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19 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:43 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 DICEMBRE 2014

TRASPORTO FERROVIARIO

PRESSIONI SULL'UNIONE EUROPEA AFFINCHÉ ADOTTI IL PILASTRO POLITICO DEL QUARTO PACCHETTO FERROVIARIO

I responsabili di alcune delle principali associazioni europee del trasporto merci, del trasporto passeggeri e della logistica hanno sollecitato i membri del Consiglio dei Trasporti dell'Unione Europea ad adottare il pilastro politico del Quarto Pacchetto Ferroviario.

In una lettera aperta indirizzata ai consiglieri, i responsabili hanno affermato che “il Quarto Pacchetto Ferroviario rappresenta un'opportunità per realizzare le corrette condizioni strutturali per la concorrenza e l'imprenditorialità che sono essenziali ai fini di una efficiente fornitura di beni e servizi”.

I membri del Consiglio dei Trasporti si sono riuniti in Lussemburgo l'8 ottobre scorso per il primo dibattito strategico sul pilastro politico del Quarto Pacchetto Ferroviario che fa seguito a tre semestri dedicati al pilastro tecnico.

Maurizio Lupi, ministro italiano delle infrastrutture e dei trasporti, che presiedeva la riunione ai sensi della presidenza italiana dell'Unione Europea, ha riferito che il consiglio avrebbe continuato a lavorare in vista di un approccio strategico generale al pilastro politico con l'intenzione di trovare un accordo in occasione della prossima riunione a dicembre.

Tuttavia, poiché diversi consiglieri si sono chiesti se l'apertura del mercato costituisca il modo migliore per rendere i servizi ferroviari più dinamici e rivolti ai clienti, sottolineando altresì come i mercati varino da uno stato membro all'altro, l'incertezza persiste.

I responsabili del settore sostengono che con le ferrovie che continuano “ad essere stagnanti e persino a diminuire in alcune parti dell'Unione Europea ed in alcuni tipi di servizi e con la continua riduzione della scelta per il trasporto passeggeri” i consiglieri dovrebbero adottare quei provvedimenti nell'ambito del Quarto Pacchetto Ferroviario.

Essi affermano che l'abbandono o la neutralizzazione del pilastro politico sarebbe un'occasione perduta per affrontare le seguenti aree critiche:

  • il potenziale cattivo uso di denaro pubblico che viene distratto dai così necessari investimenti infrastrutturali per supportare i monopolisti titolari;

  • l'istituzione di piattaforme comuni di biglietteria a vantaggio dei passeggeri che consentano loro di acquistare biglietti a prescindere di chi sia l'operatore del treno;

  • le inefficienze nella gestione delle infrastrutture fra cui la scorretta allocazione delle capacità, che pregiudica la fornitura di servizi di qualità e la capacità di sopravvivere dei nuovi arrivati;

  • il materiale rotabile inutilizzato, pagato con il denaro dei contribuenti, che potrebbe essere messo a disposizione di nuovi servizi ed operatori;

  • infine, più importante di tutto, l'istituzione di regole uguali per tutti nel mercato ferroviario al fine di assicurare una concorrenza leale, che comporta il coinvolgimento di nuovi arrivati e di operatori del settore privato, cosa essenziale per l'innovazione e la crescita.
Il documento è stato sottoscritto da Nicolette van der Jagt, direttore generale della Clecat (European Freight Forwarders' Organisation), Julia Lamb, segretario generale della ERFA (European Rail Freight Association), Denis Choumert, presidente dell'ESC (European Shippers Council), Engelbert Recker, responsabile esecutivo della Mofair, Josef Schneider, consigliere di amministrazione e segretario della EFP (European Passengers' Federation) e da Ralph-Charley Schultze, direttore generale della UIRR (International Union of Rail-Road Combined Transport).

Essi hanno aggiunto che vi sono molte questioni-chiave nelle proposte sia tecniche che politiche che sono correlate e che hanno bisogno di rimanere in un pacchetto se si vogliono ricavare vantaggi da loro.

Ciò comprende: l'entità della separazione fra gestori delle infrastrutture ed operatori dei servizi e la realizzazione di una “muraglia cinese” nell'ambito di ferrovie integrate verticalmente al fine di impedire il sovvenzionamento incrociato di attività diverse; i requisiti per la concorrenza nei servizi passeggeri; una maggiore responsabilità dell'ERA, l'agenzia ferroviaria europea; infine, l'esigenza di un maggiore coordinamento e di una maggiore cooperazione fra i dirigenti delle infrastrutture europee.

“I nuovi arrivati devono essere messi in grado di operare ed incoraggiati se si vuole che apportino benefici al settore” hanno fatto notare i responsabili.

“Tutti noi vorremmo assistere allo sviluppo del settore ferroviario.

Esso richiede investimenti e, data la pressione sui finanziamenti statali, è importante incoraggiare gli investimenti del settore privato per mettere in grado le ferrovie di crescere, di fornire un servizio migliore e di soddisfare le esigenze della clientela, mantenendo nel frattempo più bassi possibile i costi e gli addebiti a carico dei contribuenti”.
(da: railjournal.com, 28 Novembre 2014)



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