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18 novembre 2017 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05.47 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 31 OTTOBRE 2017

TRASPORTO MARITTIMO

LA DREWRY PREVEDE UNA CRESCITA DEL 4% PER I TRAFFICI CONTAINERIZZATI

Alla conferenza TOC si è sentito dire che la crescita più lenta e le difficoltà derivanti dal consolidamento del vettore renderanno difficile sviluppare nuovi terminal su terreni edificabili.

Parlando in occasione della recente TOC Container Supply Chain Conference di Lima, in Perù, Dinesh Sharma, direttore della ditta di consulenze in materia di shipping Drewry, ha detto che il consulente adesso prevede che i traffici containerizzati globali mostreranno un tasso di crescita medio del 4% per i prossimi cinque anni.

Ciò apporterà al trasporto marittimo oltre 14 milioni di TEU di nuovi carichi ed indurrà un aumento dei volumi portuali globali di 160 milioni di TEU.

La crescita, tuttavia, non sarà distribuita in modo uniforme.

Commentando in relazione alle Americhe, Dinesh ha affermato che la Drewry prevede una crescita del 3% per il Nordamerica, in cui la costa occidentale crescerà in prossimità del 3% mentre le coste orientale e del Messico saranno "leggermente più veloci".

In Sudamerica la Drewry ravvisa una costa orientale in crescita al 3% dal 2018, mentre la costa occidentale crescerà ad una media del 4% nel corso del periodo quinquennale, rendendola così il mercato dalle migliori prestazioni nelle Americhe.

Parlando nella stessa sessione della conferenza Ricardo Sánchez, funzionario responsabile della divisione risorse naturali ed infrastrutture presso la Commissione Economica per l'America Latina ed i Caraibi, ha sottolineato che il PIL globale è ancora in una fase di crescita più lenta rispetto a quella degli anni precedenti quando i volumi portuali si erano espansi rapidamente.

C'è qualche buona notizia: rispetto al 2016 la domanda nazionale in Sudamerica sta nuovamente crescendo e "stiamo assistendo a qualche fattore positivo e ad un maggiore ottimismo" afferma Sánchez.

Tuttavia le prospettive per i porti sono "inficiate dallo stress" indotto dalle nuove alleanze e dalle navi più grandi che stanno portando in alto i costi operativi e la copertura richiesta di capitale.

La crescita relativamente bassa e le difficili condizioni di mercato stanno rendendo poco allettante al momento lo sviluppo di nuovi terminal in Sudamerica.

Enno Koll, responsabile per l'America Latina della PSA International, ha detto che l'operatore con sede a Singapore dispone di quattro terminal in Sudamerica (compreso uno a Cuba) ma che le attuali condizioni non sono giuste per lo sviluppo di nuovi siti.

"Per costruire un nuovo porto occorre una crescita dal 7 al 9 per cento" afferma "e quindi non stanno per arrivare nuovi terminal".

Koll nota altresì che quando la crescita è più bassa i terminal debbono puntare a rubarsi i volumi l'un l'altro, mentre allo stesso tempo il numero dei vettori che si assottiglia sta a significare che questo approccio comporta uno scenario del tipo "il vincitore prende tutto" in cui alcuni terminal vengono fatti fuori del tutto.

Oggi, ha aggiunto, un terminal ha assolutamente bisogno di assicurarsi una delle tre principali alleanze per essere redditizio ed anche in quel caso ci sono notevoli problematiche.

Le grandi navi richiedono più infrastrutture ed investimenti, mentre nel contempo l'investimento in hardware non è garanzia di successo. Di fronte ad un mercato dalla crescita bassa ai terminal occorrono nuove strategie.

La PSA International "non sta pensando fuori dagli schemi" e si concentra sull'identificazione dei carichi nei contenitori e sulla comprensione di come possa agire in partenariato con i clienti per il reciproco successo.

Essa sta inoltre osservando attentamente i cambiamenti destabilizzanti dal momento che nuovi soggetti come Amazon estendono il loro raggio d'azione nella logistica.

Koll ha evidenziato come il modo in cui Uber ha destabilizzato il mercato dei taxi "abbia aperto gli occhi" alla PSA e come l'intero settore dello shipping debba iniziare a "pensare a chi potrebbe prendersi le nostre attività".
(da: worldcargonews.com, 18 ottobre 2017)



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