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06 July 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 03:47 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 GIUGNO 2014

PORTI

GLI SCALI DELLA P3 ALIMENTANO LE AMBIZIONI DI RIJEKA QUALE HUB DELL'ADRIATICO

Il porto hub croato di Rijeka è pronto per un futuro quale nuova porta d'accesso al cuore dell'Europa centrale, poiché il nuovo sviluppo del suo terminal container da parte dell'operatore portuale filippino ICTSI è prossimo al completamento.

Tuttavia, il suo successo dipenderà principalmente dai suoi collegamenti con il proprio potenziale hinterland.

Nell'ultima settimana di maggio il porto ha lavorato la sua nave più grande quando la CMA CGM Cendrillon da 8.500 TEU ha effettuato il proprio scalo inaugurale in porto nell'ambito del servizio Phoenician Express, che recentemente ha assistito al notevole aumento della propria capacità, dieci navi da 6.000 TEU essendo state sostituite con unità della gamma da 7.400 a 8.500 TEU.

Le operazioni del servizio vengono effettuate congiuntamente dalla CMA CGM e dalla Maersk; il vettore danese impiega alcune delle proprie serie classe K da 7.400-8.500 TEU che sono state spostate dai traffici Asia-Nord Europa.

Il Phoenician Express sarà rimpiazzato dal servizio Phoex quando la P3 sarà inaugurata alla fine di quest'anno e vedrà la MSC aggiungersi a Maersk e CMA CGM.

Rijeka, unitamente a Koper ed a Trieste, è stato designato quale porto di scalo, mentre Venezia sarà eliminato, così come gli scali di raccordo di Jeddah e Beirut.

“Mediante un'ampia gamma di collegamenti intermodali, la Croazia, la Bosnia-Erzegovina, la Serbia ed i paesi centro-europei trarranno vantaggio dalla rotta più corta e dai migliori tempi di viaggio” ha dichiarato un portavoce della CMA CGM in occasione dello scalo della Cendrillon.

Secondo Vlado Mezak, direttore esecutivo dell'autorità portuale di Rijeka, l'impiego di navi più grandi giunge dal momento che il terminal container del porto - gestito dalla ICTSI dal 2011 quando completò l'acquisizione di una quota del 51% nel terminal dal proprietario dello scalo Luka Rijekam ridenominandolo AGCT (Adriatic Gate Container Terminal) - ha ultimato un progetto di sviluppo che ha visto il notevole allungamento delle sue banchine e l'aumento della capacità di movimentazione sino a 450.000 TEU all'anno.

Mezak ha aggiunto che la capacità di movimentare grandi navi sarebbe stata ulteriormente incrementata alla fine del corrente mese di giugno.

“Simultaneamente, stiamo lavorando all'installazione di una boa di ormeggio che, unitamente all'attuale profondità delle acque di oltre 14 metri, consentirà l'attracco di navi lunghe sino a 370 metri.

La boa sarà operativa dalla metà di giugno”.

Il responsabile dell'AGCT Philip Marsham ha dichiarato al riguardo: “Quest'anno speriamo di movimentare circa 160.000 TEU, cifra che sarebbe in aumento di quasi il 20% rispetto all'anno scorso”.

L'idea che sta dietro al servizio Phoenician Express è che i porti dell'Adriatico offrono una porta d'accesso alternativa ai fiorenti mercati dell'Europa centro-orientale, attualmente serviti per lo più attraverso le porte d'accesso nord-europee di Rotterdam ed Amburgo.

Il principale operatore di quest'ultimo, lo HHLA, negli ultimi anni ha effettuato notevoli investimenti in servizi intermodali nella regione attraverso la propria consociata Metrans, con sede nella Repubblica Ceca, quale mezzo per assicurarsi i carichi ed effettua già treni-blocco fra il proprio hub di trasporto merci ferroviario di Praga ed il porto sloveno di Koper, che è situato a poco più di 50 km terrestri da Rijeka e che ha avviato una strategia simile quale porta d'accesso.

La chiave per il successo dell'AGCT adesso consisterà in come esso svilupperà e gestirà i propri collegamenti intermodali.

Attualmente, il terminal sta nuovamente sviluppando il proprio piazzale intermodale, il che porterà la capacità complessiva dell'AGCT sino a 600.000 TEU.

Marsham stima che qualcosa come il 50% dei traffici del terminal “partiranno dalla Croazia” alla volta dell'hinterland europeo.

Tuttavia, un intoppo è stato costituito dalle difficoltà incontrate dall'operatore nazionale di trasporto merci ferroviario HZ Cargo.

I traffici nell'ambito della sua rete sono calati repentinamente in seguito ai postumi della recessione: l'operatore ha trasportato 11 milioni di tonnellate nel 2012, rispetto ai 17 milioni di tonnellate del 2007 che, unitamente al pacchetto di liberalizzazione ferroviaria in seguito all'ingresso nell'Unione Europea, hanno rappresentato un'enorme sfida per la società controllata dallo stato, ed all'inizio del 2013 esso è stato messo in vendita dal governo.

Peraltro, non c'è stata esattamente una coda di acquirenti per la società.

Il Ministero degli Affari Marittimi, dei Trasporti e delle Infrastrutture lo scorso anno ha intavolato approfondite trattative allo scopo di vendere una quota del 75% all'operatore ferroviario privato rumeno.

Tuttavia, le trattative sono state interrotte a gennaio ed il Ministero ha citato le “notevoli deviazioni riscontrate rispetto ai termini riportati nell'offerta di appalto, che hanno pertanto reso impossibile ai negoziatori croati di continuare a queste condizioni”.

Un paio di giorni dopo, Sinisa Hajdas Doncic, ministro degli Affari Marittimi, dei Trasporti e delle Infrastrutture, ha convocato una conferenza stampa nel corso della quale ha dichiarato: “La HZ Cargo è una società in salute con buone prospettive, ma solamente nel caso che vengano soddisfatte le condizioni relative al proseguimento del processo di ristrutturazione.

Entro la scadenza fissata, sono previste quattro condizioni preliminari fondamentali: l'esodo di 1.100 dipendenti, la riduzione dei salari del 20%, la vendita di tutto ciò che non appartiene all'attività di nucleo e la riduzione delle spese destinate ai pagamenti del personale ed ai trattamenti di fine rapporto”.

Tuttavia, i problemi della HZ Cargo sembrano al momento un'opportunità per altri operatori e Marsham, sebbene non abbia voluto identificare società particolari, ha detto di confidare che un servizio regolare di treni-blocco intermodali possa essere operativo “nel giro dei prossimi due mesi”.

“Mettiamola così: gli operatori ferroviari privati-chiave dell'Europa centro-meridionale stanno programmando un nuovo servizio” dichiara Marsham.
(da: theloadstar.co.uk, 2 Giugno 2014)



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