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25 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09:18 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXII - Numero 15 DICEMBRE 2014

REEFER

OCCORRE ESSERE CONSAPEVOLI DELLE NUOVE REGOLE SULLA REFRIGERAZIONE

Occorre che gli armatori di navi battenti bandiere dell'Unione Europea che incorrono in costi operativi inutili facciano in modo che le proprie unità refrigeranti a bordo siano a tenuta stagna, afferma Svenn Jacobsen della WSS (Wilhelmsen Ships Service).

Sembra che le nuove regole dell'Unione Europea sugli F-Gas (Gas Serra Fluorinati) mirino a cambiare sostanzialmente l'uso dei gas per la refrigerazione a terra ed in mare, con incrementi stimati dei costi pari a 5-10 volte il loro livello attuale.

Prosegue Jacobsen: “Al momento, il collaudo delle perdite di gas costituisce una mera questione di manutenzione, ma l'impatto di tali perdite da fonti basate a terra o navali ha attirato l'attenzione dei legislatori.

In breve, occorre che i proprietari delle navi comincino a prestare attenzione perché i futuri costi dell'osservanza oltrepasseranno di gran lunga ciò che gli armatori stanno pagando oggi per l'uso di questi gas”.

Il gas per la refrigerazione è un prodotto assimilabile al carburante dei motori ma non si consuma e quindi non ha bisogno di essere rimpiazzato.

Jacobsen afferma che gli armatori che pagano la ricarica dei sistemi per gas dovrebbero ammettere di essere in colpa e prendere le opportune iniziative.

“Bisogna che gli armatori si chiedano se le proprie nuove navi stiano per essere consegnate con gas che siano conformi nel corso della loro durata commerciale ed in che modo essi possano restare conformi rispetto al tonnellaggio esistente una volta che le regole siano entrate in vigore”.

La normativa in questione, adottata dal Consiglio dell'Unione Europea all'inizio di quest'anno, è specificamente destinata a ridurre l'uso degli F-gas, altrimenti noti come HCF ovvero refrigeranti fluorinati, all'interno dell'Unione Europea, mediante l'introduzione di un sistema di quote che limitino il quantitativo dei refrigeranti ad alto GWP (Potenziale di Riscaldamento Globale) disponibili sul mercato.

Secondo Jacobsen, il principale impatto della regolamentazione degli F-gas verrà avvertito fra il 2018 ed il 2020.

Tutte le navi odierne rispondono ad alcuni requisiti in ordine alla refrigerazione a bordo od al controllo climatico e la normativa è ponderata rispetto ai refrigeranti ad alto GWP, fra i quali quello maggiormente preso di mira è lo R-404°.

Per l'uso del condizionamento dell'aria e dei sistemi di refrigerazione, in media una nave richiede 200-300 kg di questo gas.

Con l'eliminazione degli HFC ad alto GWP all'orizzonte, occorre che il settore marittimo cominci a pensare alle opzioni disponibili per sostituirli.

Jacobsen afferma che molti produttori di sostanze chimiche hanno già messo sotto pressione i propri dipartimenti di ricerca e sviluppo al fine di poter disporre di soluzioni provate e certificate per quando la normativa entrerà in vigore.

“Una cosa è sicura: questi nuovi refrigeranti saranno costosi.

I giorni della facile disponibilità, dei prodotti semplici e dei prezzi modici passeranno presto alla storia.

Allo scopo di mantenere lo stesso livello si spesa per i refrigeranti in futuro, occorrerà ridurre del 50-90% gli attuali tassi di perdite”.

Il conseguimento di questi livelli di riduzione significherà che molto sarà stato fatto per proteggere l'ambiente, con particolare attenzione nel breve e lungo termine alle iniziative finalizzate ad incoraggiare gli armatori ad incrementare l'analisi delle perdite.

Dichiara Jacobsen: “Gli armatori potrebbero risparmiare una frazione dei costi in cui incorrono semplicemente mantenendo a tenuta stagna i propri sistemi.

Anche se lo R-404A sarà vietato sulle navi battenti bandiere dell'Unione Europea dal 2020, una nave varata oggi sarà operativa per 25 anni, di modo che occorre che gli armatori si diano da fare già fin d'ora”.

Continua Jacobsen: “Se si chiede a 10 cantieri navali che cosa suggeriscono al riguardo, si scoprirà che pochi di loro hanno qualche idea.

Non tutti, fra loro, hanno fatto i compiti a casa.

Molti raccomanderanno lo R-404A, che comporterà un costoso aggiornamento prima che la nave possa essere riciclata”.

Una priorità immediata sarà quella di migliorare le routine di manutenzione e risparmiare denaro, incrementando nel contempo la protezione ambientale.

Una migliore manutenzione significa minori perdite e la relativa tecnologia è prontamente disponibile: la WSS ad esempio già vende sistemi fissi per la scoperta delle perdite che offre un monitoraggio 24 ore su 24.

Ma il consiglio d Jacobsen non deve indurre al panico, né ad ignorare i cambiamenti.

“La verità è che alcuni refrigeranti sono meno eco-compatibili di altri ma nessuno di loro comporta un impatto finché non si registrano perdite.

Il modo più semplice di mantenere sotto controllo le prestazioni ambientali ed i costi operativi è quello di mantenere i sistemi di refrigerazione a tenuta stagna”.
(da: hellenicshippingnews.com, 10 Dicembre 2014)



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