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2 juin 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 16:10 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 MAGGIO 2014

CONFERENZE E CONVEGNI

LE OPERAZIONI PORTO-CENTRICHE CONTINUANO A CRESCERE NEL REGNO UNITO

I partecipanti alla manifestazione Multimodal 2014, svoltasi il 30 aprile scorso, hanno sentito dire che la continua crescita della concezione porto-centrica nel Regno Unito sta a significare che le linee di navigazione non sono più legate alle tradizionali operazioni correlate ad un solo porto.

I vettori marittimi che desiderano differenziarsi dai concorrenti in alleanze del tipo “stessa nave” stanno offrendo ai clienti collegamenti attraverso diversi porti locali.

Nel corso di una sessione intitolata “Che cosa c'è in vista per le soluzioni porto-centriche?”, presieduta da Gavin van Marle, direttore di The Loadstar, sono stati dibattuti i vantaggi che alla filiera distributiva del Regno Unito vengono apportati dalle operazioni porto-centriche e che cosa sarebbe necessario fare da parte dei soggetti interessati allo scopo di migliorare l'offerta.

Il partecipante al panel in questione Stephen Carr, responsabile della strategia commerciale e della pianificazione presso la Peel Ports di Liverpool, ha detto ai delegati alla conferenza che la logistica porto-centrica non rappresenta in effetti nulla di nuovo e ha indicato gli esempi nei settori della raffinazione del petrolio e del magazzinaggio di carichi secchi alla rinfusa.

Carr ha spiegato che l'avvento della containerizzazione nella seconda metà del 20° secolo ha reso semplice la lavorazione ed il trasporto di merci dai porti a tutte la parti del Regno Unito.

Tuttavia, dal momento che i viaggi via strada sono spesso afflitti da intasamenti e che i prezzi del carburante sono aumentati sensibilmente negli ultimi 20 anni, la domanda di alternative porto-centriche è in corso di aumento.

In breve, il deposito portuale è divenuto un'estensione della nave in mare, ma non viene più utilizzato per magazzinaggio bensì quale centro di distribuzione in banchina, afferma Carr.

La PD Ports presso il Teesport è considerato il primo operatore ad effettuare consegne sulla base del concetto porto-centrico nel Regno Unito; esso è stato in grado di incoraggiare ed attirare importanti venditori al dettaglio quali la Tesco e l'ASDA che hanno aperto centri distributivi presso le sue infrastrutture.

Geoff Lippitt, il suo direttore per lo sviluppo delle attività, ha dichiarato che, sulla scia di questi mega-dettaglianti, altri sono seguiti ed il progetto si è ampliato e “spostato”.

Lippitt e Carr, assieme all'altro partecipante al panel Peter Ward, direttore commerciale della filiera di distribuzione dei carichi presso il DP World London Gateway, si è detto d'accordo sul fatto che un ulteriore sviluppo delle operazioni porto-centriche si possa conseguire solo mediante la collaborazione dei consigli locali, in termini di accordi di programmazione per l'uso di siti sia dismessi da attività industriali sia edificabili.

Le operazioni porto-centriche, a detta loro, devono “essere svelte” per riuscire ad essere innovative: ciò porta all'interessante prospettiva della futura crescita dei 3PL e dei porti regionali.

I servizi di raccordo sono assolutamente la chiave della concezione porto-centrica - così come i raggi del nucleo - ma vi sono altresì opportunità per gli allacciamenti di alcuni vettori marittimi con scali diretti, così com'è stato evidenziato dalla “attenzione regionale” della MSC.

La politica del vettore con sede a Ginevra è quella di effettuare operazioni da una fascia di porti nel Regno Unito, a differenza di quanto fanno molti suoi pari, contribuendo perciò a ridurre le percorrenze stradali dei clienti e la propria impronta delle emissioni di carbonio.

Si tratta di una strategia che ha dimostrato il suo valore nell'ultima parte del 2013 ed all'inizio del 2014, quando le tempeste si sono abbattute su molti porti conducendoli fino alla paralisi nel sud del Regno Unito, culminando in attese durate una settimana per avere un ormeggio e provocando notevoli ritardi alle operazioni terrestri.

Van Marle ha rivolto una domanda provocatoria al panel degli operatori portuali: “Che cosa viene prima, il caricatore od il vettore?”.

La risposta è stata unanime: “Il caricatore, sempre”.

Tuttavia, in seno al panel c'è stato un accordo generale nel senso che, sebbene le operazioni porto-centriche siano in procinto di aumentare in futuro, esse siano “solo un altro strumento per eliminare le inefficienze dalle filiere della distribuzione”.
(da: theloadstar.co.uk, 1° Maggio 2014)



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