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6 juin 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 04:17 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 SETTEMBRE 2014

INDUSTRIA

GLI ARMATORI OLANDESI CHIEDONO RIFORME

Il settore marittimo olandese ha chiesto al governo di porre fine alla burocrazia e di adottare un approccio “congiunto” alle esigenze del settore.

“Abbiamo bisogno di un gruppo di lavoro interdipartimentale al fine di risolvere una volta per tutte i problemi che affliggono il settore marittimo” dichiara Arie Kraaijeveld, presidente dello NML (Nederland Maritiem Land), l'organizzazione ombrello che rappresenta tutti i settori marittimi nei Paesi Bassi, navigazione fluviale compresa.

Parlando ai primi di settembre in occasione di una conferenza stampa appositamente convocata all'inizio dell'evento annuale World Port Days svoltosi a Rotterdam, Kraaijeveld ha affermato: “I politici e tutti i livelli di governo devono essere resi consapevoli del fatto che il settore marittimo è un organismo integrato e che dobbiamo avere una strategia marittima non ambigua”.

La conferenza stampa di alto profilo è avvenuta in collaborazione con Tineke Netelenbos, ex ministra dei trasporti olandese, ora presidente della KVNR (organizzazione degli armatori olandesi) e con Albert Engelsman, direttore della Wagenborg Shipping e vice presidente della KVNR.

Essa ha fatto seguito alla riunione del primo Summit Marittimo olandese che ha visto la partecipazione degli esponenti di ogni angolo del settore marittimo del paese.

Funzionari di alto livello di vari ministeri hanno preso parte all'incontro, sebbene la ministra dei trasporti in carica, Melanie Schulz, abbia annullato la propria programmata partecipazione.

Kraaijeveld, Netelenbos ed Engelsman vorrebbero che il governo approntasse una “task force marittima” con il compito di sbarazzarsi “della normativa non necessaria che ostacola il settore” e di far sì che la politica marittima stia in cima all'agenda strategica.

“A causa delle leggi superflue stiamo mandando via attività, invece di attirarle” ha detto Engelsman.

Egli ravvisa un netto contrasto fra la situazione nei Paesi Bassi e quella di Singapore, che a suo dire dispone di una politica marittima proattiva.

La Netelenbos ha illustrato i problemi che secondo lo NML affliggono il settore con riferimento allo scalo a Rotterdam previsto per il 26 settembre della più grande nave da crociera del mondo, la Oasis of the Seas della RCCL.

“Seimila passeggeri sbarcheranno a Rotterdam ed altri seimila saliranno a bordo quindici giorni dopo” ha detto la Netelenbos.

“Nel frattempo, la nave sarà sottoposta a manutenzione e riparazioni presso i cantieri navali Keppel Verolme di Rotterdam.

Il problema consiste nel fatto che i 200 operai aggiuntivi extracomunitari che saranno impiegati a supporto nei cantieri navali dovranno essere autorizzati singolarmente e non come gruppo, il che è solo fonte di costi addizionali e dà una cattiva impressione”.

Engelsman ha menzionato un avvenimento simile che ha coinvolto 50 ufficiali e marinai della marina militare peruviana arrivati per prendere in carico una nave acquistata dalla marina militare olandese.

Ottenere i visti in ordine è risultato essere un problema, poiché l'intera questione ha dovuto essere risolta ai sensi della normativa olandese del lavoro.

Problemi di natura simile sono stati riscontrati con gli equipaggi filippini delle draghe impiegate per il secondo Maasvlakte.

Lo NML ha inoltre lamentato il fatto che i Paesi Bassi siano il solo stato dell'Unione Europea privo di una politica anti-pirateria che consentirebbe di impiegare guardie armate private sulle navi battenti bandiera olandesi.

“L'anno scorso, 90 navi mercantili olandesi sono passate sotto altre bandiere e circa la metà di loro lo hanno fatto per quella ragione” afferma la Netelenbos.

“Ad un armatore costa circa 0,74 milioni di euro non battere bandiera olandese; peraltro, 800 su 1.800 navi mercantili di proprietà olandese battono una bandiera estera”.
(da: worldcargonews.com, 10 Settembre 2014)



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