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27 luglio 2017

Bruxelles rinnova l'esortazione a Francia e Belgio ad abolire le esenzioni fiscali per i porti

Dal prossimo 1° gennaio dovrà essere applicato esclusivamente il regime fiscale generale sulle società

Ad un anno dall'avvio di una specifica indagine sulle esenzioni fiscali concesse agli enti e alle società che gestiscono i porti della Francia e del Belgio ( dell'8 luglio 2016), oggi la Commissione Europea ha rinnovato la richiesta ai governi delle due nazioni di abolire queste esenzioni dall'imposta sulle società per allineare i due sistemi fiscali nazionali delle norme UE in materia di aiuti Stato, esortazione che all'inizio del 2016 era stata rivolta anche all'Olanda, che a sua volta aveva annunciato la presentazione di un ricorso contro la decisione di Bruxelles ( del 22 gennaio e 18 marzo 2016).

Ricordando che recentemente la Commissione Europea ha introdotto nuove regole per gli investimenti pubblici nei porti e negli aeroporti ( del 17 maggio 2017), semplificando le procedure e nel contempo preservando la concorrenza, Margrethe Vestager, commissario europeo alla Concorrenza, ha evidenziato che nel contempo «le decisioni della Commissione relativamente al Belgio e alla Francia, così come quella precedente relativa all'Olanda, dimostrano chiaramente che le esenzioni ingiustificate dall'imposta sulle società per i porti distorcono la concorrenza».

La Commissione ha ricordato che in Belgio tali esenzioni sono applicate per i porti marittimi e fluviali di Anversa, Bruges, Bruxelles, Charleroi, Ghent, Liegi, Namur e Ostenda e per i canali navigabili della provincia di Hainaut e delle Fiandre, mentre in Francia sono in vigore a favore dei porti di Bordeaux, Dunkerque, La Rochelle, Le Havre, Marsiglia, Nantes-Saint-Nazaire e Rouen, per gli scali portuali di Guadalupa, Guyana, Martinica e Réunion, per il sistema portuale di Parigi e per i porti gestiti dalle camere di commercio e dell'industria.

Belgio e Francia hanno tempo sino alla fine del 2017 per adottare le misure necessarie per porre termine a tali regimi di esenzioni fiscale e per garantire che dal 1° gennaio 2018 tutti i porti siano soggetti alle stesse regole fiscali applicate alle altre imprese.

La Commissione Europea ha specificato che, dato che l'esenzione dall'imposta sulle società a favore dei porti esisteva già prima dell'adesione della Francia e del Belgio all'UE, tali misure sono da considerare quali “aiuti esistenti” e in quanto tali non è possibile chiedere a Belgio e Francia di recuperare gli aiuti già concessi.

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