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6 juin 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 15:45 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 APRILE 2014

INDUSTRIA

IL TONNELLAGGIO CONTROLLATO DALL'UNIONE EUROPEA AUMENTA SINO AL 70% MA LA CRESCITA RALLENTA CON LE NAVI PIÙ GRANDI

Le attività correlate al trasporto marittimo contribuiscono con una cifra stimata in 145 miliardi di euro all'economia europea ed il quantitativo di tonnellaggio registrato nell'Unione Europea è cresciuto del 70% in termini di stazza lorda dal 2005.

Peraltro, uno studio commissionato dalla ECSA (Associazioni degli Armatori della Comunità Europea) mostra come il numero delle navi battenti bandiera europea sia cresciuto ad un ritmo più lento, riflettendo la tendenza verso navi più grandi che offrono maggiori economie di scala.

All'inizio dell'anno, l'Unione Europea controllava il 40% della stazza lorda mondiale, in ribasso rispetto al 41% del 2005.

Come riporta Lloyd's List, ciò riflette il fatto che le compagnie di navigazione dell'Unione Europea continuano a far fronte ad una forte pressione concorrenziale da parte di altri centri in rapida crescita dello shipping mondiale, in particolare in Asia e nel Medio Oriente.

La Grecia controlla la flotta di maggiori dimensioni in Europa, equivalente al 36% del tonnellaggio lordo.

La Germania rappresenta un ulteriore 21% della stazza lorda.

La flotta controllata dall'Unione Europea è dominata da tre tipi di navi: le rinfusiere per il 28% del tonnellaggio lordo, le petroliere per il 25% e le portacontainer per il 25%.

Le navi da rifornimento d'alto mare hanno fatto registrare la crescita più sostenuta nel corso del periodo sotto esame.

La quota dell'Unione Europea della flotta mondiale da rifornimento d'alto mare è salita dal 28% nel 2005 al 37% nel 2014 in termini di stazza lorda.

Si stima che nel 2012 il settore marittimo dell'Unione Europea abbia contribuito direttamente con 56 miliardi di euro al PNL, impiegando 590.000 persone e generando proventi da imposte per 6 miliardi di euro.

Si stima che quattro/quinti degli impieghi, ovvero 490.000 posti di lavoro, siano localizzati in mare.

Si stima provvisoriamente che il 40% di questi marittimi siano di nazionalità dell'Unione Europea o della Zona Economica Europea.

Nel 2012 presso le accademie della marina mercantile erano in addestramento 38.000 studenti/allievi, con un incremento dell'11% rispetto al 2004.

Afferma Patrick Verhoeven, segretario generale dell'ECSA: “Il settore marittimo dell'Unione Europea continua a rimanere in piedi in questi tempi difficili nonostante la dura concorrenza da parte dei centri dello shipping dei paesi terzi, in particolare quelli dell'Asia e del Medio Oriente”.
(da: seanews.com.tr, 8 Aprile 2014)



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