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5 giugno 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:13 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXI - Numero 15 OTTOBRE 2013

PORTI

COALIZIONE DI UTENTI PORTUALI PREME PER L'APERTURA DEI SERVIZI

Una coalizione di rappresentanti dell'utenza portuale ha chiesto alla Commissione Europea di includere il lavoro portuale, la lavorazione dei carichi ed i servizi passeggeri in una nuova normativa sul libero accesso al mercato in corso di discussione a Bruxelles.

I rappresentanti di agenti marittimi, spedizionieri di merci ed armatori hanno fatto in modo che il proprio appello fosse tempestivo, dal momento che il 2 ottobre si è svolta la prima discussione in seno alla Commissione Trasporti del Parlamento Europeo in ordine alla proposta della Commissione di istituire una struttura relativa all'accesso del mercato ai servizi portuali ed alla trasparenza finanziaria dei porti.

L'organismo degli agenti marittimi ECASBA, la CLECAT per gli spedizionieri ed il gruppo ECSA degli armatori hanno dichiarato in una pubblicazione congiunta che la direttiva proposta sta a significare che “entrerà in vigore una base giuridica in relazione all'accesso al mercato ed alla trasparenza dei porti”.

La dichiarazione prosegue con un avvertimento: “Gli utenti, tuttavia, si rammaricano per la differenza di trattamento dei servizi portuali, e più precisamente per l'esclusione del lavoro in porto, della lavorazione dei carichi e dei servizi passeggeri dalla libertà di fornire i servizi.

Anche se gli utenti comprendono le ragioni politiche che stanno dietro a questa decisione, sottolineano peraltro che questi servizi essenziali non dovrebbero essere esclusi”.

Nel documento si legge inoltre: “Non includendo la lavorazione dei carichi ed i servizi passeggeri, non esiste alcuna base giuridica per occuparsi delle attuali pratiche restrittive ed anticoncorrenziali, dal momento che la libertà di fornire servizi non si applica direttamente ed occorre una normativa ausiliaria.

Ciò implica altresì il rischio di un effetto a cascata, nel senso che anche altri servizi potrebbero essere esclusi dalla proposta normativa”.

Quando la Commissione a maggio aveva annunciato la revisione della propria politica del settore, aveva proposto nuove direttive e modifiche legislative al fine di “evitare possibili abusi tariffari da parte di operatori dotati di diritti esclusivi” presso i porti dell'Unione Europea.

È importante notare che la proposta escludeva la lavorazione dei carichi - in passato, questo, motivo di duro conflitto con i sindacati dei portuali europei - ed i servizi passeggeri dalle regole inerenti l'accesso al mercato.

I portuali europei, guidati dai colleghi di Anversa e Rotterdam, hanno bloccato tali proposte di liberalizzazione dei servizi portuali almeno due volte in passato, con dimostrazioni di massa all'esterno del Parlamento Europeo.

Tuttavia, la triplice alleanza degli utenti portuali sostiene che i provvedimenti proposti sull'accesso al mercato sono “in effetti ben equilibrati e proporzionati, e che pertanto non c'è alcuna necessità di escludere nessun servizio”.

Continua l'alleanza: “La proposta difficilmente andrà ad interferire con i sistemi in atto oggi che funzionano bene.

Gli utenti possono accettare che in qualche porto vengano applicate restrizioni ai servizi; tuttavia, tali restrizioni debbono essere assoggettate a condizioni rigorose.

È del tutto logico che se ai fornitori di servizi venissero concessi diritti esclusivi, dovrebbe esserci una maggiore trasparenza ed un maggiore controllo.

Questo meccanismo consentirebbe un corretto e buon funzionamento a tutti i fornitori di servizi portuali, rispettandone le relative particolarità”.

Gli utenti portuali evidenziano come i clienti dei porti desiderino sapere che cosa pagano: “Pertanto l'aumento della trasparenza degli oneri è visto con favore.

Peraltro, dev'esserci spazio per le trattative commerciali.

Le variazioni degli oneri relativi alle infrastrutture portuali devono rimanere a discrezione delle autorità e degli utenti portuali”.

L'alleanza vorrebbe assistere ad una “rapida adozione” della proposta da parte del Parlamento e del Consiglio Europeo, “senza la clausola che esclude la lavorazione dei carichi ed i servizi passeggeri”.

Continua l'alleanza: “La proposta assicurerà gli strumenti per affrontare il problema delle attuali inefficienze nei porti con il dovuto rispetto per le attuali difformità fra i porti dell'Unione Europea”.

“Qualsiasi ulteriore ritardo ostacolerebbe lo sviluppo sostenibile del sistema trasportistico dell'Unione Europea nel suo complesso e comporterebbe un impatto negativo sulle prospettive di crescita economica”.
(da: lloydsloadinglist.com, 02.10.2013)



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