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6 juin 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 05:28 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 31 MAGGIO 2014

TRASPORTO MARITTIMO

I VETTORI MARITTIMI IN ROSSO SPERANO NEI RIALZI TARIFFARI DEL MESE PROSSIMO

Dalla APL alla Zim, per la maggior parte dei vettori marittimi che hanno pubblicato le proprie cifre il primo trimestre del 2014 è stato un disastro finanziario, con più di 1 miliardo di dollari USA di inchiostro rosso versato finora in quella che sembra essere ancora un'altra corsa al ribasso per la navigazione containerizzata di linea.

Ovviamente, ci sono eccezioni: il vettore di nicchia taiwanese Wan Hai ha realizzato profitti per 22 milioni di dollari ed i membri della rete P3, segnatamente la Maersk Line, probabilmente avranno chiuso il trimestre in nero quanto alle operazioni.

Tuttavia, malgrado il vantaggio delle economie di scala rispetto ai rivali di Maersk, MSC e CMA CGM, persino loro non possono essere tranquille dato il massacro delle tariffe di nolo che adesso si è diffuso nella maggior parte delle direttrici di traffico mondiali, grazie all'arrivo a cascata ingiustificato di navi più grandi.

Com'è stato evidenziato dal rapporto dettagliato della NOL in relazione al primo trimestre del 2014, la crescita c'è, il livello di utilizzazione è buono ed i costi sono in via di diminuzione.

La sua consociata APL ha assistito ad un aumento dei volumi del 2% da un anno all'altro; il suo livello di utilizzazione è stato ottimale al 95% e la linea ha ridotto i costi delle vendite per FEU di 120 dollari USA rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Peraltro, se si guarda l'altra faccia della medaglia, le entrate sono diminuite del 4% in conseguenza del fatto che le sue tariffe medie sono calate del 6%: di qui la perdita complessiva dei traffici.

Il malessere della APL si ripete negli esercizi finanziari provvisori dei suoi simili e persino i grandi vettori della P3 potrebbero non essere stati risparmiati da qualche conseguenza per le loro contabilità.

Infatti, l'attuale ossessione dei vettori marittimi di ridurre i costi unitari mediante l'introduzione di navi sempre più grandi, ignorando apparentemente nel contempo la causa prima dell'instabilità delle tariffe di nolo, cioè la capacità in eccesso, dovrebbe essere scoraggiata secondo Ben Hackett, presidente e fondatore della Hackett Associates assai rispettato nel settore.

“La riduzione dei costi finora è servita solo ad alleviare questo problema e, in effetti, la costruzione di nuove unità da 18.000 TEU crea ulteriore capacità in eccesso dal momento che la flotta in via di sostituzione è, agli occhi degli armatori, troppo giovane per essere rottamata” afferma Hackett.

Egli ritiene che i dirigenti delle compagnie di navigazione di linea siano dotati di uno “scarso senso dell'economia” e presentino “una mancanza totale di comprensione delle curve dell'offerta e della domanda”.

“Non dovremmo incoraggiare il loro impulso edonistico a costruire navi sempre più grandi” dichiara Hackett, suggerendo che i vettori dovrebbero essere incoraggiati “a fare i conti con i loro errori del passato”.

Saggio consiglio, questo, che sembra essere caduto nel vuoto, dal momento che secondo Richard Ward della FIS Container Derivatives nel commento settimanale aziendale “le attività proseguono come al solito” per quanto attiene le tariffe a pronti nell'Asia-Nord Europa.

Dichiara Ward: “Malgrado il recente rialzo delle tariffe dall'Asia al Nord Europa, i prezzi sottocosto che sarebbero stati applicati dai vettori la settimana scorsa si riflettono ora nello SCFI (Shanghai Containerised Freight Index).

Le tariffe inerenti alla rotta-chiave in questione sono diminuite di 114 dollari USA sino a 1.287 dollari USA per TEU, mentre il WCI (World Container Index) mostrava un livello simile questa settimana pari a 2.570 per FEU”.

Aggiunge Ward: “Non è sorprendente che tutti i principali vettori abbiano ora effettuato annunci di incrementi generali tariffari per giugno e che gran parte di loro punti ad una data di attuazione fissata al 1° giugno.

“Tuttavia, la fascia d'incremento in programma, da 300 a 940 dollari USA per TEU, suggerisce che gli incrementi più elevati dovranno lottare per essere pienamente attuati”.
(da: theloadstar.co.uk, 16 Maggio 2014)



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