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28 de noviembre de 2021 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 09:45 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 31 MARZO 2014

INDUSTRIA

I PRODUTTORI CINESI DI CONTENITORI PRONTI AD INVESTIRE SULLA SCORTA DI PROSPETTIVE OTTIMISTICHE

Sembra imminente un'ondata di investimenti in infrastrutture per la produzione di contenitori, dal momento che i principali costruttori di box prevedono una ripresa dei traffici globali di linea.

Ci sono diversi indicatori per misurare lo stato di salute del settore del trasporto di container: mentre spesso noi ci limitiamo ad osservare che cosa viene trasportato su navi e camion o movimentato nei magazzini degli spedizionieri, anche i produttori di container possono dire la loro.

Dopo il fallimento della Lehman Brothers nel 2008, la costruzione di box era crollata perché i vettori avevano cancellato in massa le ordinazioni.

Tuttavia, a metà del corrente mese di marzo la CIMC (China International Marine Containers), il maggiore costruttore mondiale di contenitori, ha annunciato di avere dato corso ad un protocollo d'intesa siglato nello scorso mese di aprile con un governo locale nella regione del Delta del Fiume delle Perle ai fini della costruzione di una nuova infrastruttura di produzione.

La società investirà inizialmente 2,5 miliardi di yuan (400 milioni di dollari) in un sito di 72 ettari nella contea di Dongguan Fenggang, nei pressi della capitale provinciale di Guangzhou.

Nel corso del progetto, tale cifra salirà a 7 miliardi di yuan.

La capacità produttiva definitiva dell'infrastruttura sarà di 750.000 TEU all'anno ed essa rappresenterà un significativo incremento delle capacità complessive della CIMC.

La società attualmente è in grado di produrre circa 2,4 milioni di TEU di contenitori standard per carichi secchi ed altri 190.000 TEU di speciali, come i reefer, all'anno.

In una dichiarazione della CIMC si legge: “L'attività relativa ai container è una delle principali attività del gruppo.

Facendo leva sulla graduale ripresa dell'economia globale, così come sullo stabile incremento del tasso di containerizzazione mondiale, ci si aspetta che la tendenza di crescita a lungo termine della domanda di contenitori continuerà in futuro”.

Una nota simile è suonata il 18 marzo a Hong Kong, dove il secondo produttore mondiale di box, la Singamas, ha pubblicato i propri risultati relativi al 2013.

Al valore nominale, essi non sono stati granché: le entrate sono calate del 16,6% per 1,25 miliardi di dollari nel 2013 rispetto al 2012, mentre i profitti operativi sono diminuiti di poco più del 51% per 46,7 milioni di dollari.

Questi risultati sono stati la conseguenza dei volumi di vendita inferiori - le vendite di TEU complessivi della società sono state più basse del 5% per 542.442 TEU - unitamente alla diminuzione dei prezzi dei contenitori nuovi.

Il prezzo medio per un contenitore da 20 piedi per carichi secchi è diminuito da 2.452 dollari nel 2012 a 2.195 dollari l'anno scorso.

Nondimeno, il presidente Teo Siong Seng si è espresso in modo ottimistico: “La domanda di nuovi contenitori è rimasta debole nel 2013, cosa che ha comportato conseguenze dirette sulle prestazioni del gruppo.

A dispetto dei venti contrari, le operazioni della Singamas restano assai snelle e razionali dal punto di vista dei costi mediante l'adozione di linee produttive integrate e la eliminazione delle infrastrutture meno redditizie.

D'altro canto, le nostre capacità produttive sono in ulteriore espansione, mediante le nuove infrastrutture di Qidong, il che supporta la nostra nuova iniziativa relativa all'ingresso nel mercato estero dei contenitori per diversificare il nostro portafoglio in vista della svolta del mercato nella seconda metà del 2014”.

La società afferma che un nuovo impianto a Qidong ridurrebbe le esigenze di manodopera di qualcosa come il 30-40% e porterebbe la sua capacità produttiva complessiva annua a superare il limite del milione di TEU all'anno.

Nella propria relazione sui risultati, la Singamas ha dichiarato che ci si aspetta che i traffici containerizzati globali crescano del 5% quest'anno, suggerendo come il settore marittimo possa finalmente assistere ad una inversione di rotta delle proprie fortune.

“Per quanto noi siamo cautamente ottimisti circa il settore dei container e ci aspettiamo che le sue prospettive gradualmente si riprendano nella seconda metà di quest'anno, siamo del tutto preparati ad adattarci alle condizioni di mercato ed a capitalizzare le opportunità che possano emergere mediante l'adozione di una serie di provvedimenti” aggiunge Teo.
(da: theloadstar.co.uk, 18 Marzo 2014)



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