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16 dicembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 14:04 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXVI - Numero 30 APRILE 2018

LEGISLAZIONE

OCSE: I PORTI HANNO BISOGNO DI INCENTIVI PIÙ INTELLIGENTI PER UNA RIDUZIONE DEI GAS SERRA

Un nuovo rapporto dell'International Transport Forum, organismo dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), sostiene che occorre che i porti sviluppino più e più intelligenti incentivi al fine di soddisfare gli obiettivi dell'IMO relativi ai gas serra per il settore del trasporto marittimo.

Il rapporto, intitolato "Reducing shipping greenhouse gas emissions - Lessons from port-based incentives", consultabile sul sito:

(https://www.itf-oecd.org/sites/default/files/docs/reducing-shipping-greenhouse-gas-emissions.pdf)

recensisce i programmi di incentivazione relativi ai porti per la riduzione delle emissioni dervanti dal trasporto marittimo, come gli oneri portuali diversificati in base a fattori ambientali.

Le emissioni di gas serra del trasporto marittimo attualmente rappresentano il 2,6% circa delle emissioni complassive a livello mondiale, ma questa quota potrebbe più che triplicarsi entro il 2050.

I porti hanno un ruolo decisivo da svolgere per agevolare la riduzione delle emissioni del trasporto marittimo, unitamente a quello degli operatori marittimi stessi.

Quali incentivi vengono attualmente utilizzati?

Quali sono le loro conseguenze?

Come si potrebbero incrementare gli effetti decisivi?

Il rapporto esamina altresì gli insegnamenti appresi che potrebbero servire da informazioni nei negoziati internazionali sulla riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dallo shipping.

Si riporta di seguito una sintesi del rapporto dell'International Transport Forum-OCSE.

* * *

Che cosa abbiamo fatto

Il rapporto recensisce i programmi di incentivazione relativi ai porti per la riduzione delle emissioni derivanti dal trasporto marittimo, come gli oneri portuali diversificati in base a fattori ambientali.

Le emissioni di gas serra del trasporto marittimo attualmente rappresentano il 2,6% circa delle emissioni complessive a livello mondiale, ma questa quota potrebbe più che triplicarsi entro il 2050, se non saranno adottati provvedimenti che contribuiscano ad accelerare la transizione anche in questo settore.

In seguito all'Accordo sul Clima di Parigi, sono in corso discussioni in seno all'IMO (International Maritime Organization) finalizzate a concordare una Strategia Iniziale sui Gas Serra entro il 2018 che stabilirà provvedimenti significativi miranti ad attenuare le emissioni.

Molti di questi provvedimenti si concentrano sulla progettazione e le operazioni navali.

Tuttavia, i porti hanno altresì un ruolo decisivo da svolgere nell'agevolare la riduzione delle emissioni del trasporto marittimo.

Il rapporto valuta la misura in cui gli incentivi finanziari a livello portuale potrebbero impartire importanti lezioni in ordine alla progettazione delle politiche di decarbonizzazione per il settore marittimo.

Esso identifica gli incentivi inerenti ai porti attualmente in atto, esamina le loro caratteristiche e valuta le loro conseguenze.

È importante notare come esso esamini in che modo le esperienze registrate con le attuali misure possano servire da informazioni per i negoziati internazionali sulla riduzione del carbonio per il settore marittimo e contribuire ad incrementare gli effetti degli incentivi ambientali inerenti ai porti.

Che cosa abbiamo constatato

Un certo numero di incentivi finanziari relativi ai porti per alleviare le emissioni di gas serra sono già in atto oggi.

L'incentivo finanziario più comunemente utilizzato è l'onere portuale differenziato secondo criteri ambientali.

Esso viene applicato a più o meno 28 dei 100 maggiori porti in termini di volumi di carico complessivi movimentati (in tonnellate) e di volumi containerizzati movimentati (in contenitori standard o TEU).

In pratica, esso assume la forma di una riduzione degli oneri portuali per le navi che vengono considerate sensibili all'ambiente, solitamente sulla base di un indice relativo alle caratteristiche della nave.

Alcuni porti statunitensi hanno introdotto incentivi finanziari per le navi che riducono la velocità quando accedono al porto.

L'Autorità del Canale di Panama ha un programma che assicura l'assegnazione prioritaria degli slot alle navi più verdi.

La Spagna inserisce incentivi ambientali nei criteri per i bandi di gara e le concessioni inerenti ai servizi dei rimorchiatori forniti nei porti.

Shanghai ha un programma di scambio delle emissioni in cui sono inclusi i porti ed i traffici nazionali mentre in Norvegia è in vigore un'imposta sui NOx.

Malgrado il posto di rilievo di tali programmi di incentivazione, molto poco si sa riguardo al loro attuale impatto.

Le informazioni pubbliche in ordine a quante navi utilizzino tali programmi sono scarse e non c'è alcun porto che abbia dimostrato una riduzione delle emissioni di gas serra in conseguenza di tali politiche.

Il solo programma per cui esistono seri studi sull'impatto è quello relativo alla riduzione della velocità delle navi a Long Angeles e Long Beach negli Stati Uniti.

Nonostante la carenza di dati, è chiaro che l'impatto degli incentivi relativi ai porti sulle emissioni globali del trasporto marittimo è marginale.

Il numero di porti che impiegano incentivi finanziari è ancora piuttosto limitato e laddove essi vengono applicati solo una manciata di navi traggono vantaggi dai programmi: spesso, meno del 5% delle navi che scalano il porto.

Inoltre, la differenza fra gli oneri applicati alle navi più sporche e quelli delle navi più pulite è solitamente piccola, normalmente nell'ordine del 5-20%.

