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28 de noviembre de 2021 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 08:54 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 31 MARZO 2014

LOGISTICA

LA INDITEX INVESTE NELLA PROPRIA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE DATA LA CRESCITA DEL SUO IMPERO DI VENDITA AL DETTAGLIO

La Inditex, maggior venditore al dettaglio di capi di moda a livello mondiale, nonché proprietaria della catena di negozi situati nei centro-città Zara, ha riportato una crescita del 5% delle entrate nel 2013, dopo un anno di notevoli investimenti nella propria piattaforma logistica a supporto delle vendite e dei suoi outlet al dettaglio.

La società spagnola, fondata dal terzo uomo più ricco del mondo Amancio Ortega, ha assistito alla scalata dei propri proventi sino a 16,3 miliardi di euro, mentre i profitti netti sono aumentati di un marginale 1% sino a 2,3 miliardi di euro nel 2013, un'annata in cui si sono registrate ulteriori 331 aperture di negozi in tutto il mondo, unitamente all'espansione in corso dei sistemi di supporto alla sua imponente filiera distributiva.

Anche se la società ha detto che una somma pari a 1,2 miliardi di euro reinvestita nelle attività è stata spesa in nuovi negozi, altri fondi sono stati incanalati in “capacità logistica in Spagna”, dove si concentrano le sue attività di distribuzione globale.

Dichiara la società: “La Inditex ha continuato ad espandere i propri centri decisionali, aggiornando la tecnologia presso le infrastrutture logistiche ed ampliando la sede centrale del gruppo.

Notevoli investimenti sono stati effettuati per tutto il 2013 in tutti i centri distributivi del gruppo ad Arteixo, a Meco ed a Saragozza.

“Quest'ultimo centro di distribuzione ha recentemente iniziato ad effettuare operazioni con un sistema automatizzato di magazzinaggio e recupero di abiti appesi che rappresenta il meglio nel suo genere a causa delle sue caratteristiche tecniche e dimensioni”.

Un nuovo centro distributivo a Cabanillas, nei pressi di Guadalajara, al momento nella fase finale di costruzione, ci si aspetta che cominci le operazioni nei prossimi mesi, mentre è stata altresì completato l'ampliamento di 70.000 m2 della sede di Artexo della Inditex che rappresenta un raddoppio della capacità.

Un investimento di 60 milioni di euro è stato effettuato ai fini dello sviluppo di infrastrutture per la distribuzione in Catalogna e a Saragozza, principalmente per i marchi non-Zara.

Nonostante la Inditex sia proverbiale per il fast-fashion e sia un prolifico utente del trasporto merci aereo, a causa del suo insolitamente rapido ricambio dei cicli di vendita al dettaglio di abbigliamento, la natura sempre più globale delle sue operazioni al dettaglio significa che essa è diventata ancor più un caricatore marittimo di merci rispetto a prima.

Anche se gran parte delle sue operazioni e strategie relative alla filiera distributiva consistono in una serie di segreti accuratamente conservati, uno studio al riguardo dell'Università del Messico pubblicato l'anno scorso afferma che la frequenza di rifornimento delle scorte della Inditex è doppia rispetto a quella dei suoi principali concorrenti multinazionali.

I capi d'abbigliamento prodotti nel corso di un mese vengono avviati dal suo centro di distribuzione ai negozi europei in media in 24 ore ed a quelli asiatici ed americani nel giro di 48 ore.

Il rapporto aggiunge che il suo hub logistico di Saragozza, che si trova al cuore della sua rete, può immagazzinare “34 milioni di capi d'abbigliamento e distribuisce 360 milioni di indumenti” tutti i momenti mediante collegamenti via strada, rotaia ed aria.

In termini di flussi di carico, il 50% circa riguarda movimentazioni europee di autotrasporto, che riflettono il concentramento della sua produzione nell'Europa meridionale.

Tuttavia, più o meno il 15% dei suoi carichi in entrata arriva via aria, i quali rappresentano il 10% di tutte le spedizioni dall'Asia alla Spagna, mentre il resto delle sue movimentazioni in entrata passa attraverso i porti marittimi di Barcellona e Valencia.

Queste percentuali cambiano quando si tratta di movimentazioni in uscita, nel cui ambito l'aria rappresenta il 36% dei traffici e delle esportazioni alla volta dell'Asia, dell'America e dell'Africa.

A gennaio dell'anno scorso, questo traffico di trasporto merci aereo avveniva attraverso otto linee aeree.
(da: theloadstar.co.uk, 19 marzo 2014)



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