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23 maggio 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 19:41 GMT+2



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 28 FEBBRAIO 2019

TRASPORTI ED AMBIENTE

SI SCALDA IL DIBATTITO SUGLI SCRUBBER IN SEGUITO ALLA RICHIESTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA ALL'IMO DI LIMITARE IL LORO USO

La coalizione CSA (Clean Shipping Alliance) 2020, che è favorevole agli scrubber (filtri depuratori), ha aspramente criticato la Commissione Europea per avere sollecitato l'IMO (International Maritime Organization) a limitare l'uso dei sistemi di purificazione dei gas esausti a circuito aperto (scrubber) nei porti di tutto il mondo.

Ma le navi dotate di scrubber vengono sempre più richieste ed almeno un terzo delle navi di nuova costruzione li avranno, consentendo loro di continuare a consumare carburante più conveniente ad elevato contenuto di zolfo.

Ai sensi del proprio limite dello 0,5% al contenuto solforoso del carburante utilizzato dalle navi a partire dal 1° gennaio 2020, l'IMO attualmente approva l'uso sia degli scrubber a circuito aperto, in cui l'acqua di lavaggio viene riscaricata in mare, sia i sistemi a circuito chiuso, in cui l'acqua viene trattenuta fino allo smaltimento presso una struttura portuale disponibile.

La Commissione Europea ha presentato una proposta di "valutazione ed armonizzazione" affinché venga presa in considerazione in occasione della MEPC 74 (Commissione per la protezione dell'ambiente marino) dell'IMO, la cui riunione è prevista a maggio a Londra.

Il direttore esecutivo della CSA 2020 Ian Adams afferma: "Questa proposta è un tentativo da parte della Commissione Europea di spingere a favore della limitazione degli scrubber, che sono accettati in tutto il mondo dall'IMO, dall'Unione Europea e da altri soggetti, quali strumenti accettabili per migliorare la qualità delle emissioni atmosferiche nelle zone controllate".

"Nel giro di due settimane dalla stesura di una bozza, la Commissione ha sottoposto la proposta a revisione in occasione della riunione di un gruppo di lavoro svoltasi in un solo giorno e poi l'ha presentata all'IMO" ha dichiarato.

"Chiaramente, si è trattato di un piano finalizzato ad evitare la libera discussione e deliberazione che una proposta con tale impatto di vasta portata richiederebbe".

Adams sostiene che la proposta della Commissione Europea "si basa in gran parte su speculazioni" e che si è riscontrata "l'assenza di prove credibili" a supporto delle limitazioni agli scrubber.

"L'iniziativa adottata dalla Commissione Europea induce senza motivo preoccupazioni infondate in un momento in cui ci sono già questioni molto concrete nel settore marittimo riguardo alla futura disponibilità ed idoneità ed al futuro costo del carburante ed agli effetti sui traffici globali e sul trasporto marittimo che ciò comporterà" afferma Adams.

Secondo una recensione del broker marittimo con sede a Londra Clarksons, solo il 4% circa della flotta marittima mondiale si è messo in lista per l'installazione di scrubber in tempo per l'IMO 2020 e tuttavia questo tonnellaggio aumenterà sino a qualcosa come il 10%.

Significativamente, peraltro, la Clarksons nota che il 32%, quasi un terzo del registro delle ordinazioni di navi, sarà dotata di scrubber, dal momento che si tratta di uno strumento più conveniente per installare i sistemi nella fase di costruzione rispetto a quella dell'aggiornamento, cosa che comporterebbe che la nave rimanesse fuori servizio sino a sei settimane.

La CSA 2020, che rappresenta oltre 30 compagnie di navigazione mercantile e passeggeri, afferma che i propri associati avevano effettuato investimenti per preparare le loro navi alle regole dell'IMO 2020, che "avallano l'uso di scrubber a circuito aperto e chiuso in tutte le acque".

"Vedere la Commissione che fa questo passo… è più che deludente" afferma Adams.

Singapore è di gran lunga il porto di maggior profilo ad avere vietato l'uso di scrubber a circuito aperto nelle proprie acque dal 1° gennaio 2020, ma anche diversi altri porti stanno valutando l'adozione di divieti in tal senso.

Tuttavia, secondo alcuni esperti, il divieto in pratica comporterà un impatto minimo sull'economia degli scrubber installati sulle navi marittime, dato che esse sono già dovute passare ai serbatoi con basso contenuto di zolfo quando percorrono le SECA (aree di controllo delle emissioni solforose).

Nonostante il potenziale divieto per gli scrubber a circuito aperto in porto, poiché si prevede che la differenza di prezzo fra l'olio combustibile ad elevato contenuto di zolfo e quello a basso contenuto solforoso sarà di circa 200 dollari USA a tonnellata, i "vincitori" dell'IMO 2020 nel settore del trasporto marittimo di linea potrebbero essere i vettori come la MSC e la Evergreen che dispongono di una strategia favorevole agli scrubber.

Inoltre, i broker con cui The Loadstar ha parlato di recente stanno già puntando ad un mercato del noleggio a due livelli dal prossimo mese di gennaio, nel quale le navi dotate di tecnologia di filtri di depurazione si aspettano di imporre un notevole sovrapprezzo di noleggio giornaliero.
(da: theloadstar.co.uk, 20 febbraio 2019)



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