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18 septembre 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 15:28 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 APRILE 2015

TRASPORTO STRADALE

PARLAMENTO EUROPEO DIVISO CIRCA LA NORMATIVA TEDESCA SUL SALARIO MINIMO

Il Parlamento Europeo si è diviso nel corso di un dibattito sul salario minimo svoltosi il 25 marzo scorso alla presenza della Commissaria Europea Violeta Bulc.

I parlamentari di Bruxelles ha discusso se la regolamentazione sul salario minimo in uno stato membro dell'Unione Europea debba applicarsi ai camion stranieri che passano nel paese.

La Bulc ha chiarito che le regole nazionali debbono conformarsi alla normativa dell'Unione Europea.

La Commissione, ha detto la Bulc, non ha ancora concluso le proprie indagini in ordine ai provvedimenti tedeschi ed ai loro effetti.

Per questa ragione, ha spiegato, la Commissione non è ancora in grado di fornire una risposta chiara alle domande del parlamento.

Peraltro, afferma la Bulc, la Commissione potrebbe affrontare la questione degli standard sociali e delle condizioni di lavoro nel settore dei trasporti nell'ambito delle proprie proposte legislative per il "pacchetto dei trasporti stradali" in programma per il 2016.

La Germania è stata il 22° stato membro dell'Unione Europea ad introdurre un salario minimo quando la normativa è entrata in vigore il 1° gennaio 2015.

La Commissione Europea sta attualmente svolgendo indagini sull'applicazione della nuova legge sul salario minimo in Germania, compresi gli autisti stranieri in transito.

Sono stati presentati reclami da parte di diversi stati membri dell'Unione Europea, nei quali si lamenta la limitazione della libertà di concorrenza e la presenza di ostacoli burocratici eccessivamente alti.

Alla fine di gennaio, il governo tedesco ha sospeso provvisoriamente le prescrizioni sul salario minimo per i traffici di veicoli pesanti.

La ministra del lavoro tedesco Andrea Nahles ha spiegato le ragioni che stanno dietro all'iniziativa dopo un incontro a Berlino con la sua controparte polacca Wladyslaw Kosiniak-Kamysz.

Il nuovo accordo si applica altresì alle ispezioni che erano già state avviate.

"Se le procedure dovessero essere già iniziate, saranno interrotte presto" riferisce il ministero del lavoro.

Peraltro, la sospensione di applica solo ai traffici di transito e non ai traffici transfrontalieri con origine o destinazione in Germania.

Il 21 gennaio, la Commissione ha iniziato un procedimento pilota europeo allo scopo di indagare se l'applicazione di un salario minimo ai traffici di transito in Germania sia compatibile con la normativa dell'Unione Europea.

Il ministero ha dichiarato che la sospensione avrà effetto fino alla conclusione delle indagini dell'Unione Europea.

Il 25 marzo molti membri del Parlamento Europeo hanno evidenziato la necessità di evitare il dumping sociale e di promuovere la leale concorrenza fra le imprese di trasporto.

Alcuni di loro hanno suggerito l'introduzione di un salario minimo in tutta l'Unione Europea e hanno chiesto alla Commissione di fare proposte sulla protezione dei diritti sociali e sulle condizioni di lavoro degli autisti.

A detta dei membri del Parlamento Europeo, tali proposte dovrebbero altresì comprendere una "lista nera" delle imprese che non hanno rispettato le prescrizioni.

I membri del Parlamento Europeo discutono i problemi correlati al provvedimento

Il vicepresidente della Commissione sull'Occupazione del Parlamento, Thomas Mann (Partito Popolare Europeo), ha affermato di essere sorpreso dal fatto che la Bulc non abbia fatto nulla di "significativo".

"Nella sessione plenaria, la Commissaria non è stata in grado di fornire alcuna precisa indicazione riguardo a se le regole tedesche sul salario minimo per i camionisti stranieri siano compatibili o meno con la normativa dell'Unione Europea" ha dichiarato.

Mann afferma che sospendendo il salario minimo per i soli viaggi di transito il governo tedesco ha reagito in proporzione alle "critiche talvolta eccessive dell'Europa Orientale".

"Adesso la Commissione Europea dovrebbe trovare una soluzione per evitare le distorsioni alla concorrenza, che gravano sul datore di lavoro e sulle imprese di medie dimensioni nei settori dei trasporti e della logistica" ha concluso Mann.

Jutta Steinruck ha definito strana la discussione sulla legalità della norma sul salario minimo.

"Nella normativa dell'Unione Europea, i camionisti ricadono sotto le prescrizioni della Direttiva sui Lavoratori Distaccati o del Regolamento Roma I" ha dichiarato la portavoce sulle politiche sociali e dell'occupazione del Partito Socialdemocratico Tedesco.

"Entrambe le regolamentazioni rendono possibile agli stati membri di creare regole proprie in ordine alla protezione dei dipendenti provenienti dall'estero" ha commentato la Steinruck.

Altri membri del Parlamento Europeo hanno sottolineato che l'applicazione delle normative nazionali sul salario minimo agli autisti stranieri intralcia la libera movimentazione delle merci.

Ciò, mettono in evidenza i parlamentari, contraddirebbe le leggi dell'Unione Europea sul mercato interno ed il principio di sussidiarietà, poiché crea costi aggiuntivi ed ostacoli burocratici per le imprese di trasporto estere.

Per il membro del Parlamento Europeo Gesine Meißner, portavoce delle politiche di trasporto della Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa, il governo tedesco ha superato l'obiettivo con la sua legge sul salario minimo.

"I nostri vicini europei hanno ragione di sentirsi frustrati, perché la Germania vi ha incluso i transiti internazionali, di modo che essa può in parte decidere i salari delle imprese di trasporto estere, per non parlare dell'aumento degli oneri burocratici".

I vicini dell'Unione Europea respingono la normativa tedesca sui salari

Il 23 marzo i camionisti polacchi hanno bloccato le strade protestando alla frontiera tedesca contro il salario minimo imposto dalla Germania.

Gli spedizionieri hanno accusato il governo tedesco di infrangere la normativa dell'Unione Europea.

Il presidente della Association of Television Transport, Jan Buczek, ha affermato: "Siamo schiacciati dall'incremento dei costi".

Compagnie di navigazione austriache, polacche ed ungheresi stanno per avviare azioni legali contro il salario minimo tedesco mediante un'iniziativa di ricorso costituzionale.

Il ricorso è stato presentato alla Corte Costituzionale tedesca l'11 marzo.

Un portavoce del ministero ha dichiarato che lo stesso dicastero attenderà "con calma" che la corte con sede a Karlsruhe prenda una decisione.
(da: euractiv.com, 27 Marzo 2015)



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