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17 novembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:24 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXVI - Numero 31 OTTOBRE 2018

TRASPORTI ED AMBIENTE

C'È ARIA DI PESSIMISMO RIGUARDO ALLE INIZIATIVE DELL'IMO SULLA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA

Lo slancio a sostegno delle iniziative finalizzate ad arginare le emissioni di gas serra del trasporto marittimo sembra essere giunto ad un punto morto, affermano fonti interne alla MEPC 73 (Commissione per la Protezione dell'Ambiente Marino) dell'IMO (International Maritime Organization) riunitasi a Londra in settimana.

I gruppi di pressione ambientalisti avevano sperato che i piani per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2023 adesso sarebbero stati avviati sul serio.

Il segretario generale dell'IMO Kitack Lim ha dichiarato che la MEPC aveva approvato un programma di iniziative successive alla strategia iniziale concordata ad aprile.

"Il programma lancia un chiaro segnale su come fare ulteriormente progredire la questione della riduzione delle emissioni di gas serra dalle navi entro il 2023" afferma Lim.

"Sono convinto, con l'intensificazione del vostro impegno e con il supporto degli accordi operativi, che sarete in condizione di riuscire ad accelerare il ritmo delle azioni ed affrontare questa immane sfida globale".

Tuttavia, secondo una fonte di Loadstar interna alla MEPC, il Brasile, l'Arabia Saudita e gli Stati Uniti hanno rinnovato l'impegno di respingere i tentativi di ridurre le emissioni a livello dell'intero settore prima del 2023.

"Parlando dei colloqui che sono iniziati la settimana scorsa, prima della MEPC, ci sono state aspettative in ordine al conseguimento degli obiettivi di strategia generale stabiliti ad aprile traducendoli in passi concreti" ha detto la fonte a Loadstar.

Tuttavia, dopo una settimana di discussioni, la bozza del documento non tratta nessuna delle misure specificamente nei particolari, né si è parlato della fissazione di una data per quando essi sarebbero stati discussi".

Ad aprile, l'adozione da parte dell'IMO di una strategia iniziale aveva stabilito che entro il 2023 essa avrebbe messo in atto misure per tagliare il livello delle emissioni di gas serra del 2008 di almeno il 50% entro il 2050.

La fonte suggerisce che la formulazione della strategia iniziale aveva causato la discordia fra i membri dell'IMO, dato che una parte di essi l'avevano interpretata nel senso che non ci sarebbe stato bisogno di prendere provvedimenti fino al 2023.

"Ciò ha comportato un bel po' di pessimismo fra quei membri che credono nel cambiamento climatico e vorrebbero prendere iniziative immediate per affrontarne l'impatto sul trasporto marittimo" continua la fonte.

"A quelli che negano il cambiamento climatico, questa ambiguità nel contesto della strategia iniziale ha procurato un bel po' di felicità".

La strategia iniziale di aprile si riferisce ad una gamma di candidature di misure a breve, medio e lungo termine da far valutare all'IMO.

Le misure a breve termine potrebbero essere definite e concordate fra il 2018 ed il 2023; quelle a medio termine fra il 2023 ed il 2030; infine, quelle a lungo termine oltre il 2030.

"Per come la vedo io, tutte le ambizioni svaniscono a causa della trasparenza interpretativa della strategia" continua la fonte.

"Ed il motivo per cui essa è stata redatta in tal modo è stata l'esigenza di farla approvare per prima cosa, con obiezioni da parte dei summenzionati stati, segnatamente il Brasile, l'Arabia Saudita e gli Stati Uniti".

Le pressioni per ridurre le emissioni si sono incrementate questo mese dopo una relazione del Gruppo di Lavoro Intergovernativo sul Cambiamento Climatico, che stabilisce che ci sono appena 12 anni prima che vengano fatti danni irreparabili.

Nel corso delle discussioni della settimana scorsa uno dei relatori del Gruppo di Lavoro Intergovernativo ha voluto spiegare perché erano necessarie soluzioni a breve termine.

"Questo ha immediatamente suscitato le obiezioni della delegazione saudita che ha messo in dubbio l'imparzialità del relatore sottolineando come egli sia anche un consulente delle Isole Salomone riguardo alla sua strategia sul cambiamento climatico" afferma la fonte.

"Anche se l'obiezione non è stata accolta, è indicativa del modo in cui tutto ciò che circonda il cambiamento climatico è giunto ad un punto morto che fa rabbrividire.

Ogni speranza di cambiamento conseguito nell'immediato è stata vanificata: è proprio un caso di decesso per 1.000 coltellate".
(da: theloadstar.co.uk, 23 ottobre 2018)



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