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27 maggio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08:49 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 30 APRILE 2014

PORTI

HONG KONG CHIEDE PIÙ SPAZIO

Gli operatori terminalistici di Hong Kong affermano che le navi più grandi stanno causando problemi di congestione e produttività.

La HKCTOA (Hong Kong Container Terminal Operators Association) ha chiesto al governo di Hong Kong di rendere disponibile altro terreno da destinare a spazi per piazzali e ad ormeggi aggiuntivi per chiatte.

La KCTP (Kwai Tsing Container Port) è sotto pressione da parte delle navi di maggiori dimensioni, ma non perché esse apportino più contenitori.

“I contenitori lavorati per ogni scalo di nave stanno aumentando in proporzione alla lunghezza di banchina aggiuntiva che viene occupata” ha dichiarato la HKCTOA.

Le navi di dimensioni maggiori stanno sostanzialmente impegnando più ormeggi per movimentare lo stesso numero di contenitori, comportando tempi di lavorazione più lunghi e minore produttività all'ormeggio per metro di banchina.

Meno ormeggio è disponibile per le operazioni con le chiatte, che sono cresciute del 30% nel corso dell'ultimo decennio.

Nei momenti di punta le chiatte devono aspettare fino a due giorni per ottenere un ormeggio.

La HKCTOA chiede al governo di rispondere rendendo disponibile altro terreno per infrastrutture aggiuntive da destinare alle chiatte.

“I lotti di terreno immediatamente adiacenti ai Terminal Container CT9 South, CT9 North e CT8 West, così come il sito lungomare prossimo al CT5, dovrebbero essere assegnati all'uso quali ormeggi dedicati alle chiatte con accesso diretto al porto”.

L'associazione vorrebbe altresì che i due attuali ormeggi per chiatte adiacenti al Terminal 9 South ed al Terminal 8 West, le cui operazioni avvengono in regime di affitto a breve termine, venissero venduti ad un operatore permanente che investirà in infrastrutture dedicate alla movimentazione di chiatte.

Gli attuali locatari, afferma la HKCTOA, “sono costretti ad utilizzare chiatte dotate di gru per movimentare i container fra le chiatte cariche e la costa.

Questa modalità operativa è molto meno efficiente, meno sicura, meno sensibile all'ambiente e non è compatibile con i requisiti operativi dei moderni terminal container”.

La congestione degli ormeggi sta inoltre facendo aumentare i tempi morti, mettendo maggiore pressione sui relativamente piccoli terminal di Kwai Tsing.

“Il porto è stato costruito con una media di 14 ettari di terreno per 400 metri di ormeggio rispetto all'attuale proporzione standard internazionale che prevede per prestazioni ottimali 25 ettari per ormeggio” ha dichiarato la HKCTOA.

Essa ha individuato oltre 100 ettari di terreno “per un utilizzo correlato ai container” nei pressi del porto che potrebbero essere meglio coordinati ai fini dell'uso portuale.

L'associazione raccomanda che 70 ettari siano riservati e riassegnati per supportare i terminal esistenti.

Infine, la HKCTOA sollecita il Ministero dei Trasporti cinese a non cedere alle pressioni esercitate da Shanghai, Qingdao e Ningbo ed a mitigare le regole sul cabotaggio per le navi straniere.

La HKCTOA afferma che la Zona Franca Pilota di Shanghai, che consente alle navi battenti bandiera non cinese di movimentare i box fra le aree di Shanghai ed altri porti cinesi, “avrà un impatto significativo sul mercato di trasbordo in Asia settentrionale, riducendo pertanto il vantaggio concorrenziale di Hong Kong di oltre il 30% rispetto ai suoi risultati attuali”.

L'associazione ha avvertito che la potenziale perdita di attività per Hong Kong “potrebbe essere più elevata dei volumi produttivi direttamente correlati alla normativa sul cabotaggio.

Ciò potrebbe minacciare la posizione del KTCP quale hub di trasbordo”.
(da: worldcargonews.com, 25 aprile 2014)



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