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14 ottobre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:47 GMT+2



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 30 GIUGNO 2019

TRASPORTI ED AMBIENTE

FUNZIONARIO DELL'UNIONE EUROPEA DICHIARA CHE SE NECESSARIO GLI OBIETTIVI DI DECARBONIZZAZIONE DEL TRASPORTO SARANNO RIVISTI

Sebbene la REDII (Nuova Direttiva sull'Energia Rinnovabile) abbia stabilito obiettivi minimi di compromesso per contribuire a decarbonizzare il settore dei trasporti, l'esecutivo dell'Unione Europea si riserva il diritto di intraprendere nuovamente iniziative al riguardo se necessario, afferma un funzionario della Commissione.

Mercoledì 12 giugno la Green Energy Platform guidata dal gruppo di esperti Farm Europe ha organizzato un seminario a Bruxelles allo scopo di presentare i risultati dello studio "2030 Transport Decarbonisation Options" condotto dalla ditta di consulenze Navigant (già Ecofys).

Le versioni definitive dei NECPs (Piani Integrati per il Clima e l'Energia Nazionali) che gli stati membri debbono presentare alla Commissione sono attesi nei prossimi mesi ai sensi delle Regole sulla Condivisione degli Impegni.

Secondo il rapporto, i NECPs dovrebbero anche essere considerati come una buona occasione per sottolineare nuove iniziative politiche e presentare diverse soluzioni per affrontare la decarbonizzazione dei trasporti, dato che i soli obiettivi della REDII non sono considerati bastevoli per ridurre il dominio dei fossili nel settore dei trasporti.

"La REDII non è molto ambiziosa riguardo agli obiettivi della decarbonizzazione.

E non è un segreto che la proposta originaria della Commissione fosse più ambiziosa anche rispetto ai biocarburanti" afferma Bernd Kuepker della DG ENER della Commissione.

D'altro canto, il funzionario sottolinea come il compromesso raggiunto con la REDII abbia stabilito un quadro assai solido, tenendo conto di molte metodologie e molti approcci al fine di affrontare questioni diverse, quale la definizione del basso od alto rischio del cambiamento indiretto dell'uso del territorio (fattori di rischio iLUC).

"Essi potrebbero non sembrare enormi ma abbiamo fissato un obiettivo minimo ed ora gli stati membri possono andarvi oltre al fine di conseguire altri obiettivi" aggiunge Kuepker.

Poiché la Commissione è stata costretta ad abbassare le proprie ambizioni nel corso dei negoziati interistituzionali, EURACTIVE ha chiesto se essa avesse preso in considerazione anche una sorta di piano di riserva con la possibilità di intraprendere azioni correttive nel caso che gli esperti della Commissione dovessero comprendere che l'Unione Europa non centrerebbe il più ampio obiettivo della decarbonizzazione.

Il funzionario dell'Unione Europea ha risposto che nel testo della direttiva era stata prevista una qualche forma di revisione prima del 2023, così come una revisione generale.

"Vedremo.

È solo un'ipotesi, ma sono sicuro che, poiché la Commissione ha il diritto di iniziativa, essa agirà se riterrà necessario farlo" ha dichiarato.

Costi di abbattimento del carbonio

Lo studio presentato in occasione del seminario è stato condotto in nove stati membri dell'Europa centro-orientale e rappresenta un tentativo di valutare il costo di abbattimento del carbonio delle diverse soluzioni tecnologiche disponibili al fine di contenere le emissioni di gas serra.

La sfida della riduzione delle emissioni di carbonio nel trasporto stradale è essenziale per gli obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine nel 2050.

"Se il trasporto non dovesse conseguire il proprio obiettivo, ad altri settori verrebbe chiesto di più" afferma Carlo Hamlinck, direttore associato della Navigant.

Secondo il rapporto della Navigant, tutte le opzioni sono necessarie in combinazione per conseguire risparmi generali in ordine alle emissioni di gas serra.

In particolare, l'elettrificazione della mobilità ed i biocarburanti sono entrambi considerati essenziali allo scopo di rendere la riduzione delle emissioni di carbonio quanto più possibile redditizia.

Ai fini della individuazione del proprio modello, gli autori dello studio hanno utilizzato le stime relative ai prezzi delle derrate che sono stati forniti dai nove stati membri per il loro sviluppo dei NEPCs.

Lo studio prevede un calo dei costi di riduzione del carbonio entro il 2030 sia per le auto elettriche - dagli attuali 800 euro/tonnellata di CO2 equivalenti a grosso modo 200 euro/tonnellata - e per i biocarburanti, da 200 a 20 euro/tonnellata.

"Siamo partiti dal presupposto che l'incremento dei biocarburanti dev'essere a basso iLUC" sostiene Hamelinck.

L'IPCC (Gruppo di Lavoro sul Cambiamento Climatic dell'ONU) ha anche sottolineato l'esigenza di spingere avanti sia l'elettromobilità che i biocarburanti.

Parlando a margine della COP24 a Katowice in Polonia, la dottoressa Diana Urge-Vorsatz dell'IPCC ha dichiarato a EURACTIV.com che il passaggio alle automobili elettriche è solo una delle opzioni e che ce ne sono un certo numero di altre, come i biocarburanti, che non dovrebbero essere scartate.

"Non c'è dubbio che dovremo prendere in considerazione tutte le opzioni correlate alla mobilità […].

Fra loro ci sono l'elettromobilità, i biocarburanti, la mobilità condivisa e diversi differenti servizi di mobilità in generale" ha detto.

Parlando in occasione della medesima conferenza, Zoltán Szabó, consulente per la sostenibilità nel settore della bioenergia, ha dichiarato che l'Unione Europea ha dovuto far fronte ad un altro decennio perso nella decarbonizzazione del trasporto.

"La ricerca mostra che l'impiego lungimirante sia dell'elettrificazione che dei carburanti sostenibili europei sono essenziali per gli stati membri al fine di conseguire i propri obiettivi NEPC nel trasporto.

Ci sono state un po' di discussioni in ordine al costo per i governi, i consumatori e la società dei costi di abbattimento del carbonio nel trasporto" afferma.

Ha poi aggiunto che è stato dimostrato che l'etanolo prodotto in Europa è quello che procura riduzioni delle emissioni di gas serra al costo più basso di tutte le opzioni disponibili.

"Il Regolamento sulla Condivisione degli Impegni consente agli stati membri la possibilità di formulare politiche appropriate per incrementare l'uso dell'etanolo.

I paesi della comunità economica europea hanno altresì il potenziale per conseguire il massimo di conformità da parte dei paesi con un buon potenziale agricolo.

Occorrerà che i NEPCs siano efficaci dal punto di vista dei costi se dobbiamo rispettare una buona gestione economica riguardo alla mitigazione del cambiamento climatico" afferma Szabó.

La IEA (Agenzia Internazionale per l'Energia) ha dichiarato in un rapporto che la bioenergia è un "gigante sottovalutato" nel mosaico dell'energia rinnovabile e ha previsto che essa rappresenterà la maggior fonte di crescita nel consumo dei rinnovabili nel corso del periodo 2018-2023.

"L'etanolo è molto importante perché fa parte della soluzione in termini di riduzione della dipendenza dall'importazione di petrolio di molti paesi" ha recentemente a EURACTIV il direttore esecutivo della IEA Fatih Birol, aggiungendo che l'etanolo contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 del settore dei trasporti così come degli altri settori.
(da: euractiv.com, 17 giugno 2019)



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