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09 de julio de 2020 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 00:32 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 30 SETTEMBRE 2014

PORTI

LA RIFORMA PORTUALE DELL'UNIONE EUROPEA SMARRISCE L'ORIENTAMENTO

A marzo, il parlamentare europeo Knut Fleckenstein, relatore della proposta della Commissione Europea relativa ad una regolamentazione dell'accesso del mercato ai servizi portuali e della trasparenza finanziaria dei porti, aveva annunciato che la procedura legislativa inerente a questa particolare pratica sarebbe stata sospesa fino a quando non si fosse insediato il nuovo Parlamento Europeo in seguito alle elezioni europee di maggio.

Da quel momento, gli stati membri dell'Unione Europea hanno discusso la proposta della Commissione in ordine alla regolamentazione portuale in seno al Consiglio dei Ministri.

La presidenza italiana del Consiglio punta a raggiungere un'intesa con il Parlamento Europea in prima lettura e le discussioni si stanno rapidamente avviando in quella direzione.

Sfortunatamente, allo scopo di conseguire tale obiettivo, il testo attualmente in corso di valutazione da parte del Consiglio sta lentamente avanzando verso la posizione originaria del Parlamento, che dal canto suo già rappresentava una versione annacquata della proposta della Commissione.

Gli stati membri stanno contemplando l'ipotesi di escludere la movimentazione dei carichi ed i servizi passeggeri dal Regolamento, mentre l'esclusione del pilotaggio resta incerta.

Le deliberazioni del Consiglio si concentrano inoltre sulla domanda se il Regolamento debba applicarsi solamente ai principali porti dell'Unione Europea (i porti della rete di nucleo TEN-T).

Alla luce di tali sviluppi, il raggio d'azione del Regolamento potrebbe essere drasticamente ridotto, trasformando la riforma dei porti dell'Unione Europa in poco più di un guscio vuoto.

“È estremamente demoralizzante vedere i co-legislatori dell'Unione Europea svuotare gradualmente di qualsiasi sostanza per la comunità degli utenti portuali la già debole proposta della Commissione.

L'opportunità di una significativa riforma dei porti dell'Unione Europea ci sta sfuggendo dalle mani ed a questo stadio l'interesse del settore marittimo europeo a supportare questa proposta è in effetti assai limitato” commenta Patrick Verhoeven, segretario generale dell'ECSA.

Oltre a ridurre il raggio d'azione, gli stati membri dell'Unione Europea stanno anche valutando una procedura di consultazione degli utenti portuali più esigua per tutte le materie correlate alla politica di tariffazione portuale, ai collegamenti con l'hinterland, all'efficienza delle procedure amministrative ed alle questioni ambientali.

Per di più, gli stati membri stanno ulteriormente diluendo la proposta originaria della Commissione facendo dei passi indietro rispetto alla questione della necessità di un'autorità indipendente che possa monitorare e vigilare sulla corretta applicazione del Regolamento.

“Gli armatori europei esortano gli stati membri a riconsiderare il proprio approccio ed a concentrarsi nuovamente sulla ragion d'essere di questa procedura normativa, vale a dire consegnando una riforma finalizzata a migliorare l'efficienza e ad incrementare la trasparenza dei porti dell'Unione Europea” ha concluso Verhoeven.
(da: ECSA/Hellenicshippingnews.com, 24 Settembre 2014)



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