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26. August 2019 Der tägliche On-Line-Service für Unternehmer des Transportwesens 09:06 GMT+2



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 15 LUGLIO 2019

TRASPORTO MARITTIMO

I PESI MASSIMI DEL TRASPORTO MARITTIMO RISCHIANO DI FALLIRE GLI OBIETTIVI DEL CLIMA

Secondo la CDP (Carbon Disclosure Project), i pesi massimi del trasporto marittimo mondiale non stanno investendo nelle tecnologie essenziali per ridurre la propria impronta di carbonio, mettendo il settore a rischio di fallire gli obiettivi finalizzati a ridurre del 50% entro il 2020 le emissioni di gas serra.

La rivelazione è nel nuovo rapporto "A Sea Change":

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della CDP, organizzazione senza fini di lucro e fornitore di ricerche sugli investimenti.

Il rapporto elenca 18 delle maggiori compagnie di navigazione quotate in borsa che rappresentano 62 miliardi di dollari di capitalizzazione nel mercato, riguardo alla preparazione aziendale in vista della transizione al basso contenuto di carbonio.

Il trasporto marittimo rappresenta sino al 3% delle emissioni globali ed il 10% delle emissioni del trasporto - grosso modo le stesse del trasporto aereo - e fa parte integrante dell'economia mondiale, trasportando circa l'80% dei traffici mondiali quanto a beni materiali.

Il trasporto merci via mare è la modalità meno intensa quanto ad emissioni per movimentare i carichi, ma la domanda di noli è in ascesa, cosa che richiederà che il settore riduca rapidamente le proprie emissioni di carbonio.

Nel contesto della recente strategia dell'IMO di ridurre della metà entro il 2050 le emissioni di gas serra del settore, c'è la accresciuta pressione sulle compagnie di navigazione affinché adottino un approccio a lungo termine al fine di contenere la propria impronta di carbonio.

Finora la Maersk, la HMM e la NORDEN sono state le più ambiziose nello stabilire obiettivi a lungo termine per ridurre le emissioni di carbonio, in coerenza con la strategia dell'IMO.

Tuttavia, il rapporto constata che esiste un divario fra le tecnologie neutrali quanto al carbonio all'avanguardia a disposizione delle compagnie di navigazione e le forme di innovazione che esse stanno sviluppando.

L'analisi della CDP in ordine alle innovazioni in campo marittimo riscontra che solo tre di loro stanno attivamente sviluppando tecnologie che possano avere un impatto trasformante sul settore.

Compagnie di navigazione come la NYK stanno lavorando allo sviluppo di navi ad emissioni zero per il 2050, mentre la Maersk e la NORDEN stanno attivamente precorrendo l'uso di biocarburanti "di seconda generazione" prodotti da fonti di rifiuti come l'olio di cottura.

Le più diffuse tendenze innovative attualmente si concentrano su tecnologie e carburanti che procurano miglioramenti solo marginali.

La lenta navigazione - vale a dire rallentare le navi in modo significativo al di sotto della loro velocità massima - è una importante soluzione a breve termine in grado di ridurre le emissioni di carbonio sino al 30%.

È stato riscontrato come 13 delle 18 compagnie di navigazione abbiano una politica formale di lenta navigazione, far le quali K Line, HMM, Euronav e COSCO S. H. che hanno istituito politiche di "navigazione super-lenta".

Per quanto la lenta navigazione sia positiva a breve termine, potrebbe comportare l'effettuazione di un numero maggior di viaggi per soddisfare la crescita della domanda, intaccando le riduzioni di emissioni conseguite rallentando le navi.

La ricerca ha inoltre constatato che, mentre le compagnie di navigazione containerizzate che trasportano merci come abbigliamento ed alimentari sono resilienti rispetto alle tendenze di decarbonizzazione a lungo termine, si trovano peraltro sempre più di fronte a controlli e pressioni poiché i loro clienti puntano a tagliare le emissioni derivanti dalla propria filiera distributiva.

D'altro canto, le compagnie di navigazione specializzate in rinfusiere e petroliere che trasportano carburanti fossili ed altre derrate devono affrontare il rischio derivante dai cambiamenti della domanda per questi prodotti dovuti alle più ampie tendenze alla decarbonizzazione.

Carole Ferguson, responsabile per le ricerche sugli investitori della CDP, commenta: "Le compagnie di navigazione devono affrontare un cambiamento epocale all'orizzonte.

Sulla base delle attuali tecnologie, il trasporto merci marittimo è una delle modalità di trasporto con emissioni meno spinte e pertanto è decisivo per la transizione al basso contenuto di carbonio.

Ma man mano che l'economia globale cresce, il settore potrebbe rappresentare il 17% delle emissioni globali entro il 2050 se non si facesse nulla.

Nel contesto degli obiettivi dell'IMO, il settore ha bisogno di indurre la collaborazione con i produttori di navi e di tecnologie di trasporto marittimo per sviluppare le innovazioni che facciano compiere un salto di qualità per potere avere qualche possibilità di rispettare questi obiettivi.

In altro contesto, la nostra recente analisi del settore dei beni d'investimento mostra che questi produttori sono molto più concentrati sulla trasformazione della generazione di energia e su altre aree del trasporto che sulle soluzioni tecnologiche per il settore dello shipping.

Anche se è promettente vedere che le principali compagnie di navigazione si stanno dando da fare, con la Maersk e la HMM che hanno stabilito obiettivi di emissioni zero per il 2050 e stanno valutando carburanti alternativi, occorre che l'onere sia a carico dell'intero settore se si vuole mettere in moto il passaggio ad un futuro a basso contenuto di carbonio".
(da: euractiv.com, 4 luglio 2019)



Vincenzo Miele


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