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2 juin 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 16:04 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 30 GIUGNO 2014

TRASPORTO MARITTIMO

LA CINA BLOCCA LA P3 PERCHÉ LA CONSIDERA UNA FUSIONE

Proprio il giorno prima rispetto a quello in cui un anno fa Maersk, MSC e CMA CGM avevano annunciato la costituzione della P3 Network, i piani dei primi tre vettori marittimi mondiali sono stati fatti a pezzi in seguito all'annuncio del Ministero del Commercio cinese di non avere approvato la proposta.

Di conseguenza, tutti i piani relativi ad un accordo di condivisione navi sono stati annullati.

Un portavoce della Maersk ha dichiarato che non esistono piani alternativi per effettuare operazioni in regioni in cui la compagnia di navigazione aveva ottenuto l'approvazione.

“Non si vedrà una P3 Network senza la Cina” ha dichiarato.

I dirigenti della Maersk Line hanno espresso la propria sorpresa riguardo alla decisione del ministero cinese, dal momento che i principali partner commerciali della Cina - USA ed Unione Europea - avevano già approvato il piano.

Il responsabile per traffici e marketing della Maersk Line Vincent Clerc ha dichiarato: “Abbiamo lavorato sode per venire incontro alle richieste ed alle preoccupazioni cinesi.

Perciò, naturalmente questo esito è una delusione.

La P3 avrebbe assicurato alla Maersk Line una rete più efficiente ed ai nostri clienti un prodotto migliore”.

Clerc ha dichiarato a The Loadstar che i regolatori cinesi hanno bloccato la proposta per il motivo che essi hanno valutato che l'accordo di condivisione navi fosse diventato una fusione.

“La proposta è arrivata prima di un procedimento di valutazione della fusione: il ministero cinese l'ha osservata come se fosse una fusione; non l'ha considerata come un accordo di condivisione navi e nel contesto di tale procedimento ha aggregato le rispettive quote di mercato delle tre compagnie di navigazione e le hanno trattate come se fosse una sola; in questo caso hanno deciso di bloccarla per questi motivi” ha detto Clerc.

Clerc ha aggiunto che non vi è alcuna possibilità che le compagnie di navigazione ridefiniscano la propria domanda per ripresentarla.

“Una decisione come questa è definitiva” afferma.

Le azioni della società-madre AP Møller-Maersk hanno subito un ribasso in seguito all'annuncio, malgrado il responsabile esecutivo Nils Andersen abbia insistito sul fatto l'assenza dei risparmi sui costi derivanti dalla P3 non dovrebbe comportare esiti negativi sulle proprie prestazioni finanziarie quest'anno.

“La decisione per noi rappresenta una sorpresa, naturalmente, dal momento che i partner avevano lavorato sodo per venire incontro alle preoccupazioni di tutti i regolatori.

L'alleanza P3 avrebbe consentito alla Maersk Line di effettuare ulteriori riduzioni dei costi e delle emissioni di CO2 e, non da ultimo, di migliorare i propri servizi ai suoi clienti con una rete di navi maggiormente efficiente.

Ciononostante, confido abbastanza che la Maersk Line effettui questi miglioramenti in ogni caso.

La compagnia ha provveduto a tali miglioramenti nel corso degli ultimi cinque trimestri anche in assenza della P3 ed io ho fiducia che essa continui a farlo” ha dichiarato Clerc.

Clerc ha aggiunto che la Maersk continuerà a mirare alla realizzazione di ulteriori accordi di condivisione navi alla ricerca di risparmi sui costi.

“Ma gli accordi di condivisione navi sono solo uno degli strumenti adoperabili; ce ne sono tanti altri.

Adesso abbiamo un sacco di lavoro da fare per vedere dove si possano realizzare altri risparmi; continueremo a guardare sotto tutte le pietre”.

Il socio di Alphaliner Hua Joo Tan ha dichiarato a The Loadstar: “Mi aspetto che essi valutino una forma di blanda collaborazione del tipo di quella già esistente tra loro nei traffici transpacifici”.

Il direttore generale della SeaIntel Alan Murphy afferma: “Occorre notare che i vettori stanno già lavorando assieme in un certo numero di accordi di condivisione navi nell'ambito dei traffico est-ovest, e questi ultimi continueranno senza variazioni; potrebbero costituire una fondazione per ulteriori accordi di condivisione navi fra i tre, ma non sino al punto di arrivare ad un'alleanza formale”.

C'è anche un persistente sospetto - sebbene non sia stato espresso dalla Maersk, dalla MSC o dalla CMA CGM - che la decisione possa essere stata motivata dal desiderio del governo cinese di proteggere i suoi principali vettori containerizzati, cioè Cosco e China Shipping, che hanno entrambi dovuto subire paralizzanti rovesci finanziari negli ultimi anni e la cui posizione in termini di competitività nei traffici al di fuori della Cina probabilmente avrebbe potuto essere indebolita ulteriormente dai vantaggi relativi ai costi di cui i soci della P3 avrebbero potuto usufruire.

Allo stesso modo, si è capito che c'era stata qualche resistenza ad approvare i piani in Corea del Sud, dove i suoi due vettori - Hanjin e Hyundai - sono membri degli accordi di condivisione navi rivali (rispettivamente, le alleanze CKYHE e G6) e hanno entrambe visto i propri bilanci rovinati da massicce perdite.

Sotto certi aspetti, osserva Murphy della SeaIntel, ciò dimostra appunto quali effetti i soci della P3 avevano procurato in quel mercato persino prima che la proposta alleanza venisse introdotta.

“Malgrado abbia dovuto abbandonare l'idea, la P3 ha già avuto un serio impatto sul mercato, dal momento che sia la G6 sia la CKYHE hanno dovuto consolidare ulteriormente le proprie posizioni nel mercato, dovendosi preparare ad affrontare la sfida con la P3” ha detto Murphy.
(da: lloydsloadinglist.com, 17 Giugno 2014)



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