinamento atmosferico potrebbero essere significativi a livello locale in termini di qualità dell'aria a causa della natura circoscritta del loro impatto su ambiente e salute.

Ma, a detta degli esperti del Fondo Difesa Ambientale, c'è un alternativa che deve ancora essere esplorata in modo adeguato: il trasporto marittimo a corto raggio. “Il trasporto marittimo a corto raggio costituisce un modo per alleviare forse gli incrementi di alcune emissioni nelle località con i più elevati volumi di traffico containerizzato” afferma la Craft “il che rivela l'importanza delle analisi a livello di sistema relative all'intermodalità al fine di migliorare il trasporto di merci dall'origine alla destinazione, e non solo da porto a porto”.
(da: logisticsmgmt.com, 06.05.2013)



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