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5 giugno 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:01 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXI - Numero 15 MAGGIO 2013

CONFERENZE E CONVEGNI

IL TRASPORTO MERCI FERROVIARIO EUROPEO DEVE MASSIMIZZARE IL PROPRIO POTENZIALE

Ascoltando alcune delle francamente sconfortanti presentazioni in occasione di un seminario sul trasporto merci ferroviario svoltosi a Vienna il mese scorso, David Briginshaw dell'International Railway Journal ha cominciato a pensare che sia quasi un miracolo il fatto che la ferrovia riesca a trasportare tutta la merce che movimenta in Europa.

D'altro canto, con l'abbandono del concetto del carico d'insieme in diversi paesi, i tempi di viaggio troppo spesso poco allettanti, la scarsa qualità del servizio e la mancanza di supporto politico, gli operatori di trasporto merci ferroviario spesso si trovano a lottare per sopravvivere.

Peraltro, ci sono ancora motivi di ottimismo.

Molti caricatori vogliono utilizzare la ferrovia ed alcuni operatori stanno assistendo ad un ritorno alla crescita.

Ad esempio, l'austriaca Rail Cargo Group è riuscita a fermare il pericoloso declino delle proprie prestazioni finanziarie ed ora sta ottenendo sempre maggiori profitti, mentre la Xrial, alleanza fra sette operatori europei di carichi d'insieme si è data da fare per fermare la spirale verso il basso dei traffici.

Si tratta di iniziative importanti perché il trasporto merci d'insieme rappresenta ancora il 50% dei traffici ferroviari merci europei, malgrado la sua fine virtuale in diversi paesi, segnatamente Francia ed Italia.

Ma, dal momento che esso dispone di una quota del solo 10% del mercato complessivo del trasporto merci, esiste un grande potenziale di crescita.

Il seminario sull'argomento svoltosi a Vienna è stato organizzato dalla UIC (Unione Internazionale delle Ferrovie) e dalla Fiata (Federazione Internazionale delle Associazioni degli Spedizionieri di Merci) con l'obiettivo di mettere assieme gli operatori ed i caricatori al fine di esaminare le loro lamentele, portando avanti allo stesso tempo le loro idee per migliorare il trasporto ferroviario di merci.

Anche se molti caricatori sono stati brutalmente onesti in relazione allo scarso livello del servizio che ricevono ed agli insuccessi dei politici, la conferenza non è stata un semplice elenco di critiche alle ferrovie ma un genuino tentativo di cercare miglioramenti.

Uno dei partecipanti ha sottolineato come la quota di mercato degli operatori privati di trasporto merci ferroviario sia salita dallo zero del 2001 al 25% del 2011, anche se allo stesso tempo la quota di mercato complessiva delle ferrovie è scesa del 2% sino al 16,9%.

Paul Steijns, presidente del Rail Transport Council, che funge da occhi ed orecchie dei caricatori a Bruxelles, ha detto che la situazione è persino peggiore dal momento che le ferrovie hanno perduto quote di mercato mentre il mercato nel suo complesso era in crescita.

Il prof. Friedrich Macher, amministratore delegato della Grampetcargo Austria, ritiene che la politica sui trasporti dell'Unione Europea rappresenti una grossa problematica per tutte le ferrovie.

“Il principale obiettivo consistente nell'incremento della quota modale delle ferrovie non viene promosso a livello europeo, ad esempio, quando i mega-camion sono autorizzati a circolare senza curarsi del loro effetto sul traffico stradale” sostiene.

Il concetto è stato ribadito da Nicolette van der Jagt, direttore generale della Clecat, il gruppo di lobbying degli spedizionieri europei.

“La Commissione Europea ritiene che vi sia la necessità della concorrenza nelle ferrovie al fine di giungere ad un mercato più efficiente e più concentrato sulla clientela, ma, a dispetto di tre pacchetti ferroviari, abbiamo ancora nel settore una concorrenza sleale, una regolamentazione debole ed una carenza di interoperabilità” ha dichiarato ai partecipanti al seminario.

“Il quarto pacchetto ferroviario è destinato ad affrontare queste debolezze, ma io non mi aspetto nulla da esso fino al 2020”.

Il risultato è che queste condizioni fanno scappare coloro che vorrebbero fare ingresso nel mercato”.

Non soltanto l'Europa è sempre meno attraente per i nuovi operatori di trasporto merci ad accesso libero, ma le grandi ferrovie appartenenti allo stato hanno continuato ad acquisire operatori privati allo scopo di ampliare il proprio raggio d'azione in tutto il continente, eliminando nel contempo i concorrenti.

Alle ferrovie statali dovrebbe essere consentito di acquisire società private?

Alcuni partecipanti hanno agitato lo spettro di un'Europa alla fine dominata da tre o quattro operatori statali di trasporto merci ferroviario.

Ciò probabilmente comporterebbe ad una ulteriore riduzione dei traffici, dal momento che i grandi operatori con ingenti spese generali potrebbero permettersi di star dietro solamente ai principali flussi di traffico.

Qualsiasi settore industriale che evita l'immissione di sangue fresco è destinato all'insuccesso perché stagnerà ed alla fine soccomberà.

I nuovi ingressi sono decisivi per l'apporto di nuove idee e per tenere bassi i costi.

Le ferrovie europee dovrebbero dare un'occhiata oltre Atlantico al mercato del trasporto merci ferroviario di maggiore successo a livello mondiale, che è completamente privato ed è composto da un salutare misto di poche grandi ferrovie di Classe I, diversi piccoli operatori regionali e da un gran numero di cosiddette linee brevi.

Le grandi ferrovie sono contente di incoraggiare quelle piccole, dal momento che queste ultime alimentano i traffici nella rete e mettono i piccoli caricatori in condizione di essere serviti in modo efficiente ed a prezzi che possono permettersi.

Ciononostante, ci sono segnali di speranza in Europa.

Sul fronte economico, Zoltan Potvorszki, amministratore delegato della Express-Interfracht Internationale Spedition, è stato uno dei diversi partecipanti alla conferenza che hanno sottolineato come il mercato sia in espansione e rappresenti una reale opportunità di crescita.

“Il trasporto merci intermodale in Europa è calato, ma la tendenza negativa si sta assestando ed io ritengo che ci sarà una ripresa” ha dichiarato Potvorszki.

Macher afferma di essere convinto che l'Europa orientale e sud-orientale saranno delle “macchine di crescita” per l'Europa malgrado la loro attuale instabile situazione.

Un certo numero di partecipanti ravvisa un potenziale per le ferrovie fra Europa ed Asia specialmente per le merci ad alto valore, in ordine alle quali si concretizzano i vantaggi in termini di tempi di viaggio della ferrovia rispetto al trasporto marittimo.

Esiste anche una tendenza in Cina a spostare la produzione industriale dalla superaffollata area costiera per trasferirla all'interno, cosa che comporterà vantaggi per la ferrovia.

Il trasporto merci ferroviario potenzialmente ha un brillante futuro in Europa purché si concentri sulle esigenze dei clienti, ponga rimedio alle sue debolezze come i ritardi alle frontiere ed investa in materiale rotabile ed in sistemi informatici di buona qualità.

Come ha indicato un partecipante, la concorrenza non dovrebbe essere una guerra: bisogna usare il cervello.
(da: railjournal.com, 01.05.2013)



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