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30 mai 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 06:48 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 MARZO 2014

LOGISTICA

LA PANALPINA AFFILA LA SCURE PER TAGLIARE I RAMI SECCHI

Lo spedizioniere svizzero Panalpina World Transport ha identificato 15 dei suoi 75 siti logistici situati in tutto il mondo che a suo dire sono responsabili della maggior parte delle perdite nell'ambito della sua divisione logistica mangia-profitti.

Pubblicando il 5 marzo scorso i risultati finanziari relativi al 2013, l'amministratore delegato Peter Ulber ha dichiarato che alcuni siti saranno al centro dell'attenzione per quanto attiene il fatturato e che alcuni altri potrebbero essere chiusi.

Alla domanda sui tempi di questa iniziativa, Ulber ha risposto: “Dal punto di vista contrattuale, l'uscita dalle attività di autotrasporto è più facile, poiché lì noi sub-contrattiamo, ma nella logistica alcuni contratti sono più semplici da far cessare rispetto ad altri.

Occorre trovare l'equilibrio fra interrompere i noleggi od effettuare operazioni più a lungo di quanto si vorrebbe.

Peraltro, direi che la maggior parte di loro a andrà a termine nel giro dei prossimi due anni”.

Complessivamente, la Panalpina ha fatto registrare nel 2013 risultati relativamente buoni, sebbene - come spesso accade - i risultati reali siano stati meno impressionanti rispetto alla versione “aggiustata”.

Chiedendo agli investitori di immaginare che la società non fosse stata sanzionata per 41 milioni di franchi svizzeri (46,2 milioni di dollari) dall'ente regolatore della disciplina antitrust statunitense (poiché si era trattato di un avvenimento unico, vero?), gli amministratori hanno riferito che i profitti netti “aggiustati” sono più che raddoppiati da 34 a 72 milioni di franchi svizzeri.

Il risultato vero è invece consistito in una oscillazione da una perdita di 72 milioni di franchi svizzeri nel 2012 - conseguenza di un'altra multa anti-trust “straordinaria” - ad un più modesto profitto di 12 milioni di franchi svizzeri nel 2013.

Tutta questa nebbia maschera il fatto che la Panalpina ha avuto un 2013 ragionevolmente sano, avendo fatto registrare una crescita superiore alla media del mercato per quanto attiene i volumi di trasporto sia aereo che marittimo, nonostante la divisione logistica in perdita.

Le entrate del gruppo hanno fatto registrare un piccolo aumento, sino a 6,76 miliardi di franchi svizzeri, mentre i profitti operativi (non aggiustati) sono passati da una perdita nel 2012 ad un profitto di 48 milioni di franchi svizzeri nel 2013.

Questa è stata la conseguenza di una crescita del 3% dei volumi di trasporto merci aereo e di una crescita dell'8% dei volumi di trasporto marittimo, che sono state almeno parzialmente indotte da carichi eccezionali destinati all'industria africana del petrolio e del gas.

“Il mercato del trasporto merci aereo è cresciuto solamente dell'1% e quello del trasporto marittimo del 3% e questo proprio non significa avere il vento in poppa, di modo che noi siamo contenti di essere cresciuti del 3 e dell'8%.

Siamo contenti della tendenza in atto ma non ancora dei numeri” afferma Ulber.

“Nel trasporto merci aereo, con aerei di nostra proprietà, siamo andati molto meglio quanto all'utilizzazione rispetto alle linee aeree.

Siano stati in grado di realizzare procedure per mezzo delle quali se disponiamo di capacità ovunque siamo in grado di instradare le merci alla volta degli hub giusti.

Si tratta di un sacco di merci che si possono comprare a miglior prezzo nel libero mercato, di modo che abbiamo bisogno di un trasporto merci specializzato, di maggiori dimensioni e di valore più elevato.

Nel mercato transatlantico, noi trasportiamo quasi il 25% dei prodotti farmaceutici.

Situazione che, dopo avere richiesto anni di sviluppo, è significativa ed unica ai fini delle vendite”.

Aggiunge Ulber: “Nel 2012 la nostra dimensione era solamente più o meno la stessa del 2007, di modo che stiamo cercando di tornare sul sentiero di crescita.

Ciò significa che dobbiamo essere chiari in ordine al genere di attività in cui vogliamo impegnarci e di quelle da cui vogliamo uscire”.
(da: theloadstar.co.uk, 6 Marzo 2014)



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