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19 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:02 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 31 LUGLIO 2015

STUDI E RICERCHE

SECONDO LA DREWRY LE COMPAGNIE DI NAVIGAZIONE CONTAINERIZZATE SARANNO FORTUNATE SE RIUSCIRANNO A CHIUDERE IN PAREGGIO IL 2015

Secondo il rapporto Container Forecaster pubblicato ai primi di luglio dalla ditta di consulenze globali Drewry, una mistura tossica di eccesso di capacità, domanda debole ed aggressive pratiche tariffarie commerciali sta minacciando la redditività del settore della navigazione di linea per il resto del 2015.

La nuova prospettiva del mercato della Drewry rivede le proprie precedenti previsioni secondo cui i vettori avrebbero complessivamente generato profitti sino a 8 miliardi di dollari nel 2015.

La Drewry adesso afferma che secondo la propria prospettiva riveduta i vettori "saranno fortunati se riusciranno a raggiungere il punto di pareggio quest'anno", il che significa che alcune linee di navigazione torneranno ad essere in rosso alla fine dell'anno.

La ditta di consulenze aggiunge che l'unico modo per i vettori di porre rimedio a tale situazione è quello di intraprendere iniziative molto più radicali per far fronte all'eccesso di capacità che ora affligge "virtualmente tutti le principali rotte commerciali".

Malgrado i margini operativi dell'8% relativi al primo trimestre per il settore, i risparmi sui costi derivanti dal calo dei prezzi del petrolio sono stati trasferiti dai vettori ai caricatori sotto forma di tariffe di nolo più basse.

Ed in futuro, secondo la Drewry, le linee di navigazione lotteranno per continuare a ridurre i costi unitari in linea con l'erosione attesa delle tariffe di nolo data la stabilizzazione dei costi del bunker.

La Drewry stima che quest'anno le tariffe medie di nolo a livello mondiale diminuiranno al loro ritmo più veloce dal 2011, quando il calo dei ricavi unitari del settore aveva raggiunto il 10%.

Le prospettive dello sviluppo delle tariffe di nolo non sono state agevolate dalla diminuzione del 32% da un anno all'altro nel secondo trimestre delle tariffe a pronti nei quattro principali traffici di trasporto est-ovest.

La recente decisione da parte delle linee di navigazione appartenenti alla Ocean Three di rimuovere approssimativamente il 4% della capacità dal traffico Asia-Nord Europa dovrebbe agevolare le iniziative di incremento generale tariffario di luglio ed agosto dei vettori nello spingere verso l'alto le tariffe.

Ma in questo caso ed altrove ci vogliono iniziative più decise dal momento che le partenze a vuoto sono una soluzione soltanto temporanea.

A detta della Drewry, nella seconda metà del 2015 qualcosa come 129 navi da 8.000 TEU ed oltre devono ancora trovare una sistemazione in un certo numero di traffici.

L'utilizzazione media a livello mondiale nei viaggi principali è diminuita dell'83% nel corso del primo trimestre del 2015, sebbene questo fattore da solo non dovrebbe avere accelerato il peggioramento delle tariffe a pronti.

Tuttavia, la debolezza percepita nel settore ha spinto molte linee di navigazione ad assumere un atteggiamento da guerra tariffaria in un certo numero di rotte commerciali fondamentali.

Con l'eccezione dei traffici transatlantico in direzione ovest ed Asia-Medio Oriente, raramente si sono viste così scarse prestazioni in così tante importanti rotte tutte insieme.

Le tariffe di nolo a pronti hanno raggiunto punti minimi storici nell'Asia-Europa e nell'Asia-Costa Orientale del Sudamerica, che sono stati indotti dal timore dei vettori di perdere grandi quantità di carichi a vantaggio dei concorrenti mentre erano imminenti le consegne di unità di nuova costruzione.
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Ogni trimestre apporta altre 10-15 ULCVs (grandissime portacontainer) al mercato ed il conseguente spostamento a cascata di tonnellaggio nei traffici transpacifico, latino-americano ed Asia-Medio Oriente sta avendo un autentico deleterio effetto a catena.

Neil Dekker, direttore delle ricerche sul trasporto marittimo containerizzato della Drewry, afferma: "Non ci sono abbastanza buone sistemazioni in cui possano essere collocate le navi di oltre 8.000 TEU senza provocare qualche danno all'equilibrio fra domanda ed offerta.

I vettori marittimi non vogliono che queste costose risorse restino ferme.

Il registro delle ordinazioni comincia ad essere fuori controllo, data l'aggiunta di altri 1,14 milioni di TEU da gennaio.

L'enfasi dei vettori nell'ordinare così tante grandi navi sta iniziando a ritorcersi contro di loro e praticamente tutti i principali traffici di linea principale sono afflitti da eccesso di capacità.

Stiamo entrando in una nuova era che sarà dominata da grandi navi e tutti i vettori marittimi devono pensare a fattori medi di riempimento nelle rotte principali pari all'80-85% di norma, piuttosto che del 90% o più.

Essi non possono continuare ad aggiungere capacità ed aspettarsi che poi non ci sia un notevole impatto sui ricavi unitari".
(da: gcaptain.com, 7 luglio 2015)




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