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09 de julio de 2020 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 00:11 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 LUGLIO 2014

TRASPORTO STRADALE

SECONDO GLI AUTOTRASPORTATORI IL RIFIUTO DELLA RUSSIA DI ACCETTARE I CARNET TIR COSTERÀ MILIARDI AL PAESE

Secondo uno studio prodotto per conto dell'IRU (Unione Internazionale dei Trasportatori stradali) la mancata accettazione del sistema dei carnet TIR da parte della Russia potrebbe costare ai caricatori del paese circa 2,2 miliardi di dollari in spese aggiuntive.

L'IRU ha esercitato un'azione di propaganda nei confronti del governo russo allo scopo di fargli ritirare le suddette decisioni, sebbene queste ultime debbano ancora essere poste in atto completamente.

Lo FCS (Servizio Doganale Federale) del paese ha deciso l'anno scorso di porre fine all'accettazione dei carnet TIR degli autotrasportatori, vale a dire lo schema riconosciuto dall'ONU per le movimentazioni di trasporto stradale attraverso le frontiere internazionali ed i regimi doganali che elimina la necessità per le agenzie doganali dei paesi intermedi di ispezionare i veicoli e le merci sui quali esiste la garanzia del pagamento di oneri ed imposte.

Il carnet è il documento TIR distribuito dall'IRU, a sua volta autorizzato dall'ONU, che funge da prova che la spedizione sia stata registrata ai sensi del programma TIR.

La decisione della Russia la rende il primo mercato importante a ritirarsi unilateralmente dallo schema, una mossa che è stata giudicata come “in contrasto con la realtà” da una tribunale arbitrale di Mosca all'inizio dell'anno.

Lo FCS afferma che ci sono stati “ripetuti casi di mancata consegna delle merci trasportate mediante l'utilizzazione del Carnet TIR e di inadempienze dell'ASMAP (Associazione dei Vettori Internazionali di Trasporto Stradale, in effetti la filiale russa dell'IRU) in ordine alla responsabilità circa il pagamento dei diritti doganali” ed ora richiede una garanzia nazionale russa aggiuntiva una volta che le spedizione abbia fatto ingresso in Russia.

Lo FCS ha ulteriormente affermato che l'ASMAP le doveva circa 20 miliardi di rubli (580 milioni di dollari) in tasse non versate, affermazione che il tribunale ha descritto come “diffamatoria”.

Lo FCS doveva cessare l'accettazione dei carnet TIR dai primi di luglio.

Tuttavia, all'ultimo minuto esso ha esteso la sua accettazione dello schema fino alla fine di novembre, quando ci si aspetta che la sua politica del rischio calcolato possa essere ripresa.

In risposta, il consiglio di amministrazione TIR dell'IRU ha dichiarato: “Pur avendo preso nota della decisione dello FCS, il consiglio ha ribadito con rammarico che lo FCS continua ad implementare provvedimenti che contraddicono le disposizioni della Convenzione TIR e che comportano gravi conseguenze per il trasporto internazionale ed i traffici nel suo complesso”.

L'IRU ha incessantemente protestato contro il divieto, affermato che la sua vittima principale sarebbe il consumatore russo, perché “il costo diretto correlato al nuovo sistema è equivalente ad una tariffa addizionale fra lo 0,6% e l'1,4% per il trasporto stradale che entra in Russia”.

Uno studio elaborato dalla società di consulenza Copenhagen Economics ha concluso che, aggiungendo i costi indiretti, il conto complessivo extra potrebbe arrivare a qualcosa come 3,7 miliardi di dollari.

“Oltre ai costi diretti, il nuovo sistema implica anche notevoli costi indiretti.

L'incertezza inerente al sistema ha portato ad un aumento degli oneri amministrativi di qualcosa come il 25%” afferma l'IRU.

“Inoltre, poiché la garanzie nazionale, al contrario del sistema TIR, non assicura alcuna vera garanzia per gli operatori di trasporto, esiste un crescente rischio finanziario per gli operatori che rischiano perdite economiche o persino il fallimento” aggiunge l'IRU.
(da: theloadstar.co.uk, 7 Luglio 2014)



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