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17 ottobre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09:08 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXVI - Numero 30 SETTEMBRE 2018

TRASPORTI ED AMBIENTE

I COMBUSTIBILI FOSSILI RAGGIUNGERANNO IL PICCO NEL 2020 POICHÉ LE FONTI RINNOVABILI ALIMENTERANNO TUTTA LA CRESCITA DELLA DOMANDA DI ENERGIA: TRILIONI DI DOLLARI A RISCHIO MENTRE LA TRANSIZIONE ENERGETICA SCONVOLGE INTERI SETTORI

La rapida crescita globale delle tecnologie pulite assisterà ad un picco della domanda di carburante fossile negli anni 2020, mettendo a rischio trilioni di dollari per gli investitori privi di fiuto ed inconsapevoli della velocità della transizione energetica in continua evoluzione, constata un nuovo rapporto di Carbon Tracker pubblicato l'11 settembre.

La domanda di carbone, gas e petrolio è in stallo perché il costo delle fonti rinnovabili e dello stoccaggio di batterie sta rapidamente diminuendo, le economie emergenti perseguono l'energia pulita e la politica governativa è indirizzata dall'esigenza di tagliare drasticamente le emissioni, controllare il cambiamento climatico e ridurre l'inquinamento atmosferico.

Kingsmill Bond, del reparto strategia della nuova energia presso Carbon Tracker ed autore del rapporto, afferma: "Gli anni 2020 saranno il decennio dei picchi della domanda di carburante fossile, poiché un bastione dopo l'altro sarà preso d'assalto e travolto dalla montante marea delle fonti rinnovabili.

Ciò inevitabilmente comporterà l'incaglio di patrimonio per trilioni di dollari in tutto il settore delle imprese e colpirà gli stati petroliferi che non riusciranno a reinventarsi".

Il rapporto "2020 Vision: Why You Should See Peak Fossil Fuels Coming" mostra che l'energia solare e quella eolica sposteranno tutta la crescita dei carburanti fossili dal momento che esse continuano ad espandersi in un contesto di calo della domanda di energia.

Poiché ci si aspetta che la domanda globale di energia cresca dell'1-1,5% e quella solare ed eolica del 15-20% all'anno, la domanda di carburante fossile raggiungerà il picco fra il 2020 ed il 2027, più probabilmente nel 2023.

Gli effetti della transizione energetica saranno colossali:
  • Il settore del carburante fossile ha investito 25 trilioni di dollari USA stimati in infrastrutture e ci sarà un rischio sistemico per i mercati finanziari dal momento che essi cercano di smaltire grandi quantità di beni patrimoniali incagliati.
  • La transizione riguarderà direttamente le imprese che costituiscono sino ad un quarto degli indici azionari e dei mercati del debito, con conseguenze sui settori delle banche, dei beni capitali, dei trasporti ed automobilistico.
  • I paesi che esportano carburante fossile ne risentiranno.

    La Russia è uno dei 12 paesi in cui le rendite relative a tale carburante rappresentano il 10% ed oltre del PIL.
Sostiene Kingsmill Bond: "La domanda di carburante fossile cresce da 200 anni, ma sta per entrare in una fase di declino strutturale.

Interi settori faticheranno a compiere questa transizione.

Essi possono aspettarsi diminuzioni dei prezzi, maggiore concorrenza, ristrutturazioni, incagliamento patrimoniale e declassamento dei mercati".

I settori dominanti tipicamente hanno assistito al picco della domanda quando lo sfidante era ancora molto piccolo, con il 2-3% circa delle vendite complessive.

Ad esempio, la domanda di elettricità termica in Europa ha raggiunto il picco nel 2007 quando le fonti rinnovabili costituivano appena il 3% dell'offerta complessiva.

Poiché la domanda è calata in seguito alla crisi finanziaria e le fonti rinnovabili hanno accresciuto la propria quota di mercato, il settore è stato costretto a deprezzare 150 miliardi dollari USA di patrimonio.

Afferma Kingsmill Bond: "Abbiamo visto un modello simile in molte transizioni energetiche, dall'elettricità, dal carbone e dalle automobili negli ultimi anni ai cavalli ed alle lampade a gas in passato.

La domanda per coloro che sono in posizione dominante raggiunge presto il picco e quelli che vi effettuano investimenti perdono denaro presto".

Molto del settore del carburante fossile sembra cieco rispetto a questo rischio.

La BP, l'OPEC e la IEA (Agenzia Internazionale per l'Energia) non si aspettano un picco della domanda di carburante fossile per un'altra generazione ed oltre.

