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20 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:18 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 30 APRILE 2014

LEGISLAZIONE

FRANCIA PREOCCUPATA PER GLI ABUSI NEL CABOTAGGIO STRADALE

A solo pochi giorni dall'approvazione da parte dell'Unione Europea delle nuove regole sul trasferimento dei lavoratori al fine di combattere gli abusi sociali nel settore edile, la Francia è di nuovo all'attacco, questa volta per chiedere un aggiornamento della normativa inerente all'autotrasporto di merci.

La Commissione Europea spinge per una maggiore liberalizzazione del trasporto merci stradale sulle corte distanze, ma in tal modo - sostiene Parigi - finisce per complicare la lotta al dumping sociale nell'autotrasporto.

Parlamentari francesi, ministri dei trasporti europei, rappresentanti delle associazioni datoriali e sindacati si sono riuniti a Parigi il 16 aprile scorso in occasione di una conferenza sulle principali problematiche che si trova ad affrontare il trasporto di persone e cose.

La conferenza internazionale, organizzata dal segretario di stato francese Frédéric Cuvillier, ha rappresentato un'opportunità per la Francia di collaborare con gli altri stati membri dell'Unione Europea nella lotta al dumping sociale.

“Noi speriamo che venga tenuto pienamente conto degli abusi in modo che si possano fare progressi” ha dichiarato il segretario di stato alla presenza delle sue controparti danesi, britanniche, polacche e rumene nel corso della sua relazione introduttiva.

La richiesta francese sull'autotrasporto di merci giunge dopo subito dopo che l'Unione Europea ha approvato l'aggiornamento della normativa sul trasferimento dei lavoratori, in seguito al successo nella battaglia condotta dalla Francia per denunciare gli abusi delle ditte europee che impiegano forza-lavoro a basso costo, principalmente proveniente da Polonia e Romania.

Trasportatori a basso costo

In discussione c'è la parziale liberalizzazione dell'autotrasporto avvenuta nel 2009, che consente ai trasportatori europei di consegnare merci in un altro paese dell'Unione Europea nell'ambito dello stesso viaggio se avviene entro sette giorni dall'inizio del loro viaggio (il cosiddetto cabotaggio).

Attraverso la liberalizzazione di questa prassi, la Commissione Europea sperava di ridurre il numero delle corse a vuoto (veicoli senza merci), il costo del trasporto, il traffico e l'inquinamento.

Tuttavia, il cattivo uso del cabotaggio e la varietà di salari, normative sociali e legislazioni fiscali in tutta l'Unione Europea hanno comportato l'instaurazione di una concorrenza fra stati membri dell'Unione Europea.

Esso inoltre ha indotto un effetto “zavorra” in seguito al quale certe imprese ricavano profitti mediante la realizzazione di filiere della distribuzione in paesi in cui il costo del lavoro è più conveniente, come in Polonia od in Romania.

La tentazione del lavoro a basso costo ha spinto certe imprese francesi a sviluppare “filiere distributive in Romania od in Polonia […] armeggiando con le regole sul cabotaggio” spiega nella sua relazione il senatore francese Éric Boquet.

“Questi autisti passano un mese in Francia e sono remunerati alle condizioni dei loro paesi d'origine” ha scritto Boquet.

Rispetto a questa liberalizzazione, i danni sono stati notevoli in certi stati membri, segnatamente la Francia, dove le imprese di trasporto sono state duramente colpite.

Le preoccupazioni francesi sono serie, specialmente perché il mercato del trasporto assicura un notevole volume di impiego.

Secondo la Commissione Europea, il mercato in questione ha rappresentato approssimativamente 3 milioni di posti di lavoro nel 2011 ed è la principale modalità di trasporto terrestre nell'Unione Europea.

Dumping sociale

Secondo Roberto Parrillo, presidente della sezione autotrasporto della FET (Federazione dei Lavoratori del Trasporto Europei), mediante l'aumento della concorrenza fra paesi europei nonostante le differenze sociali la pressione sui salari e sui diritti sociali si è incrementata.

“Nel trasporto stradale, i salari rappresentano il 45% dei costi.

I costi restanti (manutenzione del veicolo, assicurazione e carburante) sono strettamente correlati” ha spiegato Parrillo.

“Le imprese accettano mercati che sono al di sotto dei prezzi normali e quindi devono attaccare i salari, che rappresentano la variabile aggiustabile” continua Parrillo.

“Le condizioni sociali sarebbero buone, ma le attività economiche devono anche generare profitti” sottolinea Michael Nielsen, delegato generale dell'IRU presso l'Unione Europea.

Egli afferma che in assenza di ciò, “avremo una carenza di autisti nel giro dei prossimi 15-20 anni”.

Traduzione simultanea

Un problema persistente per le ispezioni alla merce trasportata è costituito dal fatto che la lingua utilizzata nella documentazione ufficiale degli autisti spesso non viene compresa dagli ispettori.

“Quando ispezioniamo un autista polacco o slovacco in Francia, talvolta preferiamo lasciarlo andare” spiega il deputato francese Gilles Savary, sottolineando come “la gestione delle ispezioni all'autotrasporto” sia “assai diversa da un paese all'altro”.

Il Regno Unito ha trovato una soluzione per questo problema.

“I nostri ispettori dispongono di un sistema di traduzione simultanea sui propri telefoni cellulari, di modo che gli autisti che non parlano inglese non sfuggono alle ispezioni” ha spiegato Robert Goodwill, assistente segretario di stato ai trasporti britannico.

L'Est non è d'accordo

Sebbene l'Europa Occidentale ed i sindacati siano d'accordo sul fatto che la normativa europea sul punto sia debole, i paesi dell'Europa centro-orientale non condividono questa opinione.

La Repubblica Ceca ritiene che non vi sia bisogno di legiferare ulteriormente al riguardo.

“Abbiamo i mezzi per applicare questa normativa” ha dichiarato Kamil Rudolecký, vice ministro dei trasporti ceco.

Un rapporto della Commissione sul mercato del trasporto stradale pubblicato il 14 aprile dissente dalla Francia e sottolinea la volontà dell'organismo europeo di “incrementare la liberalizzazione dei mercati di trasporto”.

La lotta alle corse a vuoto è ancora all'ordine del giorno a Bruxelles.

Per far fronte al dumping sociale, la Commissione ha chiesto agli stati membri di “intensificare i propri sforzi in vista di un'applicazione più efficiente ed omogenea della legge”.

Anche la disparità di salari fra gli stati membri dell'Unione Europea è importante, ma, secondo la Commissione, essa sta “gradualmente diminuendo”.

Il salario medio di un autotrasportatore rumeno è adesso paragonabile a quello di un autista spagnolo: da 4 a 5 euro all'ora.
(da: theloadstar.co.uk/euractiv.com, 23 Aprile 2014)



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