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20 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20:12 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 DICEMBRE 2014

TRASPORTI ED AMBIENTE

L'EUROPA SI STA DANDO LA ZAPPA SUI PIEDI DA SOLA CON LE SUE REGOLE AMBIENTALI PER LA NAVIGAZIONE?

La settimana scorsa la Transfennica ha annunciato di essere sul punto di chiudere un servizio ro-ro effettuato fra Bilbao, Portsmouth e Zeebrugge.

La linea di navigazione è stata l'ultima vittima fra gli operatori del Mare del Nord nel periodo che precede l'entrata in vigore nel 2015 del limite dello 0.1% di zolfo fissato dalla Commissione Europea per le ECA (aree di controllo delle emissioni) del Nord Europa e del Baltico.

Il problema sta diventando sempre più grave.

Aggiungendosi alle chiusure annunciate in precedenza dei servizi di traghetto di linea della DFDS, la chiusura della Transfennica è giunta sulla base delle aspettative della compagnia secondo la quale ogni tentativo di trasferire i sovrapprezzi ECA sulle imprese di trasporto spingerebbe almeno il 50% di loro a passare alla strada, come profetizzato a febbraio da David Balston, direttore per le politiche sulla sicurezza e l'ambiente della Camera Marittima del Regno Unito.

Ancora peggio, la linea di navigazione era stata designata come una delle “Autostrade del Mare” della Commissione Europea, un programma introdotto con il preciso scopo di conseguire esattamente il contrario: “Per apportare un cambiamento strutturale nella nostra organizzazione dei trasporti nel giro dei prossimi anni a venire… più sostenibile e dovrebbe essere più efficiente dal punto di vista commerciale, rispetto all'autotrasporto… migliorando così l'accesso ai mercati di tutta l'Europa ed alleviando il nostro sistema stradale europeo già troppo sfruttato”.

Nonché, fatto importante, l'avere investito 6,8 milioni di euro di fondi dell'Unione Europea per ottenere tali risultati nella linea di navigazione adesso chiusa.

La Commissione Europea si è data la zappa sui piedi da sola?

“Non sono sicuro se possiamo dirlo” ha dichiarato Patrick Verhoeven segretario generale dell'Associazione Armatori della Comunità Europea.

In effetti, Verhoeven sembra pensare che la colpa sia da imputare ad altri.

“I provvedimenti in prima istanza sono stati concepiti a livello di IMO, laddove essi sono stati introdotti senza un'appropriata valutazione delle conseguenze.

La radice del problema è qui.

Queste regole sono state trasfuse nella normativa dell'Unione Europea.

Certamente, nel corso del processo sono state apportare alcune limitazioni aggiuntive, ma fondamentalmente i provvedimenti avrebbero dovuto prevedere una riflessione ed una valutazione maggiormente scrupolose nell'IMO”.

Verhoeven indica che il forum per un trasporto marittimo sostenibile dell'Unione Europea abbia il potenziale per farlo: “Questo naturalmente non può produrre miracoli, ma è stato provato che ciò potrebbe contribuire a risolvere alcune problematiche di natura tecnica” ha aggiunto.

Malgrado ciò, peraltro, la Camera Marittima del Regno Unito sembra pensare che la questione sia abbastanza chiara, dal momento che il portavoce Jonathan Roberts indica: “Questa è una ulteriore prova che i timori espressi dal settore marittimo negli ultimi anni sono reali: le rotte stanno chiudendo, i contributi economici si stanno riducendo, si perdono posti di lavoro ed è il momento per l'Unione Europea di adottare un approccio maggiormente flessibile e pragmatico per ridurre le nostre emissioni di zolfo, in un modo che sia consentito ai sensi delle regole dell'IMO; le prove si sono accumulate ed è ora che essi stiano a sentire”.

Adesso, sembra che la Commissione Europea stia andando avanti con altri provvedimenti ancora al fine di introdurre lo MRV (monitoraggio, rapporto e verifica) delle emissioni di carbonio su base regionale, al posto della normativa globale dell'IMO, il che ha indotto l'ICS a dichiarare pubblicamente di essere “deluso e preoccupato” dalla Commissione.

Inoltre, il BIMCO il 3 dicembre scorso ha fatto sapere che il regolamento è “inutile per quanto riguarda il raggiungimento di un accordo internazionale sulla questione decisiva del monitoraggio del CO2”.

Attaccando il “goffo” limite dello 0,1% di zolfo il mese scorso, l'amministratore delegato della Camera Marittima del Regno Unito Guy Platten ha affermato: “Aspettiamo con qualche trepidazione la prossima grande idea della Commissione Europea”.

Sembra, quindi, che dovrà aspettare con impazienza per un po' di tempo.
(da: seatrade-global.com, 4 Dicembre 2014)



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