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16 dicembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:38 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXVI - Numero 30 SETTEMBRE 2018

STUDI E RICERCHE

NUOVO RAPPORTO APPROFONDISCE I DETTAGLI DELLA NORMATIVA SUL CABOTAGGIO IN TUTTO IL MONDO

Secondo un'analisi indipendente condotta dallo SRI (Seafarers' Rights International), un importante centro di ricerca internazionale sulla normativa del trasporto e dei lavoratori marittimi, approssimativamente l'80% degli stati costieri aderenti all'ONU dispongono di qualche sorta di normativa sul cabotaggio che disciplina l'attività marittima nei propri traffici costieri nazionali.

Questa conclusione essenziale fa parte di un nuovo rapporto pubblicato dalla SRI che esplora la natura e la portata della normativa sul cabotaggio in tutto il mondo.

Lo studio, che è stato commissionato dalla ITF (International Transport Workers' Federation) fornisce la prima analisi indipendente della normativa sul cabotaggio marittimo dal 1992.

Il rapporto, pubblicato il 25 settembre, intitolato "Cabotage Laws of the World" e che può essere consultato sul sito:

http://ftp.elabor8.co.uk/sri/cabotage/flipbook/mobile/index.html

ha identificato per la prima volta novantuno stati membri dell'ONU che hanno norme sul cabotaggio che limitano l'attività di soggetti esteri nei propri traffici costieri nazionali.

Esso descrive altresì la storia del cabotaggio marittimo e traccia un certo numero di primi principi giuridici elementari, così come illustra esempi delle molte diverse definizioni di cabotaggio che esistono oggi a livello nazionale, locale ed internazionale.

Il rapporto mette altresì in evidenza esempi delle limitazioni alle attività di soggetti esteri e delle deroghe nell'ambito dei traffici costieri nazionali.

"Da molta gente il cabotaggio marittimo, ovvero la navigazione costiera o il traffico lungo la costa, come talvolta esso viene menzionato, viene compreso, per quanto possibile, solo vagamente" afferma Deirdre Fitzpatrick, direttore esecutivo della SRI.

"Questo non sorprende dal momento che così poco è stato pubblicato sull'argomento.

Si è trattato di un progetto complesso, date le barriere linguistiche e culturali e le difficoltà delle interpretazioni della legge.

Ma l'argomento è importante.

Esso riguarda una gamma assai ampia di traffici, servizi ed attività in tutto il mondo e ha significative conseguenze socio-economiche.

Occorre che specialmente i responsabili politici ne sappiano di più sulla materia".

La ITF ed i suoi associati hanno condotto una campagna a livello mondiale per sottolineare l'importanza della normativa nazionale sul cabotaggio ed il valore dell'avere posti di lavoro nazionali nelle acque territoriali, così come condizioni di lavoro nazionali per i marittimi stranieri nei casi in cui i marittimi nazionali non siano disponibili.

Le unioni sindacali dei lavoratori hanno accolto con favore la pubblicazione del rapporto, avendolo definito un'analisi innovativa della normativa sul cabotaggio marittimo in tutto il mondo.

"La mancanza di elementi esatti sulla normativa inerente al cabotaggio a livello mondiale è stata un impedimento per i responsabili politici che debbono valutare l'attuazione della legge sul cabotaggio.

Questo rapporto rappresenta un salvavita, fornendo ai responsabili politici gli elementi rilevanti per l'assunzione di decisioni appropriate" commenta David Heindel, presidente della sezione marittimi della ITF.

"Il rapporto della SRI sfata il mito che il cabotaggio rappresenti un'eccezione e non la regola.

Le leggi che disciplinano l'attività marittima sono molto diffuse, esistendo attualmente in 91 paesi che coprono l'80% delle linee costiere mondiali degli stati marittimi dell'ONU" aggiunge Heindel.

Secondo il rapporto, la normativa sul cabotaggio è la norma ed è volta a proteggere il settore del trasporto marittimo locale, assicurando il trattenimento dei lavoratori marittimi esperti e la conservazione della conoscenza e tecnologia marittima, promovendo la sicurezza personale e rafforzando la sicurezza nazionale.

Fra le principali conclusioni del rapporto ci sono:
  • il cabotaggio è "diffuso": 91 stati membri e l'ottanta per cento delle linee costiere mondiali degli stati marittimi dell'ONU hanno leggi sul cabotaggio;
  • gli obiettivi politici del cabotaggio sono diversi e finalizzati a mantenere la sicurezza nazionale, promuovere la concorrenza leale, sviluppare la capacità umana, creare posti di lavoro, promuovere l'armamento navale, incrementare la sicurezza di persone e cose nelle navi in porto, potenziare la protezione ambientale marina e preservare la conoscenza e la tecnologia marittima;
  • il cabotaggio esiste in ogni regione del mondo ed in una varietà di sistemi politici, economici e politici;
  • la normativa sul cabotaggio è vigente in alcuni paesi da secoli.
James Given, presidente dell'unità operativa sul cabotaggio della ITF, commenta: "I vantaggi della normativa sul cabotaggio sono ovvii.

Per i paesi che dipendono dal mare per i propri traffici, il cabotaggio salvaguarda i loro interessi strategici come nazioni marittime, apportando valore aggiunto economico e proteggendo anche nel contempo la sicurezza nazionale e l'ambiente.

Il cabotaggio assicura posti di lavoro ai marittimi di un paese e salvaguarda inoltre i marittimi stranieri dallo sfruttamento derivante dalla liberalizzazione nel settore del trasporto marittimo globale, impedendo la corsa al ribasso.

Senza regole salde sul cabotaggio, i lavoratori locali spesso devono competere con la forza lavoro conveniente e sfruttata sulle navi delle bandiere-ombra, gli armatori delle quali di solito pagano salari al di sotto degli standard e violano le leggi sulla sicurezza personale" afferma Given.

Negli Stati Uniti, la normativa sul cabotaggio che disciplina il trasporto di merci e persone fra i porti nazionali viene designata comunemente come il "Jones Act", una legge marittima fondamentale che richiede che le movimentazioni di merci e persone avvengano su navi battenti bandiera statunitense, abbiano equipaggi statunitensi, siano costruite negli Stati Uniti ed appartengano ad armatori statunitensi.

Questo esauriente studio sulle politiche marittime dei membri dell'ONU e sui requisiti per il cabotaggio può ulteriormente fornire informazioni al processo decisionale delle politiche in modo pragmatico.

"Gli Stati Uniti sono, e sono sempre stati, una nazione marittima.

Sin dalla fondazione stessa del nostro paese, il settore marittimo americano ha svolto un ruolo decisivo nel mantenimento della nostra sicurezza nazionale, interna ed economica" afferma Matt Woodruff, presidente della American Maritime Partnership.

"Per i responsabili della politica che lavorano per promuovere un'economia solida e vitale ed i responsabili della sicurezza nazionale incaricati della protezione dei dispositivi di sicurezza degli Stati Uniti, questo esauriente studio rafforza l'importanza della normativa sul cabotaggio - come il Jones Act - e delle tradizionali iniziative legislative intraprese a supporto dei settori marittimi di tutto il mondo, comprese nazioni come la Russia, la Cina e la Corea del Sud".
(da: gcaptain.com, 25 settembre 2018)



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