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06 July 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 11:04 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 GIUGNO 2015

STUDI E RICERCHE

LE NAVI MEDITERRANEE MOVIMENTANO IL 19% DEI TRAFFICI MARITTIMI GLOBALI

I traffici marittimi nel Mediterraneo sono aumentati del 123% negli ultimi 13 anni, come rivela il gruppo italiano di ricerche economiche SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno).

Il gruppo di ricerca , che appartiene alla banca italiana Intesa Sanpaolo e si concentra sullo studio dell'Italia meridionale, ha appurato che il Mediterraneo attualmente ospita il 19% dei traffici marittimi globali, con un guadagno di quattro punti percentuali rispetto al 2005.

I trasferimenti dei carichi fra il Golfo Persico ed il Medio Oriente e l'Asia sono aumentati rispettivamente del 160% e del 90% nel corso del periodo 2001-2014.

Il secondo rapporto annuale dello SRM, denominato Economia Marittima Italiana, ha esaminato i dati relativi ai traffici che concernono l'Italia ed il Mediterraneo.

Nel 2013, i primi 30 porti del Mediterraneo hanno movimentato 44 milioni di TEU, in aumento rispetto ai 9,1 milioni di TEU nel 1995, vale a dire un incremento del 382%.

Un'analisi dello SRM rispetto alle aree portuali di Europa, Nord Africa ed Asia mostra che le aree portuali del Mediterraneo (la costa orientale, quella occidentale e quella meridionale) hanno movimentato il 33% dei traffici containerizzati globali nel 2014, con un guadagno dell'8% rispetto al 2008.

Ciò rispetto al 42% dei traffici containerizzati che passano attraverso i porti della fascia settentrionale - come Rotterdam, Amburgo ed Anversa - che nello stesso periodo hanno perso 5 punti percentuali.

Il trasporto marittimo di container è concentrato nel Mediterraneo meridionale, specialmente nel Tanger Me, che ha chiuso il 2014 avendo movimentato oltre 3 milioni di TEU, con un incremento del 20,7% rispetto al 2013.

Il Tanger Med ha assistito ad un incremento nell'anno prossimo al 40%.

Il porto adesso dispone di una quota di mercato del 10% circa per il segmento del Mediterraneo.

Altri porti in rapida crescita che hanno conseguito posizioni di rilievo nel Mediterraneo sono il Pireo, che è cresciuto del 400% nel corso del periodo 1995-2013, arrivando ad un totale di 3,1 milioni di TEU nel 2014, Algeciras, che si è incrementato del 300% sino a 4,3 milioni di TEU e Port Said, che è salito del 1.500% sino a 4 milioni di TEU.

"Negli ultimi dieci anni il Mediterraneo ha notevolmente incrementato i propri traffici ed aumenterà ancora una volta con l'apertura del secondo Canale di Suez.

Non solo Napoli, ma tutti i porti italiani presteranno la massima attenzione, poiché questa è un'opportunità unica di crescita" afferma Maurizio Barracco, presidente del Banco di Napoli.

Il rapporto ha identificato tre fattori strategici per la ripresa dei porti italiani: un'integrazione infrastrutturale ed intermodale, l'attrazione di investimenti esteri con le "zone franche" e la concentrazione dell'agenda politica nazionale sull'investimento in logistica nell'Italia meridionale.

Un importante fattore per l'incremento della competitività portuale consiste, in effetti, nella capacità di integrare il trasporto intermodale: secondo lo studio, far attraccare una mega nave di capacità pari a 20.000 TEU può avere un importante impatto quale moltiplicatore di altre modalità di trasporto, avendo quale conseguenza il carico di 14 treni, quello di oltre 1.000 veicoli e di 12 altre navi.
(da: hellenicshippingnews.com, 8 Giugno 2015)



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