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24 de septiembre de 2019 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 10:41 GMT+2



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 31 AGOSTO 2019

TRASPORTO MARITTIMO

LA GUERRA COMMERCIALE FRA STATI UNITI E CINA CONTINUA A PROVOCARE IL CAOS NEI TRAFFICI TRANSPACIFICI

Secondo un eminente spedizioniere ed analista, le persistenti tensioni commerciali fra gli Stati Uniti e la Cina continuano a provocare il caos nelle rotte di trasporto marittimo transpacifiche e ad attenuare ora le previsioni in ordine alla domanda relativa all'alta stagione.

I caricatori che movimentano merci dalla Cina agli Stati Uniti sono in subbuglio da più di un anno da quando si è acuita la guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina.

Molti hanno consegnato in anticipo le spedizioni nel corso degli ultimi due mesi in vista dei piani statunitensi finalizzati ad imporre un dazio del 25% per un valore di 300 miliardi di dollari sulle importazioni cinesi.

Tuttavia, quei dazi sono stati successivamente sospesi in seguito ad un riavvicinamento delle relazioni tra i due paesi dopo il summit G20 dello scorso giugno.

Come riferito da Lloyd's Loading List, alcuni importanti dirigenti ritengono che un esito potrebbe essere la replica di un'impennata delle esportazioni nel quarto trimestre.

Tuttavia, Andreas Krueger, responsabile del trasporto merci marittimo per le Americhe della DHL Global Forwarding, ha dichiarato a Lloyd's Loading List che ogni impennata dei volumi in conseguenza delle spedizioni anticipate correlate ai dazi nei mesi a venire sarebbe probabilmente meno sensazionale che nel corso del 2018.

"Non possiamo fornire una previsione specifica, ma non prevediamo che l'aumento dei volumi delle importazioni di merci via mare dal Pacifico asiatico alla volta degli Stati Uniti nel 3° e 4° trimestre sia così pronunciato come lo è stato nel 2018, cosa che era stata in parte indotta dal fatto che le imprese avevano accumulato scorte in vista dei dazi annunciati dall'amministrazione" afferma Krueger.

Cathy Morrow Roberson, fondatrice e capo analista della Logistics Trends & Insights, ha dichiarato a Lloyd's Loading List che la guerra dei dazi ha complicato le prospettive della domanda poiché le scadenze di attuazione sono state posticipate, ma spesso solo per brevi periodi.

Inoltre, la Roberson sottolinea come non siano stati solo i traffici statunitensi con la Cina a subire conseguenze a causa delle oscillazioni politiche degli Stati Uniti.

"Nel giro del mese successivo o giù di lì dopo ognuno di tali rinvii, i dazi sono stati frequentemente promulgati e non solo nei confronti della Cina" ha aggiunto.

"Trump ha rinviato i dazi aggiuntivi sulle importazioni cinesi che dovevano partire questo mese: si tratta del secondo di tali rinvii.

L'entrata in vigore di un incremento dei dazi sulle importazioni cinesi era anche in programma dal 1° gennaio scorso, ma a dicembre è stato posposto per poi essere attuato ad aprile.

A maggio, gli Stati Uniti hanno imposto dazi anche sulle importazioni di metalli dal Messico e dal Canada.

Allo stesso tempo, Trump ha rinviato di sei mesi la decisione in ordine a se imporre dazi sulle automobili importate dall'Europa, dal Giappone e da altri paesi.

Quel periodo dovrebbe terminare a novembre e così probabilmente potremmo assistere all'attuazione in quel momento di dazi sulle auto importate.

Questa incertezza sui dazi ha indotto un enorme quantitativo di spedizionia nticipate dalla Cina l'anno scorso e quest'anno, dato che i caricatori sono corsi ad importare merci in vista delle attuazioni dei dazi.

Il risultato è stato che qui negli Stati Uniti i magazzini sono molto pieni malgrado le buone vendite al dettaglio mensili".

Secondo il Census Bureau degli Stati Uniti, le scorte aziendali statunitensi per aprile si sono incrementate dello 0,5% dopo essere rimaste immutate a marzo, mentre le scorte per le vendite al dettaglio si sono incrementate dello 0,5%, quelle delle vendite all'ingrosso sono balzate in alto dello 0,8% e quelle dei produttori sono salite dello 0,3%.

Secondo Krueger, molti clienti della DHL hanno già movimentato livelli sufficienti di scorte negli Stati Uniti in vista dell'alta stagione e ha notato che le previsioni del DHL Global Trade Barometer parlano di un rallentamento della crescita delle importazioni marittime, sebbene ci si aspetti ancora che la crescita sia "moderatamente positiva".

Ci si aspetta tuttavia che le esportazioni aeree e marittime statunitensi assistano ad un brusco declino.

"Poiché il Pacifico asiatico, e specialmente la Cina, sono una direttrice essenziale sia per le importazioni che per le esportazioni da e per gli Stati Uniti, la disputa commerciale in corso viene citata come un importante fattore nel contesto di tale tendenza" afferma Krueger.

"A prescindere della crescita dei volumi, l'ambiente dei prezzi dipenderà in gran parte da come i vettori gestiscono la capacità".

La Roberson afferma che le filiere distributive sono state ancora per lo più reattive dato l'incerto ambiente dei dazi.

"Non mi aspetto una forte alta stagione" ha aggiunto.

"Anche se un certo numero di porti statunitensi continuano a riferire forti TEU mensili, se si guardano ulteriormente questi numeri, si riscontra un notevole quantitativo di contenitori vuoti.

Per il porto di Charleston, ad esempio, i container vuoti hanno rappresentato quasi il 23% di tutti i contenitori caricati e scaricati nel corso di questo esercizio finanziario terminato il 30 giugno.

I vutoi hanno aiutato il porto a far registrare volumi di carico mensili da record otto volte nel corso del suo esercizio finanziario.

Il porto di Los Angeles, una porta d'accesso per le importazioni asiatiche negli Stati Uniti, ha condiviso esperienze simili.

Infatti la percentuale dei vuoti caricati complessivi ha rappresentato un picco di oltre il 50% a dicembre del 2018 ma da allora è diminuita sino al 39% a maggio ed al 30% a giugno".

La Roberson afferma che l'incertezza dei traffici verrebbe ulteriormente complicata dall'introduzione di carburanti a basso contenuto di zolfo alla fine di quest'anno che andrebbe ad aggiungersi alle perturbazioni nella filiera distributiva nel caso che le consegne in anticipo delle spedizioni dovessero ripartire.

"Potremmo vedere uno spostamento al trasporto merci aereo?" si è chiesta.

"È piuttosto plausibile, in particolare con l'avvento dell'IMO 2020, ma probabilmente si tratterà di un guadagno a breve termine per il trasporto aereo e non potrà cancellare quella che si sta rivelando una triste annata per il mercato del trasporto merci aereo.

"Se ci sarà qualche passaggio in tal senso, sarà costoso per i caricatori grazie all'aumento dei prezzi del petrolio.

I caricatori si troveranno di fronte a costi in aumento assorbenti come quelli del petrolio e dei dazi o dovranno trasferirli ai propri clienti.

Questo potrebbe ridurre sensibilmente la domanda nei prossimi anni".
(da: lloydsloadinglist.com, 26 luglio 2019)





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