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18 novembre 2017 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05.47 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 31 OTTOBRE 2017

PORTI

I PORTI RUSSI SI ACCINGONO AD ADDEBITARE "ONERI PER GLI INVESTIMENTI" GIÀ NEL 2017

Il Ministero dei Trasporti russo ha formulato la regolamentazione finalizzata ad introdurre i cosiddetti "oneri per gli investimenti" presso gli scali marittimi nazionali.

Il denaro raccolto mediante questi tributi è destinato ad essere investito nella costruzione e nello sviluppo di infrastrutture di proprietà statale presso i porti marittimi.

Tuttavia, come scrive PortNews, questo potrebbe far diminuire la competitività dei porti russi.

La relativa documentazione è stata pubblicata sul sito web federale a titolo di informazioni legali, compresa una bozza degli emendamenti all'ordinanza #387 del Ministero dei Trasporti "Sull'approvazione della lista di oneri portuali raccolti negli scali marittimi della Federazione Russa" che dovrebbero entrare in vigore già il 1° novembre prossimo.

La documentazione federale pubblicata introduce il concetto di "oneri per gli investimenti" da imporre a tutte le navi battenti bandiera straniera ed anche russa che fanno scalo presso i porti del paese.

Il tributo è destinato ad essere utilizzato per finanziare i programmi di investimento relativi alla costruzione ed allo sviluppo delle strutture statali presso i porti.

Gli oneri saranno stabiliti dal Ministero dei Trasporti per un anno ed un periodo programmato dei due anni seguenti per particolari porti.

Com'è stato riferito, essi saranno imposti a tutte le navi adibite al trasporto di carichi secchi (portacontainer comprese) ed alle petroliere che entrano ed escono nei e dai porti russi nel corso dei loro viaggi d'oltremare.

Il tributo può essere addebitato anche alle navi passeggeri ed ai traghetti nel caso che i loro porti e terminal di scalo siano inclusi nel programma federale di investimenti.

Le navi ro-ro ed i pescherecci russi che lavorano all'interno delle acque territoriali del paese sono esentate.

Gli oneri vengono addebitati in rubli e si basano sul t.s.l. della nave.

Le portacontainer sono soggette ad un coefficiente dello 0,5%.

L'introduzione dei nuovi oneri portuali sta avvenendo in un momento piuttosto complicato per i porti russi.

Come riportato il 23 ottobre da Port.Today, ad agosto il Presidente Vladimir Putin aveva ordinato di convertire in rubli a partire dal 1° gennaio 2018 gli oneri di movimentazione portuale delle imprese di stivaggio russe, sebbene da sempre queste tariffe della maggior parte dei porti russi, specialmente quelli che movimentano contenitori, siano state fissate in dollari USA e questo sia sempre stato generalmente accettato dalle imprese di trasporto marittimo mondiali.

Inoltre, in seguito all'ampio sviluppo terminalistico ed alla crisi del 2014-2015, che hanno indotto un calo del 25% dei risultati containerizzati nel 2015, le strutture containerizzate in Russia sono notevolmente sottoutilizzate.

Così, nei porti baltici il tasso di utilizzazione dei porti è solo di circa il 30%, in Estremo Oriente è del 40% e nel Mar Nero è del 60%.

Le strutture adibite ai carichi generali sono in genere utilizzate appena al 50-60%.

In queste condizioni, gli oneri portuali aggiuntivi possono influenzare negativamente la competitività dei porti russi rispetto agli stati vicini.

Poi, l'onere per gli investimenti molto probabilmente porterà ad un incremento dei costi delle merci esportate e di conseguenza avrà un impatto negativo sulla competitività dei prodotti nazionali sul mercato globale.

Port.Today terrà sotto monitoraggio la vicenda per valutare gli effetti dei nuovi oneri a tempo debito.
(da: port.today, 24 ottobre 2017)



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