Peraltro alcuni previsori come la DNV GL prevedono tale picco negli anni 2020.

Il rapporto ha appurato che il punto critico per la domanda di carburante fossile giungerà quando le impegnative tecnologie dell'energia solare ed eolica rappresenteranno il 6% circa dell'offerta energetica complessiva ed il 14% dell'offerta elettrica globale: ben al di sotto del livello di penetrazione in molti paesi d'Europa.

Esso identifica tre fattori che trainano la transizione energetica:
  1. I costi del solare fotovoltaico, dell'eolico e delio stoccaggio di batterie stanno diminuendo rapidamente ed ora sono in grado di competere con i carburanti fossili senza sovvenzioni.

    I costi sono calati del 20% circa per ciascuno di loro raddoppiando la capacità e ci si aspetta che questo continui.

    Secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Rinnovabile, da qui al 2020 le fonti rinnovabili saranno più convenienti dei carburanti fossili in tutte le più importanti regioni del mondo.
  1. I mercati emergenti stanno trainando la crescita della domanda di energia e stanno scegliendo le fonti rinnovabili e non i carburanti fossili.

    Essi hanno meno infrastrutture correlate al carburante fossile che fanno salire la dipendenza energetica ed inquinano di più e sono pronti a cogliere le opportunità che le fonti rinnovabili hanno da offrire.

    La Cina e l'India stanno già scegliendo il solare e l'eolico più dei carburanti fossili.

    La Cina ha superato gli Stati Uniti quale maggiore fruitore di capacità solare ed eolica nel 2012 e di automobili elettriche nel 2016.

    La IEA prevede che il 27% della crescita della domanda energetica nei prossimi 25 anni proverrà dall'India ed il 19% dalla Cina.
  1. La politica governativa supporta queste linee di tendenza.

    "La necessità di limitare le emissioni di carbonio, il desiderio di respirare aria pulita e la spinta verso l'indipendenza energetica significano tutte quante che la pressione normativa a livello mondiale sul settore del carburante fossile potrà solo incrementarsi" afferma Kingsmill Bond.
Il rapporto identifica quattro fasi nella transizione energetica dai carburanti fossili alle fonti rinnovabili: innovazione, raggiungimento del picco, rapido cambiamento e resa dei conti finale.

Esso mostra che ogni settore di domanda energetica in tutti i paesi passa attraverso queste fasi con alla testa il settore elettrico.

Le difficili questioni relative al riscaldamento invernale, al carburante per gli aerei ed all'intermittenza delle fonti rinnovabili non faranno ritardare il picco della domanda di carburanti fossili ed è probabile che vengano prese in considerazione nella fase finale quando la domanda starà già diminuendo.

Carbon Tracker avvisa che i primi effetti della transizione energetica vengono già avvertiti e non solo nel mercato europeo dell'elettricità, dove i soggetti dominati vengono colpiti dal picco della domanda:
  • Centrali elettriche a carbone ed a gas in Europa ed in zone degli Stati Uniti sono già state chiuse in quanto antieconomiche; negli ultimi 12 mesi, la Cina ha fermato la costruzione di 100 GW di energia alimentata a carbone.
  • La Peabody Energy, maggior produttore mondiale di carbone del settore privato, è fallita nel 2016, due anni dopo che la domanda globale di carbone ha raggiunto il picco.

    Il settore ha costruito capacità inerente alla domanda proveniente dall'India e da altri mercati emergenti che non si è mai materializzata.
  • Nel 2017 i veicoli elettrici erano 3 milioni su 800 milioni di auto a livello mondiale, ma rappresentavano il 22% della crescita della vendita di auto e si accingono ad assicurare tutta la crescita nella vendita di auto nei primi anni 2020.

    Questo ha spronato la maggior parte delle case automobilistiche a dirottare il punto focale della propria strategia sui veicoli elettrici e sino al 2018 vi si erano impegnate per 90 miliardi di dollari USA.
Dichiara Kingsmill Bond: "Gli investitori fanno previsioni e pertanto essi reagiranno generalmente anche prima di assistere al picco della domanda.

Questo è ciò che è accaduto recentemente nelle transizioni dei settori del carbone ed europeo dell'elettricità.

Riteniamo che gli investitori inizieranno a reagire più velocemente man mano che la transizione energetica si fa strada attraverso i mercati mondiali di capitali.

Poiché ogni settore se subisce le conseguenze, diventa più facile per il mercato prevedere che qualcosa di simile si verificherà per il settore successivo".
(da: hellenicshippingnews.com, 11 settembre 2018)



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