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26 May 2018 The on-line newspaper devoted to the world of transports 00:20 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXVI - Numero 31 MARZO 2018

TRASPORTO MARITTIMO

IL TRASPORTO MARITTIMO: EVOLUZIONE, NON RIVOLUZIONE

È stato un sollievo assistere al consolidamento avvenuto nei mercati del trasporto marittimo nel 2017, che a sua volta ha comportato un mercato più in salute e più solide prospettive per il 2018.

Il settore energetico, tuttavia, resta complicato visto il mercato dello LNG (gas naturale liquefatto) in aumento, quello delle petroliere in calo, i volumi di carbone in su e lo scisto quale mina vagante.

Tutto sommato, più volumi di transazioni (domanda) oltre a più tonnellaggio controllato (offerta) ci inducono a concludere che l'anno che ci aspetta sarà molto più equilibrato.

Anche il consolidamento dei cantieri è proseguito (dai 680 del 2007 agli odierni 300), cosa che ha significato una pressione verso l'alto sui prezzi delle nuove costruzioni.

Quest'anno ha visto la conferma dei tre principali cambiamenti apportati al mercato dello shipping le cui implicazioni, e se esse saranno deleterie o evolutive, devono ancora essere delineate:
  1. La consapevolezza che il trasporto marittimo è uno dei principali contribuenti alle emissioni di CO2 e solforose;
  1. Il fatto che tutti i mercati di trasporto marittimo, e pertanto i costi allo sbarco di molti traffici, si basino su indici dei broker;
  1. Il riconoscimento della necessità di tracciabilità delle transazioni a fini di conformità, sanzionamento, fisco ed affidabilità.
Le regole imposte alle imprese nazionali dagli organismi internazionali sono per definizione difficili da attuare e ancora più difficili da far rispettare.

Il settore sta facendo piccoli passi, ma si sta realizzando un grande divario fra quelli che accolgono gli obiettivi e gli altri che tentano di circumnavigarli o di posporli.

Gli eventi geopolitici complicano la pianificazione ed il processo decisionale, dal momento che il petrolio a 40 dollari al barile comporta decisioni radicalmente diverse rispetto al petrolio a 75 dollari al barile.

Tali decisioni spaziano dalla immediata demolizione per i grandi consumatori alla conversione ai motori a doppio carburante, alle nuove costruzioni con motori con piena capacità LNG o semplicemente alla navigazione ultra-lenta.

I nostri mercati saranno influenzati dalle proposte finali dei progettisti di navi e motori, da quali qualità di carburanti le imprese energetiche possono fornire in modo efficiente, dalle decisioni politiche dei principali produttori di petrolio e, naturalmente, dal prezzo del carburante che emergerà da tali sviluppi, così come da in che modo nel frattempo si evolverà il dilemma climatico.

La SGX (Borsa Valori di Singapore) ha acquisito la Baltic Exchange alla fine del 2016 e con essa il diritto di pubblicare tutti gli indici del trasporto marittimo utilizzati come punto di riferimento per la fissazione dei prezzi, oltre ai numeri di regolamentazione utilizzati per i derivati ed in misura crescente anche per le transazioni materiali relative ai termini.

Gli indici sono stati sviluppati dai broker marittimi per consentire di prosperare al mercato dei derivati del trasporto marittimo con petroliere od unità per carichi secchi.

Gli indici sono stati poi estesi a tutti i settori in risposta ad una reale necessità di trasparenza ed obiettività.

Il settore si trova ora di fronte alla consapevolezza che gli indici sempre meno riflettono l'opinione obiettiva dei broker marittimi sullo stato dell'arte del mercato, ma piuttosto sempre più su che cosa i clienti stanno dimostrando al mercato.

Chi possiede gli indici?

I proprietari del carico che negoziano (nel qual caso i funzionari addetti alla conformità avranno una seria questione da risolvere: per le transazioni si usa un indice che vi influenza), i broker marittimi che forniscono valutazioni obiettive su come essi vedono i propri mercati (ma ne stanno vedendo una quota sempre più piccola) o la Borsa di Singapore (in quel caso con quale autorità, dal momento che tutti i principali fornitori di notizie potrebbero compilarli, sebbene con minore obiettività e fiducia dal momento che gli utenti che si affidano a loro potrebbero rapidamente imparare ad imboccare il fornitore e così influenzare gli indici).

La fissazione diretta utilizzando gli indici rappresenta ora la maggioranza delle transazioni per le rinfuse secche.

Nell principali rotte per i minerali grezzi, che rappresentano oltre il 50% del mercato dei carichi secchi, stimiamo che meno del 10% venga fissato o reso noto per mezzo di broker.

I prezzi effettivi netti CIF (costo, assicurazione e nolo) delle derrate sono ancor più dipendenti dagli indici.

La rivelazione del prezzo che solitamente veniva effettuata mediante l'indizione di gare ed offerte nel mercato non è più necessaria dal momento che l'indice serve da riferimento del prezzo.

Gli utenti finali adesso prezzano il proprio nolo (ed il costo allo sbarco delle proprie derrate) i relazione alle proprie navi senza andare sul mercato.

Questa potrebbe essere la ragione per cui la maggioranza del registro delle ordinazioni di carichi secchi nel 2017 era costituita da ordini da parte di, o per conto di, utenti finali e commercianti.

I proprietari tradizionali fanno sempre più fatica a giustificare gli investimenti contro ritorni basati puramente sugli indici.

Si tratta di una evoluzione naturale ed inevitabile oppure stiamo andando verso forti sperequazioni nel cui contesto i giganti sono in grado di controllare la filiera complessiva delle derrate?

Sarebbe meglio capirlo prima che avvenga una rivoluzione, ma l'evoluzione è già ben avanzata.

Che si tratti del Panama Papers, della normativa fiscale nazionale, della Brexit, dei finanziamenti al terrorismo, dell'entrata in vigore delle sanzioni, la futura esigenza di tracciabilità e rendicontabilità è in crescita.

Varie iniziative marittime sono in atto e la Silicon Valley ha nel mirino enormi volumi di transazioni sotto tutti gli aspetti del settore marittimo.

La complessità dei traffici e dei pagamenti transfrontalieri, unitamente alla sempre più complessa interazione fra i partecipanti, dimostra una voglia matta di trasparenza, velocità e semplificazione.

La catena di blocchi e le criptovalute vengono sbandierate come potenziali soluzioni ma, data la complessità della rete di collegamenti marittimi essenziali, la filiera sembrerà più una ragnatela che una catena d'ancora.

Il nostro settore si trova di fronte a serie problematiche ma noi confidiamo che esso continuerà a crescere al fine di trasportare in modo sicuro, efficiente e conveniente e che i partecipanti troveranno soluzioni per superare gli ostacoli posti dal clima, dalla trasparenza e dalle transazioni.

Forse non in un colpo solo, ma lentamente e stabilmente come una nave che lascia la propria scia.
(da: hellenicshippingnews.com, 21 marzo 2018)



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