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18 settembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 19:59 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXVI - Numero 31 MARZO 2018

PORTI

LA ESPO PERORA UN FORTE STRUMENTO PER COLLEGARE L'EUROPA AL FINE DI SUPPORTARE LA NECESSITÀ DI UN INVESTIMENTO DA 48 MILIARDI DI EURO PER I PORTI EUROPEI

Nella seconda settimana di marzo la ESPO (European Sea Ports Organisation) ha presentato il proprio contributo alla consultazione pubblica in preparazione del nuovo CEF II (Strumento per Collegare l'Europa II) in relazione al periodo finanziario 2021-2028.

Al fine di preparare la propria presentazione, la ESPO ha commissionato uno studio per indagare in ordine alle future esigenze di investimento dei porti europei, così come sulla trascorsa capacità dei porti di trarre vantaggio dai diversi strumenti finanziari dell'Unione Europea.

Allo scopo di essere all'altezza del loro ruolo significativo, non solo in qualità di nodi primari della rete di trasporto ma anche in termini di transizione energetica, attrazione dell'industria e della logistica ed abilitazione della connettività dei passeggeri, nonché per il fatto di essere definiti quali infrastrutture essenziali, occorre che i porti continuino ad investire in infrastrutture moderne, sostenibili e ben collegate.

Lo studio, condotto dal Dr. Peter de Langen, dal Dr. Mateu Turró, da Martina Fontanet e da Jordi Caballé, stima che i porti europei si trovino di fronte ad esigenze d'investimento pari a circa 48 miliardi di euro per il periodo 2018-2027.

Tali esigenze sono principalmente indotte da fattori esterni, come la crescita dei flussi di traffico, le nuove tendenze nel settore marittimo, la decarbonizzazione ed altri requisiti ambientali, la digitalizzazione, l'automazione, lo sviluppo urbano e le problematiche ambientali.

A dispetto di questa varietà, gli investimenti in infrastrutture fondamentali, infrastrutture di accesso marittimo e collegamenti con l'hinterland rappresentano più della metà dei progetti che gli enti di gestione dei porti prevedono per i 10 anni a venire.

Malgrado il riconoscimento generale del ruolo significativo dei porti e delle loro diverse responsabilità, i progetti avviati dalle autorità portuali sono riusciti ad attirare finora solo il 4% dei finanziamenti del CEF e soio un terzo dei progetti presentati hanno ricevuto finanziamenti.

I risultati dello studio mostrano che i meccanismi di finanziamento pubblico restano un elemento molto rilevante per gli enti di gestione dei porti, anche se dovranno essere accolti favorevolmente gli strumenti finanziari innovativi.

Sulla base dei risultati dello studio, l'ESPO perora un forte Strumento del Collegare l'Europa che rifletta i seguenti elementi:
  • contributi quali componenti essenziali dei progetti di finanziamento dei porti con un elevato valore aggiunto ma bassi ritorni finanziari;
  • una metodologia ben definita e trasparente per determinare il valore aggiunto dell'Unione Europea che vada al di là dei progetti "transfrontalieri";
  • gestione responsabile dei contributi, attraverso una più rigorosa analisi dei costi-benefici;
  • una visione a lungo termine delle priorità di finanziamento che consenta ai porti di predisporre progetti ad alta qualità;
  • cofinanziamento da definirsi sulla base del divario di finanziamento;
  • il giusto livello di sostegno: i progetti dei porti minori che non comportano finanziamenti nazionali o regionali non dovrebbero richiedere il previo sostegno da parte dello stato membro.
"Lo studio mostra un modello d'investimento dei porti europei che rispecchia molto bene il ruolo essenziale e molto vario dei porti per l'economia.

Noi speriamo ardentemente che lo studio e le nostre raccomandazioni possano aiutare la Commissione ed i responsabili politici dell'Unione Europea a sviluppare forti proposte per il CEF II con sufficiente attenzione al valore aggiunto dell'Unione Europea dei progetti portuali.

È fondamentale a questo riguardo riconoscere i porti come infrastrutture internazionali.

Meno del 10% delle merci movimentate nei porti europei è stato traffico nazionale.

I porti sono non soltanto le porte d'accesso d'Europa per i traffici con i paesi terzi, ma creano anche valore per la società che oltrepassa i confini nazionali.

Essi rappresentano il principale collegamento fra il mare e l'hinterland e l'economia in senso lato" afferma Isabelle Ryckbost, segretaria generale della ESPO.

"Gli investimenti negli scali marittimi europei sono essenziali se si vogliono raggiungere decisivi obiettivi politici in un'ampia fascia di aree politiche dell'Unione Europea.

Se i porti marittimi d'Europa non possono effettuare gli investimenti che sono necessari, allora saranno compromessi gli essenziali obiettivi politici nei settori del trasporto, dell'energia e dell'ambiente.

In molti casi, i principali vantaggi dei progetti portuali vengono conseguiti dalla comunità e dall'economia in senso lato piuttosto che dall'autorità portuale stessa.

Ciò è particolarmente vero quando i porti investono in infrastrutture basilari al fine di assicurare capacità per la futura crescita" dichiara Eamonn O'Reilly, presidente della ESPO.

"La partecipazione dei Porti Marittimi Europei è stata eccellente: 73 porti, che rappresentano oltre il 60% dei volumi portuali complessivi dell'Unione Europea, hanno fornito informazioni in ordine a circa 400 progetti d'investimento. Di conseguenza, adesso disponiamo di una conoscenza dettagliata delle esigenze di investimento dei porti europei" afferma Peter de Langen, consulente della PLA.

Le raccomandazioni della ESPO e lo studio "The Infrastructure Investment needs and Financing Challenge of European Ports" si possono consultare su: https://www.espo.be/media/Port%20Investment%20Study%202018_FINAL_1.pdf.

Lo studio sarà ufficialmente presentato nel corso della prossima conferenza dell'ESPO "Investing in the port of tomorrow" che si svolgerà il 31 maggio ed il 1° giugno prossimi a Rotterdam. La proposta CEF II dovrebbe essere presentata il 29 maggio. La conferenza rappresenterà un'unica e prima opportunità per discutere la nuova proposta con i suoi principali architetti.

Per maggiori informazioni: http://www.espo-conference.com/.
(da: portstrategy.com/expo.be, 12 marzo 2018)



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