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2 giugno 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 21:02 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 31 GENNAIO 2014

PORTI

CRISI NEI PORTI UCRAINI INDOTTA DALL'ECCESSO DI CAPACITÀ

I porti ucraini continuano ad effettuare prestazioni al di sotto della media a causa di un enorme surplus di capacità ed un nuovo rapporto afferma che non esiste una soluzione rapida per tale problema.

Il fatto è che, sebbene la capacità sia giunta a toccare i 3 milioni di TEU nel 2014, secondo i dati del 2013 l'offerta si attesta a soli 778.000 TEU.

Andrey Sokolov, responsabile di progetto della Informall, ha dichiarato a Port Strategy: “Se fosse possibile far tornare i traffici del Mar Baltico nei porti del Mar Nero, ciò darebbe ai porti ucraini 100.000 TEU in più; questo non risolverebbe il problema dell'eccesso di capacità, ma potrebbe incrementare il flusso di contenitori a breve termine.

La crisi inerente all'eccesso di capacità ha molte radici, alcune delle quali derivanti da un periodo di rapido sviluppo antecedente alla crisi finanziaria del 2008, quando vennero approvati molti piani di sviluppo portuale.

Sokolov ha detto che c'erano sul tavolo progetti relativi a terminal container nell'ordine di circa 43 milioni di TEU ma che poi non sono pervenuti alla realizzazione.

Lo studio rivela altresì che la prospettiva dell'alleanza P3 rappresenta un'arma a doppio taglio quando si tratta di affrontare problematiche relative all'eccesso di capacità.

Essa, peraltro, avrà un chiaro effetto sui porti perché, nel suo complesso, la P3 fornisce oltre il 51% dei traffici containerizzati di tutti i porti ucraini.

A Odessa, il terminal HPC (Hamburg Port Consulting) si sta espandendo e sta facendo piuttosto bene.

Il fatto di competere allo scopo di attirare linee di navigazione e di essere uno dei terminal maggiormente produttivi con una espansione in corso gli consente di disporre di una finestra di ormeggio libera.

Peraltro, la prospettiva dell'alleanza P3 potrebbe fargli perdere occasioni di lavoro a favore del vicino terminal BKP (Brooklyn-Kiev Port), il cui principale cliente è la CMA CGM, uno dei partner dell'alleanza.

Il terminal contenitori TIS (TransInvestServis) presso il porto di Yuzhniy, in associazione con la Maersk, ha mostrato una crescita dell'80% e sarà un altro concorrente della P3 poiché dispone di migliori condizioni per la navigazione e di tre gru super post-panama STS.

Alleanza P3 a parte, vi sono altre problematiche con cui vedersela.

Il CTI (Container Terminal Illichevsk) sta perdendo quote di mercato a causa della mancanza di fondi a disposizione da investire in un nuovo terminal.

Ed anche se si tratta di un'opzione più a buon mercato, il vicino porto di pesca di Illychevsk, dove tutto è pronto per la movimentazione di contenitori, resta vuoto.

Sokolov ha sottolineato che la soluzione a lungo termine per la crisi di eccesso di capacità sarebbe quella di incrementare il transito di contenitori destinati in Russia.

Tutto ciò, però, dipende dalle prestazioni delle dogane ucraine alla frontiera con la Russia e dalla volontà di quest'ultima di sviluppare proprie infrastrutture a Novorossiysk, nonché dalla costruzione del nuovo porto di Taman.
(da: portstrategy.com, 21 Gennaio 2014)



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