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20 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:44 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 DICEMBRE 2014

STUDI E RICERCHE

I TRAFFICI MARITTIMI SONO AUMENTATI QUATTRO VOLTE IN DUE DECENNI

Secondo un nuovo studio della AGU (American Geophysical Union) finalizzato a quantificare i traffici marittimi globali, i traffici marittimi sugli oceani di tutto il mondo sono aumentati del 300% nel corso degli ultimi 20 anni.

La ricerca ha utilizzato dati satellitari per stimare il numero delle navi in mare ogni anno dal 1992 al 2012.

Il numero delle navi che hanno percorso i mari è cresciuto del 60% dal 1992 al 2002.

I traffici marittimi sono cresciuti anche più rapidamente nel corso del secondo decennio preso in considerazione dallo studio, raggiungendo il loro culmine con il tasso di incremento del 10% all'anno nel 2011.

I traffici sono aumentati in tutti i mari nel corso del ventennio esaminato dallo studio, fatta eccezione per la costa della Somalia, in cui la pirateria in aumento ha quasi completamente bloccato la navigazione mercantile dal 2006.

Nell'Oceano Indiano, dove sono situate le più attive direttrici marittime mondiali, secondo la ricerca i traffici navali sono cresciuti di più del 300% nel corso del periodo ventennale.

I traffici internazionali e le dimensioni delle flotte mercantili si sono tutti quanti ampliati rapidamente negli ultimi due decenni, spiegando così - riporta lo studio - il forte aumento dei traffici marittimi.

La nuova analisi è stata ammessa alla pubblicazione nel Geophysical Research Letters, un giornale della American Geophysical Union.

Jean Tournadre, geofisico della Ifremer, l'istituto francese per l'esplorazione marittima di Plouzané, nonché autore dello studio, afferma che “le navi alimentate da carburanti fossili scaricano olio, carburante e rifiuti nell'acqua e scaricano gas nell'aria.

La navigazione marittima è anche una notevole fonte di inquinamento acustico, che viene considerato come sempre più potenzialmente dannoso per i mammiferi marini”.

Secondo lo studio, i traffici marittimi in espansione hanno fatto aumentare la quantità di inquinamento nell'atmosfera, in particolare nella direttrice di navigazione Sri Lanka-Sumatra-Cina, dove lo studio ha notato un incremento del 50% del diossido di azoto nel periodo ventennale.

Tournadre afferma di sperare che il nuovo studio possa incrementare la comprensione da parte degli scienziati di come le attività umane stiano comportando conseguenze per gli ecosistemi marini e possa migliorare i modelli sull'inquinamento atmosferico in mare aperto.

Il nuovo studio è il primo tracciare un quadro dei traffici marittimi su scala globale, dichiara Tournadre.

Attualmente, i traffici marittimi vengono monitorati utilizzando il sistema AIS (Automatic Identification System).

Quando le navi sono vicine alla costa, utilizzano dei transponder per inviare le informazioni circa la propria ubicazione ad altre navi ed alle stazioni a terra.

Tuttavia, il sistema AIS non funziona molto bene quando le navi sono al largo in mare aperto.

Le navi sono spesso al di fuori della portata delle stazioni terrestri o delle altre navi e sono pochi i satelliti che trasportano la strumentazione AIS necessaria a localizzare le navi dallo spazio.

Il nuovo metodo delineato nello studio si serve di altimetri, cioè strumenti che misurano l'altitudine, situati a bordo di satelliti per individuare l'ubicazione delle navi in mare, allo stesso modo in cui tale strumentazione è stata usata per seguire gli iceberg.

Tournadre è dell'avviso che i dati altimetrici abbiano riprodotto con precisione le direttrici di navigazione conosciute e che essi potrebbero essere utilizzati per stimare il numero delle navi presenti in mare in tutto il mondo.

Lo studio si è servito dei dati altimetrici forniti da sette diversi satelliti al fine di tracciare una mappa dei traffici marittimi dal 1992 al 2012.

A detta di Tournadre, l'uso dei dati satellitari ha reso possibile calcolare i traffici marittimi relativamente all'intero pianeta, mentre le registrazioni AIS forniscono una copertura relativamente limitata in termini sia di spazio che di tempo.

Il nuovo metodo gli ha consentito altresì di osservare retrospettivamente due decenni di traffici utilizzando i dati archiviati e di fornire misurazioni indipendenti dei traffici marittimi che non fossero basati sulla volontà delle navi di trasmettere la propria posizione.

Tuttavia, Tournadre mette anche in guardia rispetto al fatto che un po' della crescita che ha ravvisato nei traffici marittimi potrebbe essere stata sovrastimata poiché le navi, specialmente le portacontainer, sono diventate più grandi rispetto a quelle degli ultimi due decenni e quindi sarebbero possibilmente più facili da individuare con i dati altimetrici.
(da: seanews.com.tr, 25 Novembre 2014)



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