ShipStore web site ShipStore advertising
testata inforMARE
ShipStore web site ShipStore advertising

6 juin 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 06:38 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 MAGGIO 2015

TRASPORTI ED AMBIENTE

IL DILEMMA DELL'ACQUA DI ZAVORRA

Il settore marittimo, malgrado coloro che potrebbero suggerire altrimenti, ha un record assai rispettabile di miglioramenti in materia ambientale che risale a moltissimi anni addietro.

È una reazione alle domande della società quella che porta a ridurre l'inquinamento, eliminare le emissioni dannose ed operare in maniera più sostenibile.

Peraltro, pur fornendo queste risposte, il settore sottolinea costantemente come una necessità dell'industria a livello globale consista nella messa in atto di regole in tutto il mondo e che l'IMO (International Maritime Organisation) dovrebbe essere considerata come il veicolo per tutte le modifiche normative.

Il BIMCO (Baltic and International Maritime Council) ha più volte segnalato nel corso degli anni che le regole unilaterali o locali rendono costose e poco pratiche le operazione navali in tutto il mondo.

Il settore marittimo farà tutto ciò che verrà richiesto, fino a quando si tratterà di iniziative internazionali e ragionevoli.

Da qualche tempo il BIMCO, unitamente ai propri partner della Tavola Rotonda International Chamber of Shipping, Intertanko ed Intercargo, avverte della problematica comportata dalla realistica implementazione di un programma ai fini di una convenzione internazionale che regoli l'acqua di zavorra delle navi.

Non ha alcun senso che il settore cerchi di ritardare questo processo o che esso ritenga gli scopi della convenzione, finalizzati ad evitare il trasferimento di specie invasive ed elementi patogeni nell'acqua di zavorra, come qualcosa di poco valido o non necessario.

Il problema è esclusivamente quello della implementazione e della preoccupazione che questa convenzione possa entrare in vigore l'anno prossimo, cosa che costringerebbe qualcosa come 50.000 armatori ad adeguare gli equipaggiamenti delle loro navi ad un costo da 1 a 5 milioni di dollari.

La Tavola Rotonda ha ora ribadito le proprie preoccupazioni, dal momento che il sistema di approvazione statunitense per queste attrezzature è diverso da quello previsto dal regime dell'IMO, sottolineando che gli armatori che hanno speso ingenti somme per conformarsi all'equipaggiamento approvato dall'IMO possono scoprire che esso non riesce a soddisfare i requisiti del regime di collaudo della Guardia Costiera degli Stati Uniti e che questo costoso investimento debba essere sostituito nel giro di cinque anni al fine di continuare ad effettuare operazioni nelle acque statunitensi.

Man mano che la procedura di ratifica della convenzione si avvicina alla sua conclusione, il dilemma cui gli operatori si trovano di fronte diviene sempre più problematico.

Finora esistono 54 sistemi che sono stati approvati ai sensi del regime dell'IMO, ma nessuno di loro è stato fino adesso approvato dagli Stati Uniti e solo 17 produttori hanno indicato l'intenzione di sottomettere il loro sistema all'approvazione da parte statunitense.

Come nota la Tavola Rotonda, non c'è alcuna garanzia che si otterrà l'approvazione, con la conseguenza che l'investimento effettuato da un operatore attivo nelle acque degli Stati Uniti potrebbe in effetti risultare inutile.

La parola "ragionevole" ha acquisito grande importanza nel processo normativo a livello mondiale che è stato sviluppato nel corso degli anni dall'IMO.

C'è un piacevole pragmatismo riguardo alla normativa marittima, che ammette le realtà commerciali e gli sviluppi tecnici, il che è - sotto molti aspetti - ragionevole.

Peraltro, di fronte a questo dilemma per gli armatori, ciò che è ragionevole e pragmatico sembra essere stato portato sino al punto di rottura.

Perché un armatore di buon senso dovrebbe investire ingenti somme (nessuna delle quali renderebbe la nave più efficiente o migliorerebbe la sua capacità di rendimento) in equipaggiamenti che potrebbero in seguito non riuscire a soddisfare i requisiti della Guarda Costiera degli Stati Uniti e nel tempo diventare un bel po' di ferrovecchio?

Ma se gli Stati Uniti non hanno approvato nessuno dei sistemi presenti sul mercato, quale armatore al mondo lo farà?

Questo è un vero dilemma, che dev'essere affrontato con la massima urgenza.
(da: hellenicshippingnews.com, 12 Maggio 2015)



csteinweg


Rechercher des hôtels
Destination
Date d'arrivée
Date de départ


Index Première Page Bulletin C.I.S.Co.
Page précédente

- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Gênes - ITALIE
tél.: +39.010.2462122, fax: +39.010.2516768, e-mail