Attualmente solo cinque porti utilizzano indici in cui le emissioni di gas serra assicurano una quota considerevole dei criteri dell'indice.

Tutti gli incentivi di cui gli armatori possono attualmente disporre per ordinare navi più efficienti con minori emissioni possono in misura solo marginale essere il risultato di risparmi derivanti da incentivi relativi ai porti.

Peraltro, i porti chiaramente svolgono un ruolo assai importante nell'aiutare il settore dello shipping a gestire la transizione verso un trasporto marittimo pulito.

Gli incentivi relativi ai porto per la mitigazione delle emissioni di gas serra assicurerebbero un importante ruolo di supporto.

La prima lezione appresa pertanto è che i porti sono attori in tale contesto e che essi stanno intraprendendo iniziative, sia per incentivare navi più pulite sia per incrementare l'efficienza delle proprie operazioni, cosa che potrebbe anche comportare conseguenze per le emissioni del trasporto marittimo.

Inoltre, le attuali misure relative ai porti stabiliscono che sono necessari interventi sul mercato per premiare le prestazioni pulite.

Il fatto che gli incentivi finanziari siano stati scelti implica che c'è un sostegno a misure flessibili per indurre il cambiamento dei comportamenti.

Tuttavia, c'è bisogno di una maggiore rilevanza del monitoraggio, delle relazioni e della verifica in ordine alle conseguenze di tali misure.

Molto si potrebbe altresì fare per sancire il principio che "chi inquina paga".

Tassi elevati di differenziazione fra le navi basata sulle loro prestazioni ambientali potrebbero indurre maggiori e più veloci cambiamenti.

È possibile nell'ambito delle politiche differenziare gli oneri secondo il tipo di nave consentendo alle attività economiche che possono permettersi di pagare di assumersi una maggiore responsabilità di iniziativa.

Quello che raccomandiamo

Riconoscimento del ruolo importante dei porti nell'attenuazione delle emissioni del trasporto marittimo

Il ruolo dei porti e degli incentivi relativi ai porti merita di essere riconosciuto nella Strategia Iniziale sui Gas Serra dell'IMO, in programma per il 2018.

La loro inclusione potrebbe inoltre significare un primo passo verso l'espansione ed un carattere maggiormente vincolante per gli incentivi portuali.

Il ruolo dei porti nell'attenuazione delle emissioni di gas serra dovrebbe anche essere chiaramente identificato nel contesto degli aggiornamenti dei contributi determinati a livello nazionali (NDC).

Ampliare gli incentivi relativi ai porti per le navi a basse emissioni

Gli oneri per i porti verdi potrebbero essere molto più efficaci se un numero maggiore di navi e porti fossero previsti in tali programmi.

Una molto più ampia applicazione degli altri incentivi relativi ai porti, come le politiche inerenti agli stanziamenti per ormeggi verdi, il reperimento di risorse verdi ed i programmi sui costi del carbonio, potrebbero notevolmente alleviare le emissioni di gas serra del trasporto marittimo.

Occorre che l'espansione di tali strumenti vada di pari passo con il miglioramento della valutazione delle conseguenze di questi strumenti, in modo tale da migliorare la loro efficacia.

Non esistono abbastanza dati per valutare in modo appropriato il reale impatto degli incentivi alla decarbonizzazione relativi ai porti.

Dovrebbero essere intraprese iniziative al fine di assicurare migliori modalità di monitoraggio, relazione e verifica quale presupposto per l'adozione di politiche di riferimento in vista di un esito più efficace.

Collegare alle reali emissioni gli incentivi relativi ai porti

Nessuno degli attuali oneri per i porti verdi si basa sulle reali emissioni di gas serra per la riduzione degli addebiti.

Il miglioramento della raccolta dei dati a livello di nave rende sempre più possibile l'attribuzione di stime precise delle emissioni di gas serra alle singole navi.

Questo dà la possibilità di incentivi finanziari a livello portuale sulla base delle reali emissioni di gas serra della nave nel corso del suo viaggio.

Le detrazioni rispetto agli oneri portuali si basano prevalentemente sulle sostanze inquinanti dell'aria a livello locale; avrebbe senso integrarvi le emissioni di gas serra al fine di evitare una perversa incentivazione all'incremento delle emissioni di gas serra rimediando nel contempo all'inquinamento atmosferico locale.

Passare ad una più armonizzata applicazione degli oneri per i porti verdi

Tassi più elevati di differenziazione fra le navi sulla base delle loro prestazioni ambientali comporterebbero un maggiore cambiamento ed aiuterebbero il settore marittimo a decarbonizzare più rapidamente.

È possibile nell'ambito delle politiche diversificare gli oneri a seconda del tipo di nave, cosa che potrebbe essere rilevante nel contesto dell'impatto sui traffici di un paese.

Il principio secondo il quale "chi inquina paga" dovrebbe applicarsi a tutte le navi mediante un sistema di oneri portuali differenziati secondo criteri ambientali, piuttosto che come sconti per le navi più verdi.

Attualmente, le autorità portuali che possono permetterselo sono pronte ad offrire sconti alle navi verdi a basse emissioni ma non vogliono introdurre sistemi in cui tali sconti vengano pagati dalle navi con le peggiori prestazioni in termini di emissioni.

Principi concordati dovrebbero fornire la guida per le pratiche dei porti e dei principali paesi portuali.

Un indice o un punteggio armonizzato attribuito a tutte le navi potrebbe essere efficace.

Esso potrebbe essere utilizzato quale base per differenziare gli oneri in tutti i porti ed usato dai caricatori al fine di produrre relazioni in ordine alla loro impronta di carbonio.
(da: portstrategy.com/itf-oecd.org, 18 aprile 2018)



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