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28 de noviembre de 2021 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 08:59 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 31 MARZO 2014

STUDI E RICERCHE

GLI ASSICURATORI TEMONO I RISCHI DERIVANTI DALLA NUOVE GRANDI PORTACONTAINER

L'assicuratore marittimo Allianz ha espresso pubblicamente le proprie preoccupazioni in ordine alla minaccia che l'incremento delle dimensioni delle portacontainer potrebbe apportare al settore nel caso di emergenze in mare.

Nella sua pubblicazione Safety and Shipping Review 2014, relativa all'analisi delle linee di tendenza delle perdite complessive nel trasporto marittimo nell'annata precedente, la Allianz congettura che, secondo l'attuale tendenza di crescita, l'avvento di una nave da 24.000 TEU potrebbe essere previsto nel giro di quattro anni.

L'affondamento della MOL Comfort nell'Oceano Indiano a luglio del 2013, in rotta dall'Asia ai mercati del Nord Europa, ha dimostrato l'enorme impatto sulla filiera della distribuzione derivante dal naufragio di una portacontainer di appena un terzo di quelle dimensioni.

Nel caso della sventurata nave da 8.100 TEU, sono andati perduti in mare 4.382 contenitori, molti dei quali carichi di prodotti elettronici hi-tech, comportando una rottura della filiera distributiva just-in-time e la necessità di provvedere ad una urgente sostituzione delle merci trasportate poi spedite per via aerea.

Due anni prima, la Rena da 3.3.51 TEU noleggiata dalla MSC si era arenata sulla barriera corallina Astrolobe nei pressi di Tauranga in Nuova Zelanda, riversando contenitori e olio combustibile pesante nelle aree protette della Baia di Plenty prima di spezzarsi in due ed affondare.

L'incidente non è stato solo il peggiore disastro ambientale marittimo del paese, ma ha inoltre causato enormi problemi alle industrie locali della pesca e del turismo che hanno indotto difficoltà finanziarie per molte attività locali.

“Basti pensare all'interruzione delle attività di porti e terminal se un incidente dovesse bloccarne l'ingresso” afferma il Dr. Sven Gerhard, responsabile dei prodotti globali della Allianz.

“Inoltre, il salvataggio potrebbe richiedere un impegno senza precedenti ed operazioni complesse; in alcuni casi, la rimozione di tutti i container, in particolare se l'incidesse dovesse verificarsi in una località remota, potrebbe richiedere parecchi mesi o addirittura un anno o più”.

Nel contempo, notando che l'uso del gas naturale liquido per alimentare le navi si accinge ad “aumentare sensibilmente” da qui al 2020, la Allianz esprime la propria preoccupazione in ordine alla sicurezza per il fatto che ci sarà un incremento del numero dei porti che allestiranno impianti di bunkeraggio di gas naturale liquido pur non avendo esperienza in relazione al trattamento di tali gas.

Il capitano Rahul Khanna, consulente in materia di rischi in mare, dichiara: “Dobbiamo chiederci quali rischi presenteranno per il settore le navi alimentate a gas naturale liquido.

Il problema attiene l'immagazzinamento del gas naturale liquido come carburante ed il suo trattamento a bordo.

Le competenze del trattamento del gas naturale liquido non sono facilmente disponibili: occorre un cambiamento di mentalità e nell'addestramento”.

Tuttavia, malgrado questi rischi emergenti, la Allianz riferisce che le 94 perdite complessive di naviglio di oltre 100 tonnellate di stazza lorda nel 2013 sono state inferiori a 100 solamente per la seconda volta negli ultimi 12 anni, e sono state del 20% inferiori rispetto a quelle dell'anno precedente.

“Anche se la tendenza verso il basso a lungo termine delle perdite marittime è incoraggiante, c'è ancora lavoro da fare al fine di migliorare la sicurezza complessiva di queste navi così come dei loro carichi, equipaggi e passeggeri, specialmente nelle acque asiatiche” afferma Tim Donney, responsabile mondiale per la consulenza sui rischi marittimi.
(da: theloadstar.co.uk, 14 Marzo 2014)